Ragazzi violenti
A Reggio i primi 5 Daspo urbani
Movida vietata ai rissaioli di piazza Fontanesi

26/6/2021 – Il questore Giuseppe Ferrari ha emanato 5 Daspo urbani, i primi a Reggio Emilia, nei confronti di altrettanti giovani tra i 21 e i 25 anni, responsabili dei disordini avvenuti sabato sera 5 giugno all’esterno di un noto locale del centro storico, in piazza Fontanesi, cuore della movida reggiana. Verso le 21, 30 era avvenuta una rissa tra 4 egiziani e un italiano, nella distesa estiva di un bar, “con notevole allarme tra gli astanti, numerosi tavoli e sedie rovesciate ed avventori in fuga”.

Dopo la rissa del 5 giugno

La colluttazione veniva subito sedata dai Carabinieri, in servizio di controllo del territorio, coadiuvati dalla Polizia Locale, che riuscivano a bloccare i protagonisti della battaglia. Uno di essi, peraltro, veniva medicato in ospedale e dimesso con prognosi di 15 giorni. I militari, concluse le indagini, hanno denunciato i protagonisti dell’episodio alla Procura per il reato di rissa aggravata, segnalando nel contempo il loro comportamento alla Questura.

Il provvedimento prevede per i 5 destinatari il divieto di ingresso e stazionamento nei pressi degli esercizi pubblici e dei locali di pubblico trattenimento, del centro storico cittadino, ricompreso all’interno dei viali della circonvallazione, per il periodo di 1 anno dalla notifica del provvedimento, che è avvenuta questa mattina a cura di personale dell’Arma carabinieri e della Polizia di Stato. “Al fine di consentire ai giovani interessati di poter attendere alle normali esigenze di vita – fa sapere via Dante – l’atto à stato contenuto in un arco temporale che va dalle ore 19 alle ore 06 del mattino successivo, per tutti i giorni della settimana.

Per effetto delle prescrizioni, previste nella nuova formulazione dall’art. 13 bis della legge nr. 14 del 2017, gli stessi non potranno accedere a bar o ad altri esercizi pubblici di somministrazione e neanche prendere posto nelle distese estive degli stessi o comunque stazionare nei pressi dei locali negli orari sopra citati. Ovviamente, ciò non esclude che i colpiti dal Daspo urbano in argomento attendano a normali attività, quali passeggiare o fare compere nel centro storico.

La violazione ai divieti imposti determina, comunque, la reclusione per un periodo che va dai sei mesi ai due anni e la multa da un minimo di 8.000 ad un massimo di 20.000 euro.

Come evidente, “la ragione del provvedimento risiede in una logica puramente preventiva volta ad evitare quei reati, in special modo contro la persona, quali le risse, la cui commissione puo’ essere favorita dal consumo di bevande alcoliche nei momenti della cosiddetta movida”.

“L’utilizzo del Daspo urbano nella formulazione sopra descritta, introdotta all’indomani della tragedia del giovane Willy Monteiro Duarte, è stato oggetto di valutazione in Prefettura, in occasione di un recente Comitato provinciale ordine e sicurezza pubblica, tenuto dal Prefetto, per definire lo svolgimento dei servizi e l’adozione delle misure più adeguate, allo scopo di garantire l’ordinato svolgimento della movida estiva, nei comuni interessati da questo fenomeno.

Giuseppe Ferrari

“Il daspo urbano è una misura di prevenzione estremamente incisiva evidenzia il questore Ferrari – sia perchè può essere adottata anche in seguito a una singola denuncia all’autorità giudiziaria, per reati che determinino disordini negli esercizi pubblici, sia perchè possono esserne destinatari anche i minori. Con questi presupposti il provvedimento costituisce un valido strumento a disposizione dell’autorità di pubblica sicurezza, in grado di prevenire efficacemente il verificarsi di episodi che minano la serenità delle persone che intendano trascorrere pacificamente ed in serenità, i momenti di svago durante la cosiddetta movida”.

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