Il rompicapo dell’ imposta pubblicità
Nuova monografia di Girolamo Ielo
Il “canone unico” in realtà sono ancora tre

10/8/2021 – E’ uscita in questi giorni una nuova monografia di Girolamo Ielo, saggista reggiano tra i maggiori esperti di finanza degli enti locali.

Il testo, nella collana “Azienditalia monografie”. passa al setaccio in tutti i suoi aspetti la recente riforma della imposta sulla pubblicità e le affisioni, riforma che ha introdotto il “canone unico”.

Girolamo Ielo

“Fino a tutto il 2020 – spiega Ielo – gli enti locali per l’imposizione delle occupazioni di spazi ed aree pubbliche e per i manifesti pubblicitari potevano utilizzare due tributi/canoni: la TOSAP o il COSAP per le occupazioni e l’ICPDPA o il CIMP per la pubblicità.

Con il 2021, per rispondere ad esigenze di “semplificazioni”, per le occupazioni e per la pubblicità, è istituito (ed è entrato in vigore) il Canone patrimoniale di concessione, autorizzazione o esposizione pubblicitaria (canone unico).

Un canone unico per due fattispecie molto differenti. Scopriamo, dopo, che accanto al Canone unico gli enti locali istituiscono , con proprio regolamento, il Canone di concessione per l’occupazione delle aree e degli spazi appartenenti al demanio o al patrimonio indisponibile destinati a mercati (Canone “mercati”).

Si è rimesso un po’ di ordine: si torna a due strumenti normativi.

Ma non è proprio così. Il Dipartimento delle finanze, partendo dal fatto che nel Canone unico ci sono due presupposti distinti, uno per l’occupazione e un altro per la diffusione di messaggi pubblicitari, arriva ad affermare che in effetti i canoni sono due. E l’ente locale può affidare la gestione del Canone unico (che adesso possiamo dire ex Canone unico) a due soggetti diversi; ad uno affidare la gestione del Canone per l’occupazione di aree pubbliche e ad un altro affidare il Canone per la diffusione di messaggi pubblicitari. Oppure può gestire il proprio un canone ed affidare l’altro ad un soggetto esterno.

In tal modo i canoni diventano due. Inoltre, c’è sempre il Canone “Mercati”; ed arriviamo a tre.

Infine il legislatore nel disciplinare il canone unico detta, in taluni casi in modo approssimativo e carente, disposizioni:

  • per il Canone per l’occupazione delle aree pubbliche;
  • per il Canone per la diffusione di messaggi pubblicitari
  • per entrambi i canoni.

Questo è il quadro normativo. Aggiungiamo, infine, che molte disposizioni riguardanti il canone unico riprendono talune disposizioni della TOSAP, del COSAP, dell’ICPDPA e del CIMP, che nel corso degli ultimi decenni sono stati oggetto di prassi e di giurisprudenza.

Tenendo conto di ciò, al fine di facilitare la lettura, l’interpretazione e l’utilizzo delle disposizioni abbiamo operato in questo senso: nella monografia abbiamo dedicato specifici capitoli ad ogni singolo canone(uno per il Canone per l’occupazione di aree pubbliche,uno per Canone per la diffusione di messaggi pubblicitari e un altro per il Canone “mercati”).

Abbiamo delineato, per ciascun canone, l’intera e completa disciplina. In quest’ambito si è cercato di limitare le ripetizioni, salvo quelle strettamente necessarie al fine di ridurre al minimo i rinvii” .

“E considerato – conclude Ielo – che la disciplina di detti canoni in taluni casi è identica o molto vicina a quella dei tributi/entrate soppressi, abbiamo messo a confronto: a) la singola disposizione del Canone per l’occupazione di aree pubbliche con quelle della TOSAP e del COSAP; b) la singola disposizione del Canone per la diffusione di messaggi pubblicitari con quelle dell’ICPDPA e del CIMP”.

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Una risposta a 1

  1. Vincenzo Rispondi

    11/08/2021 alle 17:46

    Interessante ed impegnativo lavoro per i professionisti del settore e del settore tributi. Enzo Di Pietro

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