Forse nella doppia vita del padre la chiave del delitto di S. Martino in Rio

14/7/2021 – Una doppia vita, legata a un’altra identità di genere di cui il figlio non sapeva nulla e
che quando è stata scoperta ha portato a un violento litigio col padre, culminato in un omicidio.

Sarebbe questo il movente dell’assassinio di Paolo Eletti, 58 anni, ucciso a martellate in
testa il cui cadavere è stato ritrovato il 24 aprile a San Martino in Rio, nel Reggiano, a fianco della moglie 54enne, narcotizzata e con i polsi tagliati, rimasta a lungo in coma fino a quando non si è svegliata circa un mese dopo, ed è stata sentita dagli inquirenti.

La villetta del delitto

Per l’episodio, su cui indagano i carabinieri, coordinati dalla Procura di Reggio Emilia, era
stato subito fermato il figlio della coppia, Marco Eletti, attualmente in custodia cautelare in carcere, accusato di omicidio aggravato da premeditazione, futili motivi e dall’utilizzo di mezzi insidiosi.

Marco Eletti con la madre Sabrina Guidetti


Gli inquirenti starebbero ipotizzando questo aspetto come movente dell’omicidio, alla luce della doppia vita dellanvittima, emersa anche da un profilo social a lui ricondotto, dove si faceva riferimento a una diversa identità di genere, che non si sclude fosse stato scoperto anche dal figlio. Circostanza, questa, che potrebbe aver portato il ragazzo a compiere il
delitto di cui è accusato dalla Procura reggiana.

FONTE: ANSA

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