Saman , i parenti vanno a scavare la fossa
IL VIDEO
E i genitori avevano i biglietti aerei dal 26 aprile
Le bugie del padre: nessuna traccia della ragazza in Belgio

DI PIERLUIGI GHIGGINI

7/6/2021 – La Procura della Repubblica di Reggio Emilia ha diffuso questa mattina alcuni frame del video ripreso la sera del 29 aprile, nel quale si vedono Danish Hanain, lo zio indagato per l’omicidio di Saman Abbas, e due due cugini della ragazza pakistana (stessa accusa anche per loro) mentre con due pale, dopo le 19,30, si avviano nei campi dietro la cascina dell’azienda agricola Bartoli dove viveva la famiglia: secondo la Procura andavano a preparare la fossa in cui, la notte successiva, lo zio Danish avrebbe fatto sparire il corpo della giovane.

29 aprile: lo zio e i cugini di Saman vanno nei ampi con le pale

Il video, insieme a quello della notte successiva fra il 30 aprile e il 1° maggio – quando Saman esce di strada con i genitori, i quali fanno ritorno col suo zainetto ma senza di lei – costituisce uno dei pilastri dell’accusa di omicidio premeditato formulata dalla Procura di Reggio Emilia a carico di cinque persone: Shammar Abbas e Nazia Shaheen, genitori di Saman, Danish Hanain e due cugini della ragazza scomparsa da oltre un mese, uno dei quali, Ikram Ijaz, è attualmente in stato d’arresto a Nimes, in Francia, per essere estradato in Italia entro pochi giorni.

Il procuratore reggente Isabella Chiesi. Dietro il tenente colonnello Bove

Gli inquirenti hanno maturato la piena convinzione che Saman sia stata uccisa in un barbaro rito tribale, perché voleva a tutti i costi sottrarsi a un matrimonio combinato dalla famiglia. Convinzione che ha preso corpo in prima battuta dopo la fuga improvvisa dell’intera famiglia, poi rafforzata dall’ l’analisi dei video registrati dalle telecamere di sorveglianza dell’azienda agricola di Novellara, e infine diventata quasi certezza dopo che neppure in Belgio non è stata trovata alcuna traccia di Saman. Di una fuga in Belgio aveva parlato al telefono il padre della ragazza, dal Pakistan: l’esito negativo delle ricerche ha confermato agli inquirenti che la credibilità del genitore è prossima allo zero.

Questa mattina, ai giornalisti, il procuratore reggente Isabella Chiesi – affiancata dal pm titolare dell’inchiesta Laura Galli e dal tenente colonnello dei carabinieri Stefano Bove – ha confermato che ai cinque indagati viene contestato l’omicidio con l’aggravante della premeditazione e che le ricerche di Saman in Belgio hanno dato esito negativo. La vera novità è che i genitori della ragazza, partiti il 1° maggio senza avvertire nessuno, aveva comprato i biglietti aerei il 26 aprile: e ciò confermerebbe come l’omicidio di Saman fosse pianificato da tempo.

Saman senza il velo islamico

La dottoressa Chiesi invece non ha inteso fornire notizie sulle dichiarazioni rese dal fratello di Saman, e ciò a tutela del ragazzo minorenne, che si trova sotto protezione. Una motivazione inappuntabile, visto cos’è accaduto alla sorella, ma che lascia inevitabilmente in sospeso alcuni interrogativi. Perché il ragazzo viene trovato il 5 maggio da solo nella casa di Novellara, e dice ai carabinieri “sono andati tutti via”, ma il 9 maggio viene fermato alla frontiera di Ventimiglia mentre lo zio Danish, che invece riesce a fuggire, cerca di farlo passare in Francia? Questo significa che per almeno cinque giorni è rimasto senza protezione? Oppure la verità è ancora diversa, e mancano ancora alcuni tasselli del puzzle?

I carabinieri nei campi di Novellara

LE DICHIARAZIONI DEL PROCURATORE ISABELLA CHIESI

“Purtroppo riteniamo che la ragazza sia deceduta – ha detto la dottoressa Chiesi in conferenza stampa – Io non darei nessun riscontro positivo alle affermazioni del padre. Riscontri non ce ne sono, e abbiamo appurato che in Belgio la ragazza non c’è”.

Le ricerche degli indagati sono in corso anche in Pakistan?

Col Pakistan le rogatorie internazionali non sono state ancora esperite.

Quante sono le speranze, dopo un mese, di ritrovare i resti di Saman?

Penso che un mese sia un periodo che consente ancora di ritrovare dei resti sotto terra. A breve cominceranno le ricerche con l’elettromagnetometro, sorvegliato da un ingegnere nominato per questo: questi sono strumenti che rilevano le discontinuità del terreno. Le ricerche continuano sempre nella stessa area.

Lo zio di Saman, sfuggito alla cattura alla frontiera italo-francese, è in Europa?

Pensiamo di sì. Vi è molta collaborazione con le autorità europee, e in Svizzera, Francia, Spagna, Inghilterra sanno chi devono cercare.

Dove vi stanno portando le dichiarazioni del fratello di 16 anni di Saman? Può confermare che il padre piangeva quando è tornato senza Saman?

Non intendo dire nulla in proposito, il fratello è minorenne e va tutelato. Sono già uscite notizie che non tutelano affatto il ragazzo, e non vedo perché dovrei parlarne.

Il fidanzato di Saman, che è maggiorenne, vi ha dato indizi utili?

Non ha certo potuto parlare della vicenda, ma solo del pregresso. Non ha fornito indizi, ma ha raccontato solo quello che sapeva sino a quando ha potuto scambiare messaggi con la ragazza.

Avete considerato la premeditazione?

Sì, è contestata .

I servizi sociali sostengono di aver avvertito Saman dei rischi che correva a tornare dalla famiglia. Può confermarlo?

Non ci risulta, semplicemente perché Saman non possiamo sentirla. Riteniamo che i famigliari l’abbiano abbindolata, facendole credere che l’avrebbero lasciata in Italia.

I servizi sociali sono indagati?

No. la ragazza era maggiorenne. e non è indagato neppure il fratello.

I genitori di Saman sono partiti dall’Italia il 1° maggio. Quando avevano comprato i biglietti?

Il 26 aprile.

Infine, il sostituto procuratore Laura Galli ha confermato l’esistenza di un vocale in cui Saman aveva avvertito il suo ragazzo che la madre parlava della morte, come unica soluzione per una donna che non accettava le leggi del clan pakistano.

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