Stazione Alta velocità alle Fiere di Parma
Firmato il protocollo a Roma, con la benedizione di Bonaccini
Uno smacco per Reggio Emilia

30/7/2021 – l dado è tratto: la stazione dell’Alta Velocità a Parma, sulla carta al servizio del polo fieristico e comunque in concorrenza con la Fermata Mediopadana di Reggio Emilia, si farà. E’ questa la sostanza del protocollo d’intesa (già annunciato a fine giugno) firmato questa mattina a Roma al Ministero delle Infrastrutture e Mobilità sostenibile, e “finalizzato alla determinazione e condivisione della migliore soluzione per l’inserimento efficace della città di Parma nel reticolo dei servizi ad Alta Velocità, mediante la realizzazione di una stazione dedicata o altre soluzioni infrastrutturali o di servizio”.   

Il protocollo lascia prudentemente aperta l’opzione di un collegamentoc elere (tipo metro leggero) tra Parma e la Mediopadana di Mancasale, che però appare già come un’ipotesi di seconda battuta, e che i parmigiani – dopo un lavoro di lunga lena per convincere la Regione guidata da Bonaccini, e e soprattutto i governi – non intenderebbero assolutamente accettare. Inutile spaccare il capello in quattro: la decisione di procedere verso la nuova stazione Av alle Fiere di Parma è presa, da oggi è un impegno ufficiale di Governo, Regione e Rete Ferroviaria Italiana.

Stazione Alta velocità a Parma: la firma del protocollo al Ministero infrastrutture

Il protocollo è stato sottoscritto dal ministro delle Infrastrutture Enrico Giovannini, del sindaco di Parma Federico Pizzarotti, dall’assessore regionale a mobilità e trasporti Andrea Corsini,’ e dall’amministratore delegato di RFI – Rete Ferroviaria Italiana, Vera Fiorani. Presente anche l’assessore ai Lavori Pubblici di Parma, Michele Alinovi.   

Alle stelle la soddisfazione del sindaco Federico Pizzarotti. “Quello di oggi è un tassello importante nel percorso che l’amministrazione si è fortemente impegnata a intraprendere verso un obiettivo strategico per il territorio di Parma – ha dichiarato- Non è stato facile arrivare qui, ma questo rappresenta un punto di partenza per una sfida ancora più impegnativa che Parma potrà vincere solo facendo squadra. Per raggiungere obiettivi anche ambiziosi bisogna prima di tutto crederci e noi ci crediamo”.   

Alta velocità: la connessione esistente con la stazione di Parma

QUALCHE CONSIDERAZIONE

Parma ha già una connessione tra l’alta velocità e la stazione storica, ma evidentemente non basta. D’altra parte è da escludere che una nuova stazione Av, ad appena 30km dalla Mediopadana, possa essere realizzata con un investimento enorme solo per inserire le Fiere di Parma, Sarebbe meno dispensioso trasferirledi peso a Reggio:, dove i vecchi padiglioni di via Filangeri, venduti in fallimento a un privato, praticamente toccano l’alta velocità.

In realtà, Parma vuole la “sua” stazione per rilanciare il turismo e il ruolo storico di piccola capitale storica . Per Reggio Emilia è un boccone difficile da ingoiare: non solo per ll’obiettivo non dichiarato diassorbire buona parte del movimento passeggeri della Mediopadana (almomento unica fermata in linea tra Milano e Bologna), ma soprattutto per lo smacco politico subito dall’amministrazione reggiana, dal sindaco Vecchi, dal Pd e da Unindustria, che ha dovuto piegarsi ai voleri dei cugini confindustriali di oltr’Enza.

Reggio Emilia è stata completamente tagliata fuori dal protocollo firmato alministero, e probilmente il governatore Bonaccini – coprotagonista con i suoi uffici dell’operazione e della sua cornice strategica – non ha neppure consultato il sindaco Vecchi e nè i consiglieri regionali reggiani. Se lo ha fatto sarebbe interessate sapere cos’hanno risposto, in particolare il primo cittadino del Primo Tricolore, che pure si diceva esercitasse una certa influenza sul collega Pizzarotti. Ma forse è accaduto il contrario.

Sia come sia, il dado ormai è tratto: oggi Reggio deve fare i conti con i suoi ritardi, con la mancanza di visione e di capacità di relazioni a livello nazionale, con l’incapacità a saper offrire offrire un progetto, una prospettiva di sviluppo utilea tutti, anche a Parma.

Lafermata Mediopadana di Mancasale

IL PROTOCOLLO FIRMATO A ROMA

“La migliore soluzione possibile per l’inserimento di Parma nei servizi ferroviari Alta Velocità/Alta Capacità attraverso la realizzazione di una stazione dedicata nella zona Fiere a ovest della città o altre soluzioni infrastrutturali o di servizio, è proprio l’obiettivo dell’intesa sottoscritta oggi a Roma al Ministero delle Infrastrutture e mobilità sostenibili”. Lo sottolinea una nota diramata dalla Giunta regionale dell’Emilia-Romagna.

Il protocollo, si legge, “analizzerà le diverse opzioni realizzabili a breve e medio termine. In sostanza, sarà effettuato uno studio per garantire alla città maggiore accessibilità all’Alta Velocità, sia valutando la fattibilità della nuova fermata in zona Fiere, sia attraverso l’analisi di un maggiore utilizzo dell’interconnessione e un migliore collegamento con la fermata Mediopadana di Reggio Emilia.

