Andavamo da Nino Nasi, libraio umanista e controcorrente
Il libro di Tedeschi al circolo anarchico Berneri (con ape sociale)

DI JOE SCALTRITI

8/7/2021 – Venerdì 9 luglio alle ore 21 presenteremo il bel libro di Pierluigi Tedeschi “Un salto da Nino”, edito da Consulta. Sarà una nuova occasione per parlare della Libreria del Teatro e del suo originale protagonista, Nino Nasi, uno dei più grandi librai d’Italia a dir poco.

Un salto da Nino

Ma sarà anche un incontro fra amici, aficionados e militanti che hanno passato tanto tempo in questa libreria alternativa a confrontarsi con un sapiente libraio controcorrente, capace di misurarsi con il prevedibile ma anche con l’imprevedibile. E questo non è poco in una piccola città, ricca e conformista, non sempre disponibile all’innovazione portata dai mari e dai venti delle contestazioni giovanili che, a partire dagli anni 60, hanno attraversato il pianeta. Furono contestazioni radicate e radicali tanto nei metodi quanto nei contenuti, tanto nell’immaginario quanto nel costume.

Nino Nasi


Contestazioni che non lasciavano via di scampo per la gioventù rivoltosa di quel periodo. La più devastante,come ricordava lo stesso Nino Nasi, era quella contro le quattro P: padre, partito, prete e padrone. Roba da far paura anche ai giorni nostri.
In questa calda atmosfera si collocava la Libreria del Teatro come centro ideale delle discussioni di una generazione variegata e irrequieta che voleva tutto, e lo voleva subito! Nino forniva un catalogo unico nel suo genere per i nostri appetiti culturali: beat, controcultura, saggistica politica, edizioni introvabili e rare edizioni anarchiche (difficilmente reperibili all’epoca). E ancora: materiali fragili, riviste, giornali e documenti. Soprattutto giornali anarchici: Umanità Nova, A Rivista Anarchica, Volontà e la nostra Assemblea Generale.

In quella libreria abbiamo scoperto l’anarchismo, i suoi teorici, le sue pratiche e le sue realizzazioni: a partire dalla rivoluzione spagnola del 1936 dove gli anarchici provarono, soli contro tutti, a realizzare un socialismo senza stato fondato sui comuni liberi con un sistema economico autogestito senza profitto e gerarchia. Anche Nino era afflitto da “spagnolite” per questo ci suggeriva di leggere i libri meravigliosi di Orwell (“Omaggio alla Catalogna”), Kaminski (“Quelli di Barcellona”) e Leval (“Né Franco né Stalin”).

Ciò che più gli interessava, però, era soprattutto rivalutare Camillo Berneri, grande anarchico del 900 fatto fuori dagli stalinisti a Barcellona nel 1937, proprio durante la rivoluzione spagnola. Se oggi la nostra città conosce meglio questa splendida figura libertaria e antifascista lo deve anche a Nino Nasi, che ha voluto, più di chiunque altro, la targa di marmo dedicata a questo importante militante anarchico apposta dalla FAI Reggiana in via Don Minzoni.

Camillo Berneri, da Wikipedia

Non è un caso, che proprio il principale circolo anarchico reggiano sia intestato a Camillo Berneri, figura così tanto amata da Nino e per questa ragione elemento di vicinanza fra i due luoghi, la libreria e la sede storica della FAI Reggiana: quel salto da Nino ci ha condotti in Via Don Minzoni.

Patrizia Nasi porta avanti la libreria

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