Saman poteva essere salvata? I buchi neri della tragedia
“Ritardi e mancanze dei servizi sociali”: dossier Lega

DI PIERLUIGI GHIGGINI

17/6/2021 – Man mano che passano i giorni, e i resti di Saman Abbas ancora non si trovano, mentre i suoi assassini islamici sono uccel di bosco e gli occhi di tutta Italia sono puntati su Novellara, si ricostruiscono con sempre maggiore chiarezza i mesi e i giorni che hanno preceduto la scomparsa della diciottenne pakistana insofferente ai precetti dell’Islam, ribelle al matrimonio combinato dal clan famigliare, Saman che voleva vivere libera e amare il ragazzo che piaceva a lei. Ed è sempre più chiaro che non è stata protetta abbastanza, e falle importanti sembrano emergere nell’attività dei servizi sociali di Novellara e della Bassa Reggiana.

Poteva essere salvata? Difficile dirlo, davvero difficile, Ma troppi interrogativi si addensano sui giorni che hanno preceduto la mezzanotte del primo maggio, quando Saman viene consegnata dalla madre allo zio Danish, uomo dipinto come “pronto a tutto”, e lì scompare: da quel momento nessuna immagine, nessuna telefonata, nessuna notizia. Niente di niente.

Interrogativi sollevati dai consiglieri dell’opposizione di centro destra di Novellara – Cristina Fantinati, Luca Dall’Aglio e Ivo Germani – che insieme al segretario provinciale della Lega Matteo Melato questa mattina in conferenza stampa hanno puntato il dito sull’amministrazione comunale, su ritardi e “mancanze” dei servizi sociali degli otto comuni della Bassa Reggiana, gestiti dalla società pubblica ASBR guidata dalla sindache di Novellara e di Guastalla, Elena Carletti e Camilla Verona.

Da sinistra Dall’Aglio, Fantinati, Melato e Germani

Questa sera è convocato il consiglio comunale della citta dei Nomadi, con un unico punto all’ordine del giorno.

Ma ancora una volta non si parlerà di Saman nonostante le pressioni delle opposizioni, che peraltro non riescono neppure a ottenere i documenti richiesti con accesso agli atti d’urgenza. Carletti ha fatto sapere che l’amministrazione li darà, ma non c’è alcuna urgenza e quindi saranno consegnati nei trenta giorni canonici dalla domanda del gruppo consiliare. Per non dire delle interrogazioni: quella di gennaio, quando si era saputo della denuncia alla magistatura dei genitori di Saman, è arrivata in consiglio solo in aprile.

Intanto la giunta Carletti, mentre tratta a pesci in faccia i consiglieri, apre l’ennesimo tavolo sull’integrazione con i stessi esponenti delle associazioni e delle comunità religiose che confessano di non saper nulla della famiglia Saman e con i quali i progetti di integrazione sono falliti. Così i consiglieri del centro destra, per protesta, questa sera non andranno al consiglio comunale: “Non accettiamo di essere trattati con tanta arroganza. Torneremo in consiglio quando si parlerà di Saman”.

Per corroborare la scelta “aventiniana”, Fantinati ha raccolto un cospicuo dossier sui “buchi neri” nella tragedia della ragazza pakistana, mettendo a confronto normative, regolamenti, procedure e protocolli dei servizi sociali con ciò che è effettivamente avvenuto. Servizi addestrati ad affrontare le situazioni critiche dei minori da una struttura di firmazione che disgraziatamente andava per la maggiore tra i compagni amministratori e funzionari della rossa provincia reggiana: la Hansel & Gretel del guru Claudio Foti e di Nadia Bolognini. Proprio quella Hansel & Gretel consulente con pieni poteri al centro del disastro degli affidi illeciti di Bibbiano. Ma questa, naturalmente, è solo una coincidenza.

Il quadro che emerge dal dossier Fantinati ė sconcertante. Saman era arrivata qui cinque anni fa e aveva frequentato la scuola sino alla terza media, poi i genitori l’hanno chiusa in casa nonostante esista l’obbligo sino alla seconda superiore. “Ma questo non si chiama abbandono scolastico? – tuona Fantinati – I servizi avevano il dovere preciso di intervenire, anche con un percorso per la famiglia stessa. Perchè non lo hanno fatto?” .

La cascina dove viveva la famiglia di Saman

Un focus particolare viene dedicato proprio al periodo successivo all’11 aprile, quando Saman decide (o forse mandata a casa d’autorità perché si doveva liberare un posto?) di tornare i famiglia per riprendersi i documenti.

