Banca Centro Emilia, una piccola molto solida
Utile netto 2,48 mln. Raccolta diretta oltre il miliardo

10/5/2021 – Mercoledì 12 maggio assemblea di bilancio di Banca Centro Emilia – l’ istituto di credito guidato dal presidente Giuseppe Accorsi e dal direttore Giovanni Govoni, che nel 2018 ha incorporato il Credito Cooperativo Reggiano . L’assemblea si svolgerà mediante mediante l’intervento del “Rappresentante Designato”, nel rispetto delle norme anti-Covid. Una modalità inconsueta per una banca che, solitamente, riscontra una nutrita partecipazione da parte dei soci per l’annuale appuntamento assembleare che prevede, all’ordine del giorno, anche l’approvazione del bilancio d’esercizio dell’anno 2020.

Giovanni Govoni

I numeri del bilancio 2020

A conferma del trend iniziato nel 2012, anche il 2020 si è chiuso con un utile netto di 2,48 milioni. Il CdA presenterà ai soci una proposta di distribuzione del dividendo per circa 300 mila euro, in relazione al possesso delle quote sociali, e coerente con la natura della banca che ha lo status giuridico di cooperativa di credito.

Attraverso la quota di utile destinato a riserva, Banca Centro Emilia accresce la sua già robusta patrimonializzazione, con il Common Equity Tier One ratio che sale al 17,01% dal 14,55% del 2019: valori ben al di sopra dei minimi previsti dalla legge. In aumento anche le coperture sul credito deteriorato, che raggiungono il 68%, dal 62% del 2019, determinando una riduzione dell’incidenza del credito deteriorato netto (pari al 1,97%).

Una recente indagine pubblicata da Affari Finanza, in collaborazione con Credit Data Research Italia, colloca Banca Centro Emilia fra le prime 50 a livello nazionale per solidità, nel proprio livello dimensionale, e prima nel territorio di riferimento.

La raccolta diretta registra un sensibile rialzo (+74,523 mln euro, +7,45%) raggiungendo l’ammontare complessivo di 1 miliardo 74 milioni. A fronte di una contrazione sulle forme a scadenza cresce la raccolta sui conti correnti (+119,795 mln, +18,19%); una tendenza già in atto negli ultimi anni che è stata enfatizzata da un atteggiamento “attendista” da parte della clientela privata, a seguito della minore propensione ai consumi durante il lockdown, nonché, in molti casi, dal mancato utilizzo da parte delle imprese dei finanziamenti agevolati concessi per fronteggiare l’emergenza economica.

In incremento anche la raccolta indiretta che cresce di 52 milioni, +8,63%, attestandosi a complessivi 654,43 milioni trainata dalle gestioni patrimoniali (+15,766 mln, +7,88%) e dalla raccolta dei premi assicurativi (+19,561 mln, +20,98%).

Aumentano del 6,19% anche gli impieghi alla clientela, attestandosi a complessivi 888,13 milioni, principalmente per effetto delle misure agevolative poste in essere dal governo con l’obiettivo di garantire sostegno alla clientela che ha dovuto fronteggiare le conseguenze economiche delle chiusure forzate imposte dall’emergenza sanitaria.

“Misure immediatamente colte dalla cooperativa di credito che non è mai venuta meno, anche in un anno così difficile, al ruolo di banca locale perseverando nella sua azione di vicinanza al territorio attraverso il finanziamento degli investimenti delle famiglie e delle aziende e, direttamente, aprendo una nuova filiale nella città di Ferrara.

La gestione della pandemia

Per fronteggiare gli effetti dell’emergenza economica, conseguente a quella sanitaria, la banca ha mantenuto inalterato il suo livello di servizio, non ha mai chiuso o ridotto gli orari degli sportelli ed ha concesso oltre 1500 moratorie che hanno interessato finanziamenti per un ammontare complessivo superiore a 140 mln€. Insieme al Gruppo Cassa Centrale, di cui è parte, le BCC hanno trasmesso al Fondo Centrale di Garanzia delle PMI 173 mila richieste a valere sulle misure del “Decreto Liquidità”. E’ indicativo notare come a fronte di una quota media, a livello nazionale, nel mercato complessivo degli impieghi creditizi pari al 7,5%, le BCC hanno trasmesso il 14,6% del totale delle pratiche oggetto di lavorazione da parte del Fondo di Garanzia. È rilevante, dunque, il contributo delle banche di comunità nel favorire l’accesso di famiglie, imprese e professionisti agli strumenti previsti dal Parlamento finalizzati a mitigare l’impatto dell’emergenza sanitaria sull’economia reale.

CORPORATE PROFILE

Banca Centro Emilia è una banca di credito cooperativo che appartiene al Gruppo Bancario Cassa Centrale Banca. Opera nel territorio compreso fra le province di Ferrara, Modena, Bologna e Reggio Emilia con 28 filiali. Fondata nel 1906 a Corporeno, la banca ha progressivamente sviluppato la sua presenza nel territorio e, nel dicembre 2018, con l’incorporazione del Credito Cooperativo Reggiano, ha raddoppiato la base di clienti e soci aprendosi ad un territorio ampio e diversificato: dalla meccatronica del reggiano, all’automotive di Cento, dal biomedicale di Mirandola alla filiera agroalimentare, con l’eccellenza del Parmigiano Reggiano, al turismo dei lidi di Comacchio.

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