Flash mob pro diga
Un corona di fiori per “la morte della Val d’Enza”

16/8/2021 – Manifestazione del movimento pro-diga di Vetto, che alle 10,30 di lunedì 16 agosto, al Taglione (abbozzo dei lavori cominciati e subito fermati più di 30 anni fa), commemora provocatoriamente “la morte della Val d’Enza”.

“Noi promotori e sostenitori della diga di Vetto – fa sapere Lino Franzini, promotore del Comitato per la diga – ci ritroveremo al Taglione, luogo dove iniziarono i lavori, per deporre una corona di fiori come gesto simbolico nella ricorrenza del 32esimo anno dell’interruzione dei lavori  per la realizzazione dell’importante infrastruttura che ad oggi avrebbe garantito acqua alla Val d’Enza senza sprechi di denaro pubblico in termini di costi e senza dover ricorrere alle acque del Po che non spiccano certo in limpidezza.

A distanza di 32 anni ci ritroviamo sul Taglione alle ore 10,30 con questa simbolica manifestazione per chiedere al Governatore della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini e agli Assessori Mammi e Priolo, di rimettere mano al progetto iniziale della diga di Vetto, il cosiddetto progetto Marcello, rimodulandolo sulla base delle nuove normative di legge e poi partire con questo, invece di seguire la strada, sponsorizzata da enti come le Bonifiche e il distretto del Po,  di realizzare laghetti in Val d’Enza e un piccolo invaso, che farebbe solo del danno.

Le acque dell’Enza


Non solo questi non sarebbero sufficienti a soddisfare il fabbisogno idrico dell’agricoltura locale fortemente minacciata dalla siccità – sostiene Franzini – ma porterebbero anche a un maggior dispendio economico di risorse pubbliche e a tempi decisamente più lunghi, oltre 20 anni, quando invece il problema va tempestivamente arginato.
Sempre il 16 agosto, in omaggio ai prati stabili fortemente minacciati dalla siccità, per la prima volta, vicino alle acque dell’Enza, alle ore 11,00 apriremo e degusteremo una forma di Parmigiano Reggiano della Val d’Enza”.

Be Sociable, Share!

Una risposta a 1

  1. carlo baldi Rispondi

    16/08/2021 alle 16:31

    Bravissimi. Presentate un ricordo anche dei Grisanti, che nella seconda metà del 1800 iniziarono la battaglia e e gli studi per la diga di Vetto sull’Enza, impiegando inutilmente tutto il loro patrimonio. Poi, ai primi del 1900, quando ottennero finalmente le autorizzazioni per iniziare i lavori, scoppiò la grande guerra che interruppe ogni iniziativa.
    I loro diari, di cui posseggo copia insieme a parte dei progetti, sono ancora attuali per le considerazioni sulle opposizioni al progetto.

Rispondi a carlo baldi Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *