Strage di Bologna, via al processo
a Paolo Bellini. VIDEO
Morti i presunti mandanti, restano molti misteri insabbiati

NEL VIDEO: L’ARRIVO DI PAOLO BELLINI IN TRIBUNALE A BOLOGNA

DI PIERLUIGI GHIGGINI

16/4/2021 – Sarà Francesco Maria Caruso, già presidente del tribunale di Reggio Emilia e del processo Aemilia (primo grado in rito ordinario) a presiedere il nuovo processo per la strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980, che si apre questa mattina in tribunale a Bologna. Presenti in aula anche il sindaco Virginio Merola con la fascia tricolore, la vicepresidente della Regione Emilia-Romagna Schlein e l’ex deputato Paolo Bolognesi per le famiglie delle vittime. E’ praticamente impossibile l’accesso alla sala delle Colonne.

Bellini arriva in tribunale

Per Caruso, 69 anni, presidente del tribunale felsineo e oggi uno dei magistrati più noti del Paese , è l’ulteriore passaggio di una carriera prestigiosa che, oltre al primo maxiprogecco contro la ndrangheta al Nord, lo ha visto in prima linea contro la mafia a Caltanissetta, dove aveva presieduto l’appello del processo bis sulla strage di via D’Amelio nella quale morirono il giudice Paolo Borsellino e la sua scorta.

e proprio emntre stava per aprirsi il processo per la strage, è diventata di dominio pubblico la notizia, clamorosa, della decisione del boss di Cutro all’ergastolo Nicolino Grande Aracri – che con la sua rete e il suo esercito di centiania di uomini è riuscito a occupare Reggio, una parte dell’Emilia, della Lombardia e del Veneto – di collaborare con la giustizia. Il coronamento, e probabilmente un nuovo inizio per la saga criminale di Aemilia.

Dunque, cosiddetto processo ai mandanti della strage alla stazione comincia zoppo, nel senso che i personaggi individuati come presunti mandanti (Licio Gelli, Umberto Ortolani, Umberto Federico D’Amato e Mario Tedeschi) sono tutti morti e quindi non possono essere processati.

A loro carico resta in sostanza un teorema della Procura diventato, grazie a una propaganda martellante, una verità mediatica , sia pur basata su elementi che hanno lasciato perplessi molti studiosi per la loro scarsa consistenza.

Il sindaco Merola arriva in tribunale

Sarà invece un processo a Paolo Bellini, il killer reo confesso e al centro di mille misteri, compresi gli attentati cosiddetti di mafia del 1993. E’ lui, l’ex primula nera di Reggio Emilia, il “bandito” della Mucciatella, ex militante di Avanguardia Nazionale e assassino confesso dello studente Alceste Campanile, poi in Sudamerica e di nuovo in Italia col falso nome di Roberto Da Silva (sino a quando non lo incastrò l’allora sostituto procuratore di Reggio Giancarlo Tarquini) , a lungo collaboratore dei servizi segreti italiani e infine collaboratore di giustizia, è lui l’imputato numero uno di questo ex-processo ai mandanti. Bellini deve fronteggiare l’accusa di concorso in strage come quinto autore materiale dell’attentato alla stazione a causa del quale morirono non meno di 85 persone.

Francesco Maria Caruso, presidente della corte d’ Assise di Bologna

La battaglia in aula sarà centrata sulla presenza o meno di Bellini a Bologna la mattina della strage; la grande inchiesta di Gian Paolo Pellizzaro e Gabrele Paradisi pubblicata da Reggio Report, ha messo in luce in tutti i particolari questo aspetto ancora controverso, sia sul piano dei documenti foto e video, sia con l’analisi delle testimonianze dei famigliari di Bellini, sia nei rapporti tra Ugo Sisti, procuratore dell’epoca, e il padre di Paolo Bellini.S ia, infine, rivelando aspetti inediti e clamorosi trascurati dalle numerose indagini condotte in 40 anni. L’imputato Bellini ha già promesso che “ci sarà da ridere”, facendo intendere che ha cose sconcertanti da rivelare.


Thomas Kram

E in effetti io processo dovrebbe affrontare anche il nodo del rapporto con Thomas Kram, l’esperto in esplosivi del terrorista internazionale carlos, al soldo del Kgb e dei palestinesi dell’Fplp di George Habbash, quel Kram che la mattina della strage era a Bologna e fece una una telefonata spaventata Carlosdopol’esplosione alla stazione. Pelizzaro e Paradisi hanno rivelato, nella loro inchiesta, che Kram e Bellini si incrociarono in un giorno del febbrio 1980, alcuni mesi prima della strage, in un piccolo albergo del centro di Bologna , l’hotel Lembo.

Perchè si ritrovarono lì? Si incontrarono, com’è altamente probabile? E perché ? Cosa si dovevano dire?

Il processo, se sarà un vero processo, dovrà scavare a fondo in questa circostanza sino a oggi trascurata e rimasta sepolta sino all’inchiesta di Reggio Report: una verità scomoda che, con buona pace dell’on. Bolognesi, fa rientrare dalla finestra la “pista palestinese” cacciata dalla porta nonostante contesti e prove incontrovertibili sulle responsabilità dell’Fplp.

Catracchia arriva in tribunale

Ma sonoancora altri nuovi misteri alla ricercadi una verità giudiziaria e storica: la scomparsa dei resti di Maria Fresu, il mistero della vittima “Ignoto 86”, il rapporto di amicizia -documentato sempre da Pelizzaro e Paradisi su Reggio Report – tra Abu Anzeh Saleh, rappresentante dello Fplp in Italia e “contatto” tra Carlos e Habbash – e il magistrato Aldo Gentile, che condusse l’istruttoria sulla strage alla stazione

Alla sbarra, in corte d’assise a Bologna, anche altri imputati “secondari” come l’ex carabiniere Piergiorgio Segatel, per depistaggio, e Domenico Catracchia, per false informazioni al Pubblico ministero al fine di sviare le indagini. I testimoni indicati dalla pubblica accusa sono 184 e quelli indicati dalle parti civili 214.

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