Discarica di eternit in terreno di Giovanelli
L’ammissione del presidente del Parco
“Fatto grave, noi parte lesa: denunceremo”

DI PIERLUIGI GHIGGINI

12/8/2021 – Il presidente del Parco nazionale appennino Tosco-Emiliano, l’ex senatore Fausto Giovanelli, conferma che la discarica di cementi ed eternit, rifiuto pericoloso, individuata a Vetto, nella zona di Molino Rosati e a poca distanza dal Rio Maillo, insiste in un terreno boscoso di sua proprietà. Per la precisione, terreno in comproprietà con il fratello, l’avvocato Danilo Giovanelli.

Il consigliere Davoli sulla discarica di eternit

In un dichiarazione diramata dallo Studio Arlotti, Giovanelli si dichiara parte lesa e parla di “un danno contro una proprietà privata per il quale, appreso l’accaduto, stiamo predisponendo denuncia contro ignoti“.

Fausto Giovanelli

E’ stato il consigliere di opposizione dell’Unione comuni dell’ Appennino reggiano, Alessandro Raniero Davoli, a rivelare l’esistenza della discarica abusiva nel terreno del presidente del Parco con un’interrogazione al presidente dell’Unione dei comuni e la successiva denuncia ai Carabinieri Forestali. Ciò dopo la segnalazione di un cittadino di Vetto, che ha accompagnato sul posto Davoli insieme alle Guardie ecologiche Volontarie.


“Quanto accaduto in località Molino Rosati – afferma Fausto Giovanelli – è un fatto sicuramente grave e che dimostra come sulla cultura dell’ambiente ci sia ancora molto da fare. Siamo parte lesa e, naturalmente, respingiamo qualsiasi insinuazione (politica) a riguardo. Come purtroppo accade questi rilasci avvengono sovente su terreni altrui e particolarmente decentrati. Ringraziamo per la sensibilità ambientale – conclude – che, crediamo, abbia bisogno di sentinelle sul territorio, come le Guardie ecologiche volontarie. Auspichiamo che gli autori del reato siano individuati”.

La discarica nel terreno dei fratelli Giovanelli

Dunque, nessuno sino ad oggi avrebbe avvertito i proprietari dell’esistenza di una grossa discarica formatasi a loro insaputa nel loro terreno del vettese. Terreno evidentemente abbandonato da lungo tempo dai fratelli Giovanelli, e frequentato solo da chi ha voluto smaltire in maniera illegale un quantità impressionante di rifiuti da demolizioni, e classificati pericolosi come l’eternit. Con l’aggravante del deposito in prossimità di un corso d’acqua. Ma il punto è: qualcuno sapeva? Qualche autorità era stata avvertita, o invece è scattata l’omertà?

E se è vero che un fatto così grave, per il quale i Giovanelli si dichiarano parte lesa, non può essere strumentalizzato dal punto di vista politico, non si può tacere che la situazione appare decisamente imbarazzante per il presidente del Parco Nazionale, se non altro per la mancata vigilanza sulla sua proprietà.

Il bosco devastato dall’eternit
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Una risposta a 1

  1. Lei Rispondi

    13/08/2021 alle 10:55

    Natura/cultura.
    Tutto il resto è osceno.
    Ho scritto : OSCENO.

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