“Migliorare il collegamento della città di Parma e del suo territorio all’Alta velocità/Alta capacità ferroviaria rientra nella strategia di questo Ministero che punta a collegare le città alle grandi direttrici dei trasporti-, ha dichiarato a sua volta il ministro delle Infrastrutture e delle Mobilità Sostenibili, Enrico Giovannini -. La soluzione che prevede l’istituzione del tavolo avvia un percorso di approfondimento necessario, un modo serio per affrontare la questione. Sono certo che il Tavolo, che svolgerà analisi approfondite sul territorio, valuterà tutti gli aspetti utili per adottare la soluzione più efficace ed efficiente per Parma e l’intera regione Emilia-Romagna”.

“La città di Parma- affermano il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, e l’assessore Corsini– ha necessità di un’efficace connessione al sistema dei servizi Alta Velocità, sia per le dimensioni del territorio, sia per il solido tessuto produttivo, turistico e culturale che qui esiste. Quello di oggi è quindi il primo passo di un percorso importante.

Con questo studio avremo in mano uno strumento completo di valutazione che dovrà mettere in asse le esigenze della comunità che lavora e vive nel parmense con la vivibilità e la sostenibilità economica-ambientale degli interventi possibili. Obiettivo della Regione è quello di aumentare l’accessibilità del territorio, agendo su innovazione, potenziamento e riorganizzazione del trasporto ferroviario. In questo modo- concludono presidente e assessore – possiamo raggiungere un sostanziale recupero di competitività del mezzo pubblico e del trasporto collettivo rispetto alla mobilità dei cittadini e dei lavoratori tra i poli regionali, e tra Emilia-Romagna e il resto d’Italia, garantendo i parametri di uno sviluppo sostenibile”.

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9 risposte a Stazione Alta velocità alle Fiere di Parma
Firmato il protocollo a Roma, con la benedizione di Bonaccini
Uno smacco per Reggio Emilia

  1. carlo baldi Rispondi

    30/07/2021 alle 16:25

    Chi dorme non piglia pesci! Speriamo che tempestivamente si metta mano ad un progetto di collegamento metro AV MP- Parma fiere ecc. e si completino le opere di servizi nell’AV reggiana, compreso box coperti. Il tutto sperando che non sia troppo tardi per evitare una sollevazione popolare

  2. Elio Rispondi

    30/07/2021 alle 17:08

    In Italia L’Unità’ e’ solo celebrazione. Ognuno pensa al suo, in Italia. D’altronde, tanto L’unita’ quanto il referendum sono frutto di inganni storici raccontati dai vincitori. Cosa aspettarsi? Tanto vale tornare
    all’Italia dei comuni e dei Ducati, tanto l’approccio e’ quello, quando si tratta di contare, potere e soldi.

  3. elio II Rispondi

    30/07/2021 alle 18:09

    Tra non molto ci saranno le elezioni amministrative, perciò si punta ai successi comunali provinciali, specie in quei Comuni, leggi Parma, dove esistono rischi di cambio del governo locale. Quindi sulle scelte regionali pesa il voto, più che i veri interessi della collettività, specie quando , come giustamente è stato detto, chi deve muoversi tempestivamente dorme o non ha idee.

  4. Mago Rispondi

    30/07/2021 alle 18:12

    Va bene, i parmigiani avranno la fermata alle fiere e anche quella alla stazione storica. La fermata di Reggio con i relativi parcheggi verrà utilizzata come supporto all’Arena del Campovolo ed anche come sede di Festareggio.
    Però abbiamo ottenuto un finanziamento per altre 37 rotatorie.

  5. Mah... Rispondi

    31/07/2021 alle 00:08

    1) La stazione AV Mediopadana è costata circa 79 milioni di euro. È presumibile quindi che il costo di un’eventuale Stazione in zona Fiere a Parma abbia un costo simile.
    2) Per costruire un nuova Stazione su linea AV già esistente, sarà necessario raddoppiare la linea stessa, sopraelevata in quel tratto, per almeno 4-6 km, con annesse infrastrutture ed espropri. Costo? 150-200 milioni? Ma ad esser ottimisti. Sempre che sia fattibile, visti gli spazi. (N.b.: per 6,5 km di tangenziale nord a Reggio, ben più semplice, il costo previsto è di 186 milioni).
    Il tutto per una stazione a 26-27 km da quella già esistente, che assorbirebbe parte del traffico, rendendo antieconomica la gestione di entrambe.
    Comprendiamo come a Parma nel 2022 si voti per le amministrative e sia necessario sognare, ma con un progetto come questo, con un costo di non si sa quante centinaia di milioni di Euro, appunto, tre intere stagioni, non tre puntate, di Report, sugli sprechi in Emilia-Romagna, non ce le leverà nessuno. Con risolini del resto d’Italia.

  6. Dario Andreoli Rispondi

    31/07/2021 alle 10:07

    Mi sembra un progetto non fattibile. Pura propaganda elettorale per le amministrative.
    Mi piacerebbe sapere qual’è la logica industriale di FS di avere due stazioni AV a 10 minuti di treno una dall’altra.

  7. Federico Rispondi

    31/07/2021 alle 14:03

    Non mi pare un progetto fattibile e nemmeno molto sensato realizzare una stazione così vicina ad un’altra.

    • giosuè Rispondi

      04/08/2021 alle 08:54

      Purtroppo in politica il ” sensato” non esiste, ma solo gli interessi.

  8. Salvatore Occhiuto Rispondi

    31/07/2021 alle 15:31

    Si tratta di un protocollo di intesa quando lavoravo alla Farnesina tanti sono stati firmati pochi sono stati attuati.

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