La morte del dottor De Donno, eroe della lotta al Covid
La procura di Mantova indaga per istigazione al suicidio

29/7/2021 -La procura di Mantova indaga per il reato di istigazione a suicidio in merito alla morte di Giuseppe De Donno, l’ex primario di pneumologia dell’ospedale Carlo Poma e padre della terapia anti Covid con il plasma iperimmune. Tra gli atti disposti dal pm c’è anche l’autopsia sul corpo del medico, che sarà effettuata alle camere mortuarie dell’ospedale di Mantova.

Giuseppe De Donno

 Gli inquirenti vogliono comprendere se qualcuno possa aver indotto l’ex primario, che il 5 luglio scorso aveva iniziato le sua nuova attività di medico di base dopo essersi dimesso dall’ospedale, a togliersi la vita, senza lasciare alcun messaggio. Ma tutto lascia al momento propendere per il gesto volontario.
    De Donno si sarebbe ucciso impiccandosi, ed è stato trovato martedì scorso dai familiari nella sua casa di Eremo di Curtatone. I carabinieri e il magistrato hanno sentito i congiunti, la moglie e i due figli, mentre sono stati posti sotto sequestro i cellulari e il computer del medico. I funerali non si terranno prima della prossima settimana.
    De Donno, nei mesi caldi della pandemia dello scorso anno, era diventato il simbolo della lotta al virus condotta con il plasma prelevato dagli infettati e guariti e poi trasfuso nei malati. La sua battaglia per imporre la terapia aveva suscitato molte polemiche, dividendo sui social l’opinione pubblica tra favorevoli e contrari.

Era un assiduo frequentatore, fino a qualche mese fa, di Facebook, dove anche con diiversi profili alias discuteva con se se stesso dell’efficacia del plasma iperimmune. Qualche tempo fa ne era però uscito quando si era accorto che molti dei suoi seguaci erano no vax.

Sui social la sua morte, oltre a suscitare cordoglio e commozione, ha anche scatenato una ridda di teorie complottistiche. Soprattutto, sulla sua decisione, improvvisa, di dimettersi da primario ospedaliero per intraprendere la carriera del medico di famiglia. De Donno, pubblicamente, non l’aveva mai messa in relazione alla delusione per la terapia del plasma iperimmune, contro cui si era scatenato l’ostracismo. Attacchi, polemiche e boicottaggi avevano contribuito a far riemergere un vecchio disagio psicologico che comunque De Donno era riuscito a dominare. Paradossalmente, l’emergenza Covid con la necessità di rimanere in reparto anche 18 ore accanto ai pazienti aveva avuto un effetto positivo su di lui.

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Una risposta a 1

  1. La scala Rispondi

    30/07/2021 alle 07:01

    Ci sono tanti modi per uccidere una Persona.
    Specie in un mondaccio stracolmo di burattini..e maschere dell’orrore.

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