Il Conte levantino e il marchese del Grillo
Paraculismo post-rivoluzionario nella nuova età barocca

DI DARIO CASELLI

18/7/2021 …E che fosse levantino negare non si può, però non era il solo.

Appunto, che Conte fosse levantino lo si sapeva: un governo con la Lega di Salvini, poi uno col Pd di Zingaretti, poi
un tentativo di terzo governo con Maria Rosaria Rossi e Ciampolillo, per fortuna abortito. Insomma, il potere sono io.

Quello che non si sapeva è che lo fosse anche Grillo, gli altri esponenti più che levantini, sono paraculi, vogliosi di sopravvivere sempre e a qualsiasi costo. Dopo l’era della democrazia diretta, è iniziata quella dell’era barocca. Uno statuto di trentanove pagine, dieci organismi, per confermare che nel Movimento 5 Stelle si passa da un uomo solo al comando, a due uomini soli al comando. La votazione di Conte alla presidenza avverrà con la sua sola candidatura, una burla, puoi dire solo si, come su FB, dove puoi solo dire: mi piace.

Quella del garante, cioè Grillo, neppure viene votata, è ovviamente scontata e questi criticano Berlusconi! Anche la diretta di Conte è in stile Berlusconi, manca solo la frase: l’Italia è il Paese che amo, ma poco ci manca. Il Conte levantino mostra all’usurpatore Draghi il volto delle armi, non nasconde l’idea di rompere l’accordo sulla riforma della giustizia, votato pure dai ministri 5 Stelle, il che fa presagire una posizione di lotta, ma ovviamente senza lasciare il governo, vera ragione di vita per lui e per i suoi seguaci.

Giuseppe Conte e Beppe Grillo

Già traballa il ministro Cingolani, messo sotto in Parlamento dai pentastellati a cui si è accodato un PD totalmente acefalo. Avanti così, i nostri eroi faranno di Salvini il corazziere di Draghi. È la definitiva trasformazione del Movimento 5 Stelle in partito tradizionale.

Sono addirittura dieci le strutture studiate per l’organizzazione interna: Presidente, Garante, Consiglio nazionale, Comitato di garanzia, Collegio dei Probiviri, Tesoriere, Comitato nazionale progetti, Comitato per la formazione e l’aggiornamento, Comitato per i rapporti europei e internazionali e Comitato per i rapporti di prossimità territoriale. A questi vanno aggiunti i Vicepresidenti in numero imprecisato (tra cui un vicario), che verranno designati
da Conte. La novità vera è che si tratta dell’unico partito senza una linea politica, né la cosa si può giustificare col fatto che pure gli altri l’abbiano debole, perché questi volevano cambiare il mondo!
Il testo certifica una grande novità: finisce l’era di Grillo, dominus unico del Movimento, ma in politica il carisma, la personalità e le idee, travalicano spesso statuti e codicilli, così cari al Conte levantino. Basterà attendere per vedere.
Si parla molto di soldi, come da tradizione nella storia pentastellata e come da tradizione latiteranno i versamenti. Manca ogni riferimento alla regola dei due mandati, per quello si attende una soluzione levantina, che salvi gli “eletti” e mandi a casa i peones. Perché si passa dall’uno vale uno, al Conte-Grillo, dove io sono io e voi …vedete un po’.

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