Ex-Reggiane, “demolire i capannoni”
Il prefetto impone una svolta al Comune

DI PIERLUIGI GHIGGINI

26/8/2021 – Svolta per le ex-Reggiane. E che svolta, almeno sulla carta. Il prefetto Iolanda Rolli – chiamata direttamente in causa dal deputato Fdi Tommaso Foti – ha imposto un piano di demolizione accelerata, previo sgombero, dei capannoni abbandonati del gigantesco complesso di via Agosti. O, quanto meno, la loro “tamponatura” in modo che nessuno possapiù entrariv dentro e ricreare una nuova città nella città, o meglio una terra di nessuno fuori controllo. Nel frattempo, le forze di Polizia assicureranno un presidio permanente della zona per l’intera giornata.

Il prefetto Iolanda Rolli

Il prefetto Rolli lo ha chiesto in termini perentori nel corso di un Comitato provinciale ordine e sicurezza pubblica, convocato qusta mattina d’urgenza al palazzo del Governo per affrontare i nodi brucianti della “prevenzione della criminalità e riqualificazione dellex-Reggiane e di piazzale Europa”.

Il Comune (non è specificato se fosse presente il sindaco Vecchi o qualcuno in sua vece) ha piegato la testa, impegnandosi a definire un nuovo “cronoprogramma” già in queste ore del progetto Reggiane Off per la bonifica dell’area e il trasferimento degli abitanti clandestini: è il famoso piano voluto dal vescovo Camisasca nell’autunno scorso, che doveva essere realizzato in tre mesi e invece ha dormito della grossa negli uffici comunali. L’amministrazione si è impegnata a dar corso all’abbattimento delle strutture disabitate “a partire da lunedì”. Vedremo se l’impegno sarà rispettato, o se si riuscirà ancora a perdere tempo.

Degrado e desolazione nei capannoni ex Reggiane

E se il Prefetto si è mosso col fiato sul collo della politica nazionale – Foti ha chiamato in causa il ministro Lamorgese con una nuova interrogtazione – per il Comune è la plateale ammissione di un fallimento strategico cominciato ormai anni e anni fa, con la decisione politica di trasformare le ex Reggiane nel ventre molle delle città, chiudendo gli occhi di fronte allo spadroneggiare delle bande etniche di spacciatori, delinquenti e clandestini che si sono impossessat edi un pezzo storico di Reggio Emilia, diventandone i padroni assoluti: una vicenda che sembra presa di pesoda un vecchio del filone “dopobomba”. A ciò hanno fatto seguito la strategia dell’indifferenza e poi una sequela di scelte sbagliate, non ultima la soluzione millenarista col rinvio sine die della bonifica sociale e urbanistica ai mega progetti milionari finanziati dalla Regione e dal governo, e affidati a Stu Reggiane – società interamente pubblica guidata da Luca Torri, ma che sfugge al controllo del consiglio comunale: di fatto, una gestione privatistica dell’intervento pubblico.

Ma l’emergenza è emergenza, e i fatti sono più duri di macigni. Il vertice di questa mattina si è svolto sotto il fuoco incrociato delle interrogazioni al governo e al sindaco, della protesta del Comitato di Santa Croce – con i cartelli bilingue piazzati in via Agosti “zona pericolosa” – e non ultimo l’annuncio che la manifestazione del 18 settembre contro il malgoverno di Reggio sarà spostata da Piazza Prampolini ai cancelli delle ex-Reggiane. Decisione anticipata ieri da Reggio Report, e formalizzata proprio in mattinata dai promotori con una Pec al Questore Giuseppe Ferrari. Evidente che una risposta doveva essere data alla città. E la risposta è arrivata.

“L’obiettivo è restituire serenità ai residenti – questa la dichiarazione del Prefetto, diffusa con un comunicato in serata – garantendo ancora una maggiore attenzione alle aree in questione (ex-Reggiane e piazzale Europa, ndr.) dove purtroppo avvengono ancora episodi spiacevoli, affiancando alle iniziative già adottate un ulteriore piano su cui si intende lavorare“.

Nalla riunione a palazzo Allende, è stato sottolineato anzitutto ” l’impegno incessante delle forze dell’ordine nella prevenzione della microcriminalità, della movida e nella gestione di giovani protagonisti di intemperanze, concretizzatasi, tra l’altro nell’adozione di 14 Dasp Willy“. Sul fronte Reggiane la presenza costante delle forze di Polizia ha dato risultati importanti “come dimostra l’ultima espulsione di cinque stranieri e il sequestro di sostanze”. Nondimeno, aggiunge il comunicato “è necessario fare ancora di più nel controllo del territorio sia in termini di accelerazione della realizzazione del progetto Reggiane Off, che vede coinvolti Comune, Ausl, Diocesi, Regione e Stu Reggiane, con l’accoglienza degli aventi diritto e la contestuale demolizione/tamponatura degli immobili fatiscenti e pericolosi per impedire in futuro nuove occupazioni“.

La nota aggiunge che “il Comune – che interviene direttamente nell’inerzia della proprietà ha condiviso l’esigenza rappresentata dal Prefetto di ridurre al massimo i tempi previsti, assicurandol la predisposizione di un nuovo cronoprogramma per la definizione del progetto e il completamento, da lunedì prossimo, dei lavori di abbattimento delle strutture disabitate“.

Contestualmente “le forze di polizia intensificheranno i servizi in quelle aree, assicurando almeno una pattuglia dedicata che presidierà la zona per l’intera giornata, in modo tale da innalzare il grado di sicurezza percepita e da evitare che, quelle in questione, siano considerate “zone franche”.

Polizia alle ex-Reggiane

Al fine di verificare l’efficacia di queste iniziative, “la Prefettura monitorerà settimanalmente sia l’impatto del potenziamento dei servizi di polizia sugli episodi di criminalità nella zona, sia l’avanzamento delle attività all’interno delle Reggiane. “I livelli su cui agire sono molteplici – ha aggiunto il Prefetto – ma posso assicurare che l’attenzione è costante e che indirizzeremo ogni sforzo affinchè i citadini percepiscano una vicinanza concrfeta da parte delle istituzioni”. Il Comune è avvertito. Ora si attendono fatti concreti.

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Una risposta a 1

  1. carlo baldi Rispondi

    27/08/2021 alle 09:47

    Finalmente è uscita una decisione che serva, mi auguro, ad abbattere tutti i capannoni dell’area ex Reggiane, bonificando la zona, come più volte è stato detto e scritto, insieme ad un progetto complessivo di sistemazione dell’area , possibilmente con un concorso di idee aperto a tutti. Il sogno di molti è farne una città della scienze ( proposte già del 1990). moderno, funzionale e che attiri ricercatori da tutto il mondo. L’eventuale cessione di immobili a tale scopo, facenti poi parte del complesso, dovrebbe avvenire in diritto di superfice.
    Spero proprio che questa volta si intervenga con decisione.

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