LETTERA A SAMAN
Ti chiediamo perdono per questo mondo di ciechi e ipocriti

DI ROBERTA RIGON *

Cara Saman,

Sono giorni che penso e ripenso a te, alla tua vita, alla tua famiglia, al travaglio che ha attraversato la tua giovane vita. Alla sofferenza che le scelte dei tuoi genitori hanno inferto alla tua giovane vita.

L’adolescenza è costellata spesso da scelte dei genitori che i figli non comprendono, ma non fino a questo punto, non fino alla rinuncia di vederti felice seguendo la tua strada anziché quella pensata da loro.

Siamo talmente scandalizzati da quello che sentiamo che a stento riusciamo ad esprimere un giudizio, non ne siamo più capaci! Ci sembra impossibile e, forse, in fondo, ci tratteniamo nella speranza di ritrovarti viva.

La cosa che più mi sconvolge è che tu hai frequentato le scuole con i nostri figli, hai scherzato con loro, hai condiviso probabilmente sogni e progetti…ma a casa tua non era così, non potevi esprimerti liberamente.

A casa, in famiglia, il luogo nel quale dovremmo sentirci più liberi di essere noi stessi! Ci sembra impossibile! Si, a noi sembra impossibile. A noi!

Che sofferenza per arrivare fino a denunciare i tuoi genitori!!! Dicono bene i cantastorie: è stato possibile perché tu vivevi a Novellara. È stato possibile, ma non sufficiente! 

Anche i tuoi genitori e i tuoi zii vivevano a Novellara, eppure, hanno continuato a vivere nel loro micromondo, parallelo, pensando di poter continuare a vivere al di fuori della legge italiana…e noi che pensiamo di essere aperti e accoglienti perché se dal Pakistan arriva una famiglia e trova lavoro e manda i figli nelle nostre scuole allora l’integrazione è già bella e completata!!!

Come siamo stolti! Come siamo bravi a far finta di non vedere, non sentire… perché guai ad esprimere un giudizio… sei un razzista se lo fai! Guai ad andare orgogliosi della nostra identità, della nostra storia, della nostra cultura; guai a proporla a chi non la conosce…sia mai che si offenda! Magari li avessimo offesi i tuoi genitori! 

Magari avessimo avuto il coraggio di andare incontro ad una cultura differente talmente sicuri della nostra identità da poterci confrontare e anche scontrare, se necessario!!! Invece no, la pace regna sovrana…i progetti di integrazione si duplicano e assorbono risorse pubbliche…le feste interculturali ci permettono di fare i tatuaggi all’Henné e imparare a fare il cuscus come Dio comanda.

E poi? E poi niente…è bello imparare cose nuove ma non è integrazione! Non è integrazione scambiarsi ricette tradizionali, non serve a inserire nella nostra comunità, nella nostra cultura, nel nostro stato di diritto, quelli che si rifanno ad un’altra legge, ad un’altra giustizia! Sembra che ci vogliano accontentare…ti insegno a fare il cuscus come Dio comanda così poi tu mi lasci in pace, nel mio mondo parallelo, e non mi dici che legge applicare dentro a casa mia.

Crea imbarazzo la tua scomparsa, la tua probabile morte per mano di famigliari. Crea imbarazzo perché dall’alto del nostro “sapere cosa vi serve” oggi dovremmo ammettere di aver fallito e sei tu che ce lo sbatti in faccia!

Cara Saman, qui ci facciamo grandi per i progetti di integrazione, per la società multiculturale…perché è così bello pensare di essere talmente superiori a voi da poter affermare con sicurezza che stiamo facendo la cosa giusta, è così bello crogiolarsi nell’idea che “noi sappiamo come si fa”!

E invece, no, non ci abbiamo ancora capito niente, le istituzioni non ci hanno ancora capito niente, le associazioni non ci hanno ancora capito niente. Non sono stupidi, sai, sono solo superficiali e hanno paura, una grandissima paura di offenderti se dicono che l’Islam ha tanti lati oscuri. Avresti dovuto spiegarglieli tu quei lati oscuri, forse adesso i media non starebbero parlando di te.

