Fot. Europea: la natura selvaggia di Adriana Iaconcig
in via Mari 10, tra pozzo di Garibaldi e il celebre vigneto

11/6/2021 – Il circuito OFF di Fotografia Europa sbarca anche nello spazio espositivo di Via Mari 10, Reggio Emilia, dove si trova il vigneto più piccolo del pianeta, sospeso tra i tetti della città storica, dove Tullio Masoni genera un vino invidiato e conteso in tutto il mondo.

Operadi Adriana Iaconcig

Qui, da venerdì 11 a domenica 13 giugno sono esposte le fotografie di Adriana Iaconcig, titolo della mostra “Prometto i di rendere possibile il futuro”.

La natura selvaggia e incontaminata è al centro dell’opera di Iaconcig, ispirata dal Canada, dove l’artista è nata e di cui è instancabile esploratrice. Iaconcig non vuole “documentare”, ma immergersi e immergerci in un mare paesaggistico di sensazioni e riverberi emotivi ed esperienziali. Un ritorno alla natura, che è anche anelito a una libertà primordiale.

Questo viaggio, tra stupore di paesaggi che sovrastano e inghiottono, e coraggio della conoscenza, avviene in Islanda, mondo magico e terribile che ispirò il Jiulies Verne del Viaggio al centro della Terra.

Iaconcig usa una tecnica particolare di sovrapposizione di fotografie a colori, stampate su supporti di diverso materiale, quasi una contaminazione tra fotografia e scultura bidimensionale capace di generare un effetto immersivo che contribuisce – anche grazie all’impatto di tinte accese e contrastanti – a evocare l’atmosfera del sogno, “mescolando concretezza di paesaggi e “voli” dell’immaginazione fino a creare una sorta di mondo parallelo, distinto eppure inscindibile dalla realtà”.

Diplomata all’Accademia di Belle Arti di Venezia, finalista Premio Celeste 2011 e 2013, Adriana Iaconcig ha partecipato nel 2014, 2015 e 2016 al SIFestOFF Festival della Fotografia di Savignano sul Rubicone. Espone in Italia e all’estero.

Opera di Adriana Iaconcig

Vale la pena ricordare che lo spazio di via Mari è anche lo scrigno più importante delle memorie garibaldine a Reggio Emilia. Il “vigneron” Tullio Masoni conserva come reliquie il pozzo dove l’Eroe battezzò laicamente più di cento bambini del Popol Jost, e lo scranno – recuperato di recente – nel quale sedette Garibaldi nella sua trionfale visita a Reggio, nell’agosto 1859.

Via Mari 10, lo scranno di Garibaldi sul pozzo del “battesimo laico”

Be Sociable, Share!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *