Tragedia sul lavoro a Novellara
Magazziniere schiacciato da 12 quintali di mangimi
Roberto Romitti, di Reggiolo, da oltre 30 anni alla Methodo Chemicals

30/6/2021 – Sconvolgente tragedia sul lavoro a Novellara: questa notte, in un’azienda situata nella zona industriale, un magazziniere di 58 anni è morto schiacciato da un sacco di magimi da 12 quintali, sembra caduto da un muletto. La vittima è Roberto Romitti, ed era residente a Reggiolo. Il tragico infortunio è avvenuto all’interno dello stabilimento della Methodo Chemicals di via Ampere.

A trovare l’uomo sotto il sacco alcuni dipendenti dell’azienda che hanno quindi prestato i primi soccorsi richiedendo l’intervento dei sanitari  inviati dal 118, i quali non hanno potuto fare altro che constatare il decesso dell’uomo. Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Novellara e i tecnici del Servizio prevenzione e sicurezza ambienti di lavoro del distretto Ausl di Guastalla, che procedono con le indagini coordinate dalla Procura della Repubblicadi Reggio Emilia.

Roberto Romitti (da Facebook)

L’incidente non ha avuto testimoni diretti: il magazziniere si trovava da solo in nel reparto, , quindi gli accertamenti dovranno stabilire anche l’ora in cui è avvenuta la tragedia. Romitti era un dipendente storico della Methodo Chemicals e lavorava nello stabilimento della famiglia Crema da oltre 30 anni. Le attività sono state immediatamente sospese e l’azienda è stata chiusa per lutto.

Il corpo è stato recuperato dagli operatori di Novellara Servizi e trasferito alla camera mortuaria del cimitero di Coviolo, a Reggio Emilia, a disposizione del magistrato.

INFORTUNI FOTOCOPIA, LA CISL: UNA STRAGE SILENZIOSA

“Le morti bianche continuano silenziose nonostante i nostri numerosi appelli” è il laconico commento di Domenico Chiatto, segretario Cisl Emilia Centrale con delega alla sicurezza sul lavoro dopo l’ultimo tragico incidente di Novellara, dove il 58enne Roberto Romitti è rimasto schiacciato da un pesante sacco di mangime.
“Nell’esprimere prima di tutto il cordoglio del sindacato ai famigliari del lavoratore – prosegue Chiatto – ricordo che solo il 4 giugno abbiamo promosso una manifestazione nazionale per fermare le stragi nei luoghi di lavoro. Già i dati del primo trimestre 2021 avevano segnalato, con la ripresa economica, un incremento di infortuni mortali del 11% nel nostro Paese”.
“E’ proprio la Cisl commenta – Sadid Aziz, coordinatore Cisl per l’area della Bassa – che aveva parlato di questi incidenti mortali come ‘infortuni fotocopia’. Quelli da schiacciamento sono la prima causa di mortalità. A Reggio Emilia, come nel resto d’Italia c’è urgenza di rafforzare la formazione e la cultura della sicurezza. D’altro canto c’è da rafforzare il personale che opera ogni giorno tra le oltre 40.000 aziende con almeno un addetto a Reggio Emilia. Sono gli ispettori del lavoro (alle dipendenze dell’Ispettorato territoriale del lavoro), ispettori dell’Inps, ispettori dell’Inail e i tecnici della prevenzione infortuni sul lavoro Ausl”.

SGOMENTO E CORDOGLIO CGIL: NON E’ ACCETTABILE CHE SI CONTINUI AMORIRE LAVORANDO

“La Cgil e la Flai di Reggio Emilia, sono vicine alla famiglia di Roberto Romitti, ed esprimono sgomento e cordoglio per l’ennesimo caso di infortunio mortale sul lavoro avvenuto stamattina a Novellara presso la Methodo Chemicals.

Non è accettabile che si continui a morire lavorando, in un continuum con frequenze da capogiro. Da quando il Paese ha “riaperto”, dopo lo stop imposto dalla pandemia e in base a quel “rischio calcolato” messo in conto nelle parole del presidente Draghi, quasi quotidianamente registriamo morti riconducibili all’attività lavorativa.

È un “rischio calcolato” che non può essere accettato. Si protrae lungo tutta la Penisola una strage continua, che ipocritamente viene definita col termine di “morti bianche”, che non può far rumore solo nell’immediato per sparire dai radar fino alla prossima vittima.

Per questo bisogna determinare in tempi rapidissimi un cambio di passo, fatto di azioni concrete, da parte delle imprese che devono investire nella salute e sicurezza dei propri dipendenti e non considerare la tutela dell’incolumità di chi lavora come una voce di spesa da tagliare o sui cui risparmiare.

E’ necessario che aumentino le ispezioni e le sanzioni per chi viola le norme in materia e che questo tema assuma primario rilievo nell’ agenda politica nazionale.

Come Cgil, assieme a Cisl e Uil, abbiamo sollecitato la Prefettura durante l’ultimo presidio di protesta, il 4 giugno scorso, presentando le nostre rivendicazioni in materia. Che sono le rivendicazioni di chi tutte le mattine si alza per recarsi sul posto di lavoro.

Non ci stanchiamo di ripetere che non è più possibile rimandare il momento in cui tutti – dalle Istituzioni, agli organi ispettivi, al sindacato e alle imprese – operino responsabilmente mettendo in campo ogni azione necessaria per fermare questa inaccettabile strage”.

MORTI SUL LAVORO, UGL CHIEDE INCONTRO AL PRESIDENTE DELLA REGIONE

L’UGL Emilia Romagna chiede un incontro con il Presidente della Regione con il fine di trovare delle soluzioni concrete a sostegno dei lavoratori e delle imprese per arginare il fenomeno degli incidenti mortali sul lavoro.

A livello nazionale i dati Inail hanno evidenziato che nel primo quadrimestre del 2021 ci sono stati 306 morti sul lavoro, con un incremento del 9,3% rispetto allo stesso periodo del 2020. In Emilia Romagna, nello stesso periodo, è stata registrata una crescita pari al 22,7% degli infortuni mortali rispetto al primo quadrimestre 2020 con 27 casi. 

 Secondo Tullia Bevilacqua, Segretario Regionale UGL Emilia Romagna “0ccorre gettare le basi per divulgare una maggiore cultura della sicurezza sul lavoro, fatta di prevenzione, igiene e salute. In tal senso, è opportuno attivare la costituzione di una Agenzia Regionale per la Prevenzione Igiene e Sicurezza che garantisca un’azione efficiente ed efficace. È altresì necessario – continua – realizzare con la collaborazione del Sistema Nazionale per la Prevenzione (SINP), il Coordinamento Regionale delle Banche Dati (Inps; Inail; Istat; Ministero del Lavoro; Ministero della Salute), l’accesso unificato delle banche dati, quale strumento indispensabile su cui basare i processi di valutazione, volto alla pianificazione degli interventi che rispondano ai criteri di efficacia, efficienza, pertinenza e sostenibilità”.

Inoltre “opportuno attivare i Comitati regionali di coordinamento, promuovere corsi di formazione e addestramento sulla Prevenzione, Igiene, Salute e Sicurezza, anche nelle scuole. Infine, incentivare la messa a punto di un Progetto Nazionale sul monitoraggio, controllo e valutazione dell’applicazione del D.Lgs. 81/08″.

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