Draghi non è un santo , ma la sua sfida vale il sostegno di tutti
Speriamo che non si stufi

 DI DARIO CASELLI

28/7/2021 – Con buona pace del Conte zio, delle reprimende del Fatto Quotidiano, degli anatemi della Magistratura, delle contorsioni sui vaccini di Salvini, Draghi ha deciso di tirare diritto e speriamo non si arrenda ai sostenitori dello status quo.

Del resto è stato chiamato per questo, dopo il fallimento di tutti i partiti, per salvare l’ Italia dal fallimento, tutto il resto è noia. L’indecisionismo sulle riforme, la ricerca di un consenso fine a se stesso stavano portando il Paese nel baratro. Non sono le riforme per quanto perfettibili ad uccidere la democrazia, ma le non decisioni.

C’è del metodo nell’agire del premier, c’è molta capacità politica, a differenza del Conte zio cerca un accordo con tutta la sua eterogenea maggioranza, poi decide e va diritto. Prima si discuteva, si prendevano decisioni salvo intese e poi si ridiscuteva tutto.

Il driver è che a un certo punto si decide, la mediazione è indispensabile, necessaria nella misura in cui è uno strumento per arrivare all’obiettivo, non una prassi che si autoalimenta producendo immobilismo. Certo si decide sulla base di ciò che sembra giusto in quel dato momento, il green pass serve per coniugare Pil e salute, senza vanificare gli sforzi fatti, la riforma della giustizia seve per ottenere i fondi del Recovery, ma soprattutto serve agli italiani. I cittadini non debbono pagare per l’incapacità dello Stato di dare risposte certe in tempi rapidi.

Mario Draghi

Quello che il Premier e il governo stanno portando avanti è un vasto piano di riforme, che tocca la vita di tutti noi e sbagliano Salvini e la Meloni a non capire che la modernizzazione dello Stato è un faro per una destra liberale e moderna.

Sbagliano anche perché il primo, stando nel governo avrebbe più interesse ad intestarsi i successi del cambiamento, invece di attardarsi in inutili battaglie di bandiera, dato che poi deve votare tutto.

La seconda urla con più coerenza, poi nel voto è e sarà spesso costretta ad astenersi, perché certe riforme, pur se insufficienti, sono indispensabili.

Per quanto riguarda i 5 Stelle, è inutile fare discorsi politici, agiscono in preda alla confusione, che genera caos, mentre il Pd, più astutamente parla di altro: diritti della zona delle mutande, voto ai sedicenni ecc. Essendo uomini di potere sanno che il fallimento di Draghi trasformerebbe l’Italia da Paese a sovranità limitata, in Paese privo di ogni sovranità.

Mai si era visto un Premier parlare così chiaro, sulla giustizia, non tanto a Conte, ma ai veri oppositori della riforma, la cui voce, con i governi di qualunque colore, si è trasformata in un veto, in questi anni: Anm, Antimafia, Csm. Da cui si sentono molti richiami a valori alti, ma nessuno che dica che oggi i due terzi dei procedimenti si prescrivono nella fase delle indagini e non nei tre gradi, che il blocco della prescrizione scatta dopo il primo grado, in cui muore un altro tot di procedimenti e che per questo malfunzionamento pagano solo i cittadini, in particolare gli innocenti e le vittime. L’Anm potrebbe oltre ai principi, enunciare i provvedimenti migliorativi, che non sono il blocco delle prescrizioni e accettare di dare seguito al referendum sulla responsabilità dei magistrati, che certo non l’hanno tutta, ma un po’ sicuramente.

Draghi non è un santo, non è l’uomo della Provvidenza, ma di certo sta cercando di fare qualcosa perché l’Italia esca dalla palude della stagnazione e della rassegnazione e cerca di farlo con l’aiuto dei partiti, compresa l’opposizione. Se questa consapevolezza si affermasse, anche l’operato del governo darebbe frutti migliori, ma questa è una speranza destinata, temo, a restare irrealizzata.

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Una risposta a 1

  1. Poli Fausto Rispondi

    28/07/2021 alle 21:47

    Resta sott’inteso che Draghi e’ al Governo come “esterno”, come commissario in un Governo Commissariato. L’aplomb del banchiere c’e’ la’, e francamente tra lui e Monti, non saprei chi sbatter giu’ dalla torre, forse meglio che la torre cada da sola, crolli proprio, come i nostri sogni di vera democrazia italiana. La mia va al Caselli quale commentatore, della situazione governativa. Mi creda, mungeranno la vacca fin che si puole. Si fa quel che si puole, ma non quel che si vuole. I cittadini italiani hanno ben imparato il proverbio. Percio’ a volte qualche vaffanc..o! (non di Grillo memoria) al governo per il Suo modo strafottente di infischiarsene, di tutto, e’ normale, necessario, medicamentoso direi ! E allora, a quando le vere elezioni, con gente con le palle, per ridare slancio all’Italia, visto che ci sono in ballo un fottio di miliardi ? Mi scuso per alcuni termini non da bon ton, ma ci si e’ un po’ rotti il c..zo di tutta sta ggente, che senza arte ne parte calpesta i Palazzi di Roma. Che Mattarella vada pure in pensione, si spera in un Presidente piu’ attivo, io avrei proposto un atleta, ex atleta, tanto, mica deve risolvere lui, ma almeno il buon senso e la partecipazione quella l’ha imparata. Perche’ non il Sacchi Arrigo ? In ogni caso, occorre pensare al bene del Paese, che con quei miliardi si potrebbe ben curare e recuperare.

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