La fine di un eroe che osò disobbedire
Due o tre cose che so del dottor De Donno

DI ANDREA NANETTI*

31/7/2021 – La procura di Mantova indaga sul “suicidio” di Giuseppe De Donno. Leggendo alcuni media il reato sarebbe istigazione al suicidio, secondo altri omicidio colposo. Di certo il Professore dava fastidio a interessi forti.
Nel maggio 2020 un operatrice sanitaria che gli faceva da “PR”, mi disse “Nanetti, l’Ausl ci isola, tu puoi procurarci contatti mediatici o politici per divulgare questa battaglia?”. Seguirono video telefonate (eravamo in lockdown) così l’ho conosciuto.

Quando non lo costringevano al silenzio gli feci da tramite. Contattai la giornalista Mediaset Marianna Canè per l’intervista su Rete4 a Fuori dal Coro (martedì 19 maggio 2020) e, prima che uscissi dalla Lega (quando è entrata nel governo Draghi), per la video conferenza pubblica del gruppo regionale Lega con il capogruppo Rancan del 24 giugno 2020.
De Donno osò disobbedire all’assurdo divieto di autopsie, scoprendo i microtrombi, quindi invece “dell’intubazione” imposta dal protocollo ministeriale, somministrò il plasma iperimmune a 58 ammalati dati per spacciati. Li salvò tutti. E dal ministero come “premio”, prima ignorarono la scoperta, poi gli mandarono i Carabinieri in reparto.
Da lì in poi, il calvario, emarginato e calunniato dai servi del potere. Poi dovette adeguarsi al “sistema” ma fu vessato per fatti personali e infine lasciò l’ospedale.


Diceva che la sperimentazione ufficiale del plasma iper immune, era inadeguata, perché somministravano plasma ipo immune, ossia con pochi anticorpi. Sta di fatto che la plasmaterapia, essendo naturale, ha il “difetto” di costare poco, quindi sgradita al business farmaceutico.
Sarà un’amara coincidenza, ma risulta suicida lo stesso giorno un altro medico in prima linea contro il covid, Lorna Breen del Presbyterian Hospital a New York.

Non conoscevo bene Giuseppe De Donno, ma abbastanza per chiedermi come mai proprio un padre di famiglia cattolico praticamente, come lui, abbia deciso improvvisamente per il suicidio. Perché proprio uno pneumologo avrebbe scelto di soffocare lentamente, impiccandosi? Quando sapeva (e poteva) morire senza patimenti. Non riesco a smettere di pensarci.
Spero con tutto il cuore che la magistratura faccia chiarezza e che Giuseppe sia ricordato per sempre.

*Presidente Circolo FdI Correggio

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