“I servizi assicurano di aver fatto tutto in modo perfetto. Ma è davvero così? In realtà – afferma la consigliera, dati e interviste alla mano – vanno a casa Abbas solo il 20 aprile: un ritardo di nove giorni, ancora più incomprensibile se è vero che i servizi stessi dichiarano di aver messo in guardia la ragazza perchè “avrebbe potuto rischiare la vita”. E perché avvertono il maresciallo dei carabinieri solo 12 giorni dopo?

Intanto proprio il maresciallo comandante di Novellara, capisce che qualcosa non va e il giorno 22 va a casa Abbas. Però il padre lo ferma sulla soglia: “E’ tutto a posto”. Ma con la scusa di alcuni documenti da firmare, riesce a portare in caserma Saman, la sta ad ascoltare, le parla davvero come un padre e alla fine la convince a rientrare in comunità per mettersi al sicuro. La ragazza accetta, ma a patto di ottenere i propri documenti messi sotto chiave dai genitori. Così scatta una nuova denuncia per sottrazione e sequestro, e il maresciallo chiede e ottiene dal magistrato l’ordine di trasferimento della ragazza in comunità.

Ma ecco, soprendentemente i servizi sociali fanno sapere che nelle comunità non c’è posto sino al 3 maggio. Qui Fantinati non nasconde la rabbia: “Esiste un elenco con sette strutture predisposte per l’accoglienza urgente, a qualsiasi ora del giorno e della notte. I servizi sociali le hanno contattate? il posto in comunità è stato cercato o no, con la determinazione necessaria per una ragazza che rischiava la pelle?”.

Malpensa, 1° Maggio: i genitori di Saman in fuga dall’italia

Sia come sia, i servizi sociali scortati dai carabinieri tornano a casa Abbas 10 giorni dopo, il 3 maggio, a cercare Saman per rimetterla finalmente sotto protezione. Ma in casa c’è solo il fratello minorenne: “Sono andati tutti via”. E tu con chi vivi? “Con lo zio Danish”. Se ne vanno senza fare niente, ed è un altro buco nero: “Nessuno in quel momento sapeva che quell’uomo era davvero lo zio – dice Fantinati – Perchè non hanno prelevato il fratello minorenne rimasto senza genitori, e non lo hanno messo subito al sicuro?”.

Di fatto zio Danish sequestra il nipote ( il quale sa che è lui l’assassino della sorella) sino al giorno 9, quando viene intercettato alla frontiera e lasciato libero. Il ragazzo che viaggia con lui viene trasferito in una comunità dell’imperiese per essere riconsegnato il giorno dopo ai servizi reggiani quando già carabinieri, vigili del fuoco, cani molecolari ed elicotteri battono la pianura alla ricerca dalla pakistanza scomparsa. Intanto i genitori erano già fuggiti il primo maggio, e poche ore prima Saman, la giovane pakistana che aveva chiesto aiuto in tutti i modi, era già finita in una fossa nella sterminata campagna di Novellara. Non si parli, ora, di una serie di sfortunati eventi.

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2 risposte a Saman poteva essere salvata? I buchi neri della tragedia
“Ritardi e mancanze dei servizi sociali”: dossier Lega

  1. Camillo Rispondi

    17/06/2021 alle 19:01

    Questo e’ il punto sul piano istituzionale e politico. Basta con l’integrazione di facciata. Basta seguire la cronaca locale. Questa terra ex isola felice e’ divenuta un far west in mano a spacciatori, mafiosi, delinquenti, assassini, criminali, di ogni razza, specie, età. Un livello di importata depravazione inaccettabile. Quando la gente del posto ritroverà la propria dignità, aprendo gli occhi e volgendo lo sguardo alla realtà, rendendosi conto che la società aperta che il potere locale ha propinato e imposto a spese dei cittadini non e’ altro che una caotica depravazione di identità e cultura, che sta distruggendo quanto di buono e giusto, con fatica e sangue, e’ stato fatto per la conquista del benessere e della pace sociale? L’accusa di femminicidio e’ la risposta che le sinistre sanno dare a questo disastro a sociale. Svegliatevi, gente! Svegliatevi !

  2. E.T. Rispondi

    17/06/2021 alle 20:04

    Non ci voleva un grande intuito per capire quello che stava rischiando questa povera ragazza, ma si è temporeggiato; non si sa se per ottusità o sciatteria.
    Saman non andava lasciata sola neppure un istante, sopratutto per incontrare la sua famiglia.
    È possibile che il corpo della ragazza sia stato abbandonato lungo il tragitto che conduce all’ aeroporto, dagli stessi genitori?

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