Quando hai denunciato, si, tu dovevi essere messa al sicuro e subito anche, ma un minuto dopo si doveva intervenire nella tua famiglia, con i tuoi genitori. Non si doveva dare loro il tempo di ingannarti, si doveva insegnare loro che in Italia non vige la Sharia… che poi, diciamocelo, lo sanno anche i tuoi genitori altrimenti non sarebbero scappati e non si sarebbero inventati le balle che stiamo sentendo!

Alla faccia dell’autodeterminazione di cui tutti si riempiono la bocca in queste settimane!!!

Non si può morire così! Non in una terra che si crede maestra di integrazione e progresso!”

*Fratelli d’Italia – responsabile Dip. Pari opportunità e famiglia Emilia Romagna

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3 risposte a LETTERA A SAMAN
Ti chiediamo perdono per questo mondo di ciechi e ipocriti

  1. Marco Eboli Rispondi

    09/06/2021 alle 20:23

    Brava Roberta. Complimenti. Sei andata al nocciolo della questione.

  2. Maria Petronio Rispondi

    10/06/2021 alle 03:10

    Nelle ultime righe hai detto tutto. ” Non si doveva dar loro il tempo d’ ingannarti.”Brava!
    L’ errore sta in una politica d’ integrazione all’ acqua di rose, che si preoccupa di non essere troppo invadente, perchè basata sul principio che ogni cultura va rispettata e accettata per quella che è; e finendo per non intervenire in modo efficace e potente per ristabilire il bene sul male, la verità sulla menzogna, la giustizia sugli abusi fisici e psicologici. Questa mollezza, non è frutto solo di sciatteria, ma della confusione ideologica che percorre ahimé, da qualche tempo, tutta la cultura occidentale.
    Sia la cultura di stampo occidentale, che la cultura di tradizione islamica, sono culture malate, e a pagare il prezzo più alto sono proprio donne e bambini.
    Se da una parte ci sono spose bambine che muoiono dissanguate durante la prima notte di nozze, adolescenti costrette comunque alle nozze combinate, donne costrette a figliare finché non partoriscono un figlio maschio, donne recluse, donne costrette a non studiare, non socializzare, non lavorare, bendate come mummie e massacrate se osano ribellarsi,dall’altra parte abbiamo ragazzine violentate dai loro coetanei strafatti d’ alcol e di droga, a cui nessuno riesce ad imporre più alcuna regola, perchè gli si è fatto credere che non c’è religione e che la libertà e il progresso è vivere come bruti.
    È dunque anche a causa della crisi ideologica profonda che vive anche il mondo occidentale se viene destabilizzata ogni seria politica d’ integrazione, non solo dunque per l’ ostracismo delle comunità pakistane. Il divario è insanabile, perchè anche i modelli occidentali di libertà e femminismo sono diventati surreali e patologici. Pretendere d’ insegnare alle ragazze che è un loro diritto e segno di grande emancipazione poter dormire serenamente accanto a ragazzi conosciuti da poche ore, ubriachi o strafatti, facendo loro credere che verranno rispettate perchè così dice la legge, non è un traguardo femminista, ma un gioco al massacro. La cultura occidentale confonde sempre più il bene con il male, la libertà con gli eccessi di ogni sorta.
    Il contrapporsi dunque di due culture così diverse e contraddittorie, come quella occidentale e quella dell’ Islam più arcaico dilania in modo feroce chi vi si trova in mezzo: i figli degli immigrati. Nessuna famiglia dovrebbe essere strappata alla sua terra d’ origine, ma se tutti gli imam dei paesi islamici trovassero il coraggio di riscattare le donne da ogni retaggio arcaico ed anacronistico sarebbe già vivere per tutti loro in un mondo migliore.

    • Fausto Poli Rispondi

      10/06/2021 alle 14:31

      Buonasera. Un’analisi perfetta. Allora finanziamo la’ al loro Paese.
      Eh, ma ci sono organizzazioni che li vogliono qui. Quindi di queste tragedie ne esistono molte senza essere incluse nel network politico istituzionale reggiano e emiliano.
      Conviene riorganizzare la’. Ma chi lo fa’ ?

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