Frodi creditizie: crollano in Italia, ma aumentano in Emilia. Perchè?
A Reggio 170 conti prosciugati col furto d’identità

29/7/2021 – Le frodi creditizie a danno dei consumatori, con furto d’identità, sono in calo a livello a livello nazionale, ma non in Emilia-Romagna dove nel 2020, in pieno lockdown e col crollo dei prestiti personali, hanno continuato a crescere: 1047 i casi rilevati, con un aumento del 2% rispetto al 2019.

È un dato, come segnala il gruppo Crif nella sua ultima analisi, che posiziona la regione al settimo posto della graduatoria nazionale, malgrado la contrazione delle richieste di prestiti personali (-23,9%) e finalizzati (-14,6%) rilevata l’anno scorso. Considerando l’incidenza dei casi sui volumi di credito erogato, l’Emilia-Romagna si colloca in undicesima posizione a livello nazionale, con una quota del 6,4% sul totale.

A livello provinciale, il maggior numero di frodi è stato registrato nella città metropolitana di Bologna, con 267 casi (21esimo posto nel ranking nazionale), seguita da Modena, con 324 (in 27esima posizione), da Reggio Emilia con 170, Parma con 155 e Rimini, con 150.

In Italia, secondo l’osservatorio sulle Frodi Creditizie e i furti di identità realizzato da Crif-MisterCredit, nel 2020 i casi rilevati sono stati oltre 21.800, per un danno stimato che sfiora i 125 milioni di euro. Rispetto all’anno precedente, in questo caso, il numero di frodi risulta dunque in netto calo (-32,4%) rispecchiando la contrazione delle erogazioni di credito alle famiglie dovuto all’emergenza sanitaria. Al contempo, però, è decisamente aumentato l’importo medio frodato (+21,8%), ora a quota 5.650 euro, “a dimostrazione dell’efficienza delle organizzazioni criminali”, segnalano da Crif. “Quello delle frodi creditizie perpetrate attraverso un furto di identità- commenta Beatrice Rubini, direttrice della linea Mistercredit di Crif- è un fenomeno in continua evoluzione, con organizzazioni criminali che si avvalgono di tecniche sempre più sofisticate che spesso il singolo consumatore non è in grado di rilevare”.

FONTE; AGENZIA DIRE

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