Saman, si cercherà per molto tempo
Blitz nei casali: qualcuno parla?

DI PIERLUIGI GHIGGINI

12/6/2021 – Continueranno a lungo le ricerche del corpo della povera Saman Abbas nelle campagne di Novellara, e prevedibilmente l’area dell’indagini sarà molto più estesa dell’attuale. Lo fanno sapere gli inquirenti: la Procura è determinata più che mai ad andare a fondo e a non tralasciare proprio nulla per far luce su questa tragedia, in cui la ferocia del clan pakistano islamico, mosso da motivazioni fondamentaliste, si intreccia col dramma di uno Stato che non è riuscito proteggere una ragazza di 18 anni che cercava la libertà, aveva chiesto aiuto più volte e invece è stata lasciata in balia di una famiglia di aguzzini. E’ il quadro terrificante emerso dalle prove raccolte in quaranta giorni e dalle testimonianze, in particolare quella del fratello minore di Saman, al quale lo zio Danish Hasnain avrebbe confessato il delitto e, per impedirgli di parlare, ha praticamente tenuto prigioniero il ragazzino per giorni e ha tentato di fargli passare, per fortuna senza successo, la frontiera francese insieme a lui.

Prove e testimonianze che hanno portato all’accusa di omicidio premeditato in concorso per i genitori di Saman, Shabbar Abbas e Nazia Shaeen (ora in Pakistan: il padre aveva detto al telefono che sarebbe sarebbe tornato il 10 giugno per spiegare tutto, ma naturalmente se n’è guardato bene), lo zio indagato come autore materiale dell’omicidio, e i cugini della ragazza, Nomanulhaq Nomanulaq e Ikram Ijaz, che avrebbero aiutato Danish Hasnain nell’esecuzione. Dei cinque, Ikram è l’unico arrestato e in carcere a Reggio, da tre giorni: nell’interrogatorio di garanzia di ieri mattina, ha dichiarato al gip Luca Ramponi la sua estraneità al delitto.

Le ricerche col magnetometro nelle serre

Dunque, le indagini. Oggi i carabinieri – coordinati dal tenente colonnello Bove del comando provinciale di Reggio Emilia – sono tornati nei casolari di un’altra area circostante l’azienda agricola dove lavorava la famiglia Abbas . Casolari già ispezionati con le unità cinofile nei giorni successivi alla scomparsa della ragazza: gli inquirenti tuttavia hanno ordinato nuove ispezioni, avvenute oggi con notevole spiegamento di forze e l’intervento “non preventivato” di alcune squadre dei Vigili del Fuoco, probabilmente sulla base di nuove informazioni. Non si deve dimenticare, infatti, che un un filone delle indagini procede in modo “invisibile”, lontano dai riflettori dei media – tutte le reti tv nazionali e i grandi giornali seguono le ricerche praticamente in diretta – anche sul fronte dell’intelligence e della raccolta di testimonianze dentro e fuori la folta comunità pakistana della Bassa.

L’esito delle nuove ispezioni di oggi nei casali ha dato esito negativo: ma l’area è talmente vasta, con un labirinto di centinaia di serre, di canali, di pozzi, fosse e immobili, che le indagini dovranno continuare “per molto tempo ancora”. Evidentemente in questo sforzo gli inquirenti, al di là della pressione mediatica, sono incoraggiati dalle informazioni che affluiscono in queste ore e potrebbero incrinare il muro dell’omertà. Sia come sia, nessuna minima traccia viene trascurata.

Lunedì riprenderanno gli scavi nei punti in cui il magnetometro ha segnalato delle anomalie, e i carotaggi nel terreno per agevolare l’intervento delle unità cinofile. Intanto gli inquirenti sono in “costante contatto” con il servizio di cooperazione internazionale per l’area Europol e Interpol , che aggiorna i Carabinieri sulle attività delle polizie estere per il rintraccio dei ricercati.

Be Sociable, Share!

2 risposte a Saman, si cercherà per molto tempo
Blitz nei casali: qualcuno parla?

  1. Gianni Rispondi

    13/06/2021 alle 11:30

    Dopo i sopralluoghi in prossimità dell’azienda agricola sarà difficile trovarne il corpo senza l’aiuto di qualche persona informata dei fatti.
    Non credo però che il dramma abbia confini familiari e credo che in tanti della comunutà siano detentori di verità parziali che necessariamente gira appartata dai riflettori. Tutto ciò mi fa ritenere molto lontana la realtà sociale dai desiderata ideologici che ci vorrebbe una unica comunità integrata. Chi si propone questa visione ideologica dovrebbe aprire gli occhi davanti ai fatti e capire che i primi a non volersi integrare sono quelli che, ovunque vanno, si mantengono cellule integraliste chiuse alla società in cui vivono.

  2. Poli Fausto Rispondi

    13/06/2021 alle 11:44

    Mi permetto di dare una versione della vicenda: la famiglia ha avuto questo problema e poi logicamente le conseguenze sono sui giornali. Pero’ spesso queste brutte vicende vengono strumentalizzate ai fini politici. Mentre sono le Aziende della zona che richiedono personale. Percio’ purtroppo sono problemi famigliari.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *