La Grande Bellezza della città elettrica
Ecco il progetto Silk-Faw da un miliardo
Scelto il concept futuribile dello studio Geza
Krane al Tecnopolo. E De Silva svela la supercar S9

DI MARCELLO NIZZOLI*

Marcello Nizzoli

25/6/2021 – No, quella non sarà una fabbrica. almeno in senso stretto. Piuttosto una città del futuro, del lavoro e delle idee, – su un’area di 36 ettari nella verde campagna di Reggio Emilia – ben radicata nella storia perchè ispirata alle regole urbanistiche delle città romana imperiale (il decumano, il cardo e il foro al centro, in questo caso laboratori e centro di ricerca). Imponente e “trasparente” al tempo stesso con architetture improntate, almeno nelle intenzioni, alla sostenibilità ambientale e alla leggerezza, e due torri luminose di 65 e 60 metri, che saranno le più alte della provincia. E un “esagono” intorno, chiamiamolo così, come pista prove.

Si presenta così il concept della fabbrica delle Hypecar elettriche Silk-Faw che sorgerà a Gavassa con un investimento da oltre un miliardo di euro: è l’idea progettuale dello studio GEZA Gri e Zucchi Architettura di Udine, che ha vinto il concorso indetto per la progettazione della cittadella dell’elettrico di Reggio Emilia, prevalendo in una scelta difficile tra sette elaborati, tutti di altissimo livello qualitativo, dalla Commissione coordinata dal professor Carlo Quintelli, facoltà di Architettura di Parma.

Il progetto vincitore dello studio Geza di Udine

Il progetto vincitore è stato svelato questa mattina nel corso di una conferenza al Tecnopolo delle ex-Reggiane: è stata anche la prima uscita pubblica di Silk-Faw a Reggio, al gran completo, col presidente Jonathan Krane intervenuto di persona a premiare i vincitori e in collegamento video dalla Cina, Wang Guoqiang, FAW Party Secretary e Li Wei, vice Governatore della Provincia di Jilin dove ha sede la Faw, con alle spalle il profilo delle montagne del territorio e la bandiera rossa della Repubblica Popolare Cinese: bandiera che non poteva mancare e non solo per ragioni istituzionali, e nemmeno perché di certo a qualche reggiano saranno spuntati lacrimoni di commozione, ma perchè si chiama proprio “Bandiera rossa” la Honqi S9, il mostro di potenza, di bellezza e innovazione progettato da Walter De Silva e che sarà prodotto nella cittadella glocal (globale-locale) e futuribile di Gavassa.

Li Wei, vice Governatore della Provincia di Jilin
Il progetto della cittadella Silk Faw con il decumano in blu

Sono intervenuti anche il sindaco di Reggio Luca Vecchi, che sprizzava orgoglio da tutti i pori, il celebre stilista Walter De Silva che ha abbracciato la sfida Silk Faw “rimettendosi in gioco” e ha svelato e spiegato con un video la bellezza e i segreti della S9, il professor Carlo Quintelli che ha illustrato i criteri della commissione nella scelta di un progetto “fondativo” in tutti i sensi; e l’assessore regionale Vincenzo Colla in rappresentanza di Bonaccini, impegnato altrove con i ministri delgoverno Draghi.

Jonathan Krane premia Zucchi

L’architetto Piero Zucchi ha ritirato il premio dalle mani di mister Krane e, conclusa la conferenza tra gli applausi, gli intervenuti hanno potuto vedere i progetti partecipanti al concorso in una mostra allestita nella galleria del Capannone 19.

E proprio davanti ai pannelli l’architetto Stefania Anzil, socia di Zucchi, ci ha spiegato di persona l’importanza dei due assi ortogonali, che caratterizzano il progetto e-line City, richiamando il decumano romano, il più importante asse, caratterizzato da un’onda blu come l’energia pulita, veloce e silenziosa, con orientamento da ovest a est, quello della conoscenza tecnologica, con valori simbolici notevoli, visto anche l’orientamento verso l’Oriente.

I vincitori di Geza: Piero Zucchi e Stefania Anzil

L’altro asse ortogonale è quello del pensiero creativo, da nord a sud. L’asse blu di fatto taglia, originalmente, in due l’area produttiva della fabbrica ma rimane di fatto ad un livello più alto, lasciando quindi uno spazio adeguato per il work-shop e per il passaggio a livello inferiore dell’accesso alla pista di collaudo delle auto, già prevista nel progetto.

Molto interessanti, inoltre, le due torri, notevoli, previste, di circa 65 metri di altezza, che diventeranno sicuramente dei veri punti di riferimento “land mark”, per il Territorio, visto che saranno gli edifici più alti di tutta la provincia di Reggio Emilia. Una delle torri sarà adibita ad albergo, dove sono già previste circa 80 camere doppie, oltre ad un’ampia zona di accoglienza, una food academy ed una zona spa e wellness, per accogliere al meglio visitatori, partner ma anche gli stessi lavoratori e manager di Silk FAW, provenienti dalle varie sedi in Cina ed USA.

Gli altri studi di architettura invitati da Silk FAW a partecipare al Concorso, per cogliere al meglio lo spirito della Motor Valley, erano: Elastico Farm, Iosa Ghini Associati, Labics, Peluffo & Partners, Piuarc., Cino Zucchi Architects.

L’AUTOMOBILE S9

Per il designer Walter De Silva è stata anche l’occasione per presentare il primo video della sua straordinaria nuova creatura, in movimento: la hypercar Hongqi S9, nata da una stretta collaborazione tecnica con gli specialisti della Dallara Automobili di Varano de’ Melegari (Parma), che, grazie al loro know-how aerodinamico hanno saputo curare aspetti importantissimi, fondamentali, per un’auto che deve arrivare alla folle velocità di 400 km/h, rimanendo comunque guidabile e sicura.

La prima immagine della S9 che sarà prodotta a Gavassa

La S9 è veramente bellissima, sinuosa, pura ed è giustamente equipaggiata con moderne ali mobili, servo-comandate, che si regolano automaticamente in base al carico aerodinamico necessario alle altissime velocità, fino a scomparire magicamente, del tutto, a vettura ferma ed a bassa velocità, lasciando il design firmato da De Silva, puro ed elegante, di fatto con solo due linee curve, sulla fiancata, che si incrociano all’altezza della portiera.

La S9 è caratterizzata esteticamente, come ha descritto De Silva, dalla “long tail”, (coda lunga), necessaria anche a dare stabilità alle velocità altissime, previste, come avviene, del resto, sui celebri bolidi di Le Mans, ai quali fa riferimento per le prestazioni, esclusivi i lunghissimi parafanghi posteriori.

Tutti gli elementi esterni della S9 sono stati disegnati con una precisa funzionalità, compresi i magnifici cerchioni. Il risultato generale, presentato oggi al Tecnopolo, con un video di 5 minuti, è davvero stupefacente, indimenticabile.

Gli interni, minimali, ma completi di tutti i comfort moderni, e con tuti i comandi al volante, sono caratterizzati dall’idea di De Silva che le informazionI vanno ridotte man mano che aumenta la velocità, per non distrarre il conducente, specialmente alle alte prestazioni.

PERCHE’ REGGIO EMILIA E LA MOTOR VALLEY?

Jonathan Krane presidente Silk-Faw, al Tecnopolo

Jonathan Krane, presidente di Silk FAW ha spiegato così la loro scelta, in tre punti:

1. Sono nella Motor Valley emiliana le persone con le migliori capacità di ingegnerizzazione, di ricerca e sviluppo specialistiche, il migliore management automotive, dedicato al settore ad alte prestazioni e lusso, del mondo;

2. Decisivo l’ambiente, il DNA di tutta la Motor Valley, con i suoi possibili fornitori, partners, che possono crescere insieme con Silk FAW per fornire le auto che sembra saranno sviluppate per l’export in Cina, dove é già un marchio di successo. Quindi la strategia attuale è quella di un prodotto italiano dedicato all’esportazione, per ora.

3. Il forte supporto governativo locale: sono stati nominati, nell’ordine il Presidente Bonaccini, l’Assessore Colla, il Sindaco Vecchi.

Il sindaco Luca Vecchi

Krane definisce, letteralmente, incredibile, il supporto governativo locale in questa operazione. Anche i partner governativi cinesi e la stessa FAW hanno partecipato attivamente per raggiungere questo obiettivo ambizioso obiettivo in solo, circa, un anno, dal maggio 2020.

Krane infine ha spiegato che Reggio Emilia sarà il centro della produzione globalizzata dei vari modelli Hongqi, con una partnership internazionale tra Italia, USA e Cina.

CONCLUSIONI

Tutti i cittadini del Territorio, compresi quelli dei vicini comuni di San Martino in Rio e Correggio, desiderano già che il Comune di Reggio Emilia progetti adeguate infrastrutture di integrazione della nuova fabbrica di Silk FAW, per connetterla al contesto ambientale, ecologico ed urbano locale, con servizi di trasporto pubblico e di mobilità sostenibile adeguati.

I residenti sperano che siano offerti, agli oltre 1000 lavoratori impiegati a Gavassa la possibilità di spostamenti, non solo basati sull’auspicabile e promesso nuovo casello autostradale sull’A1, destinato al trasporto motorizzato su gomma, ma anche su mezzi sostenibili. Si spera che il Comune progetti per i lavoratori delle nuove infrastrutture per collegare Gavassa al resto di Reggio e dei comuni a nord est, senza quindi gravare sul traffico veicolare, già critico oggi, anche per la futura costruzione dell’adiacente impianto Iren di trattamento del FORSU.

Saranno necessari progetti per raggiungere rapidamente, direttamente l’AV Mediopadana. La Stazione del TAV è, in linea d’aria, vicina al luogo della nuova struttura di Silk FAW ma oggi è ancora priva di giuste vie di collegamento verso Gavassa.

* Marcello Nizzoli è un marketing manager del settore automotive, sempre più specializzato nel settore della mobilità sostenibile, elettrica, autobus, mezzi commerciali. Dal 1987 studia l’economia della mobilità

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6 risposte a La Grande Bellezza della città elettrica
Ecco il progetto Silk-Faw da un miliardo
Scelto il concept futuribile dello studio Geza
Krane al Tecnopolo. E De Silva svela la supercar S9

  1. Nicola Rispondi

    25/06/2021 alle 20:56

    Speriamo che non sia solo una facciata, e che dietro la facciata non ci siano scheletri nell’armadio. Confidiamo che alla grande suggestione seguano fatti non retti da misfatti.

  2. Msurizio Rispondi

    26/06/2021 alle 18:40

    Sempre simpaticoni quelli di DX

  3. Fausto Poli Rispondi

    27/06/2021 alle 17:26

    Senza dubbio sara’ una manovra politica. Dietro ci sono tanti soldi e accordi bilaterali. Che facciano il Lingotto Reggiano ? Una nuova pista di F1 ? Sarebbe possibile. Manager capaci ne esistono. Quindi a parte le leggi del marketing, si cerca di capire la concretizzazione. Io ancora alle auto elettrificate non credo. Perche’ esistono poche colonnine,ancora. Se si vuol fare un business alla “Tesla” sarebbe interessante. Le linee di design che ho visto sono entusiasmanti. Vedremo. Magari tirnera’ il Motor Show a Reggio E.

    • Marcello Nizzoli Rispondi

      29/06/2021 alle 12:36

      Egr. Sig. Poli,
      Grazie ancora per la gradita attenzione,
      Il marchio Hongqi ha una possibile buona valorizzazione in patria, nel mercato cinese, per ora.
      Per ora Silk FAW ha assunto i migliori managers e consulenti italiani, possibili, oltre ad un partner industriale importantissimo come Dallara Automobili, esperto mondiale di aerodinameica e telai in carbonio.
      Il mercato elettrico ed elettrificato, in Cina, da sempre è molto dinamico quindi per la Hongqi S9 sarà relativamente facile trovare clienti cinesi.
      Una persona che spende milioni di Euro per una Hongqi S9 ibrida non è preoccupato su dove collegarla per la ricarica, anche perchè, essendo ibrida può ricaricare le batterie con il motore a benzina V8, già previsto.
      Hongqi per ora sembra che voglia valorizzare la sua reputazione di marchio nazionale, istituzionale, in Cina, per vendere ai nuovi miliardari locali, che sono tanti dando lavoro e sviluppo tecnico alla Motor Valley, che con l’elettrificazione delle auto ha ancora aperti molti interrogativi sul suo vero futuro.
      Il designer De Silva, insieme a Dallara hanno fatto davvero un lavoro straordinario: l’auto è bellissima.
      Grazie ancora

  4. Elisabetta Agostini Rispondi

    28/06/2021 alle 22:03

    uhm. Secondo me stanno lanciando l’attacco alla Ferrari, marchio simbolo del made in Italy. Non so se facciamo bene a srotolare i tappeti rossi

    • Marcello Nizzoli Rispondi

      29/06/2021 alle 12:29

      Stimata Signora Agostini,
      Grazie per l’attenzione,
      Il marchio Ferrari è considerato il più valorizzato al mondo,
      Lamborghini allo stesso modo ha una reputazione ed un valore straordinari.
      Pensare che il marchio Hongqi vada all’attacco, nel breve o medio termine del capitale di marchi fortissimi come Ferrari e Lamborghini, costruiti in quasi 70 anni di storia, lo vedo uno scenario abbastanza fantasioso se non impossibile, almeno in Occidente.
      Hongqi per ora sembra che voglia valorizzare la sua reputazione di marchio nazionale, istituzionale, in Cina, per vendere ai nuovi miliardari locali, che sono tanti.
      Vendere, ad alto prezzo, una Hongqi, in Occidente, non credo che faccia parte, ancora, dei piani strategici di Silk FAW.
      Grazie ancora

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