Pietra di Bismantova montagna sacra
“No a pratiche sportive estreme e pericolose”

23/4/2021 – No alle pratiche sportive estreme sulla Pietra di Bismantova, no allo sfruttamento del sito dantesco come “mero substrato roccioso”. La recente delibera del Parco Nazionale per la regolamentazione dell’attivitàsportive ed escursionistiche sulla Pietra è stata accolta con un profluvio di critiche, e anche di consensi. Investito dalle polemiche, il consiglio direttivo del Parco Nazionale, che dal 2016 ha la sommità della Pietra in comodato dai Benedettini, nell’ultima riunione, allargata al sindaco di Castelnovo Monti Enrico Bini, ha deciso di aprire “un confronto ampio sulla Pietra di Bismantova, la sua frequentazione, gli usi consentiti, le necessità peculiari di tutela di un ambiente unico e delicato”.

Il presidente, l’ex- senatore Fausto Giovanelli, ha dichiarato: “Siamo iconsapevoli che molti dei “valori” legati a Bismantova nascono dalla relazione tra l’ambiente naturale e gli usi fatti dagli esseri umani, fin dall’età del bronzo: il valore letterario ad esempio, con la citazione da parte di Dante (Purgatorio, IV canto: montasi su in Bismantova e ‘n Cacume con esso i piè; ma qui convien ch’om voli…, ndr), il valore agro-ambientale, la presenza religiosa, l’interesse storico-archeologico, e negli anni più recenti la fruizione alpinistico-sportiva. Nell’intreccio ed equilibrio di queste dimensioni nasce un’idea di conservazione che è ben più complessa di quella semplicemente naturalistica, ma anche molto stimolante- aggiunge Giovanelli – Per questo apriremo un ampio dialogo pubblico, allargato anche oltre al Tavolo della Pietra ad altri interlocutori, perché il fatto che sempre più soggetti abbiano la percezione di tutti i valori di questo luogo straordinario, è il primo presidio per la sua tutela”.

Il punto vero -anche se Giovanelli non lo dice – è che la Pietra è da millenni una “montagna sacra“, anzi una delle montagne sacre più famose al mondo. Luogo di ispirazione, di leggende e testimonianze delle epoche passate che fanno da sfondo a eventi straordinari oggi al centro di indagini scientifichbe (come i Fel – fenomeni luminosi anomali – documentati da Nicola Tosi e dalla sua equipe). Luogo di spiritualità e, perchè no, di misteri.

A rammentare questa vocazione spirituale della Pietra, sedimentata nei secoli, oggi è l’architetto Giuliano Cervi, presidente Comitato scientifico centrale del Cai, presidente di Pro Natura, membro del Comitato Etico per la Pietra indicato dal Monastero dei Benedettini.Cervi plaude alla decisione del Parco di tutelare l’ambiente di Bismantova dalle “pratiche estreme”: un atto dovuto – sottolinea – “non soltanto ai sensi di quanto stipulato con i Benedettini di Parma, ma innanzitutto per trasmettere un forte segnale di impegno nel perseguire gli intenti di diffusione del messaggio riguardante la custodia del Creato”.

Sfere luminose sulla Pietra (ph. Nicola Tosi)

Ecco cosa scrive Giuliano Cervi.

“Nella ricorrenza della Giornata della Terra appena trascorsa ha assunto particolare significato l’impegno, avviato dal Parco nazionale dell’Appennino, nei confronti della sommità della Pietra di Bismantova e del suo Eremo. Con l’atto di comodato sottoscritto nel 2016 tra il convento benedettino di Parma ed il Parco nazionale per l’affidamento all’Ente del settore paesaggisticamente più significativo del pianoro sommitale della Pietra di Bismantova, si sono create le condizioni per avviare un percorso virtuoso che nel volgere di breve tempo ha condotto anche alla salvaguardia del complesso dell‘ex eremo, in un intento di divulgazione della tematica della custodia del Creato e di didattica dell’ambiente e delle sue peculiarità geologiche.
Nell’articolo 1 del comodato viene infatti specificato che “Il Proprietario concede in uso gratuito al Parco il terreno di sua proprietà affinché quest’ultimo provveda alla sua manutenzione, conservazione, ordine e pulizia, nonché sostenendo e promuovendo iniziative rivolte alla crescita della consapevolezza della bellezza e custodia del Creato e dell’etica della tutela della Natura“.

“LE PRATICHE ESTREME TRAVALICANO IL SEDIME ETICO DELLA PIETRA”


Obiettivamente prendiamo atto che nel corso degli ultimi anni nello scenario di Bismantova si sono affacciati con sempre maggiore forza delle pratiche estreme che travalicano il sedime etico insito in tutto il complesso della Pietra, riducendolo sempre più al livello di un mero e spettacolare substrato roccioso da sfruttare per finalità che non soltanto sono estranee alla vocazione del sito, ma che costituiscono motivo di potenziale pericolo non solo per chi le pratica e soprattutto per coloro che si recano in visita alla Pietra.

La Pietra di Bismantova, veduta aerea

Occorre inoltre sottolineare come l’utilizzo della Pietra per le attività estreme contribuisce notevolmente a diffondere, specie negli strati giovanili, messaggi di egoistica soddisfazione, per catturare una grande attenzione da parte dei media. Il risultato è il perseguimento sfrenato della propria passione, ponendo a rischio sé e altri.
Oltre al tema delle pratiche estreme, anche il diffondersi sempre più intenso di pratiche sportive che utilizzano mezzi meccanici, come le biciclette da montagna anche a trazione elettrica, si pone anch’essa sul medesimo rapporto di sfruttamento della Pietra unicamente sulla base di uno spettacolare substrato fisico: in questo caso, peraltro, l’utilizzo di tali mezzi determina gravi danni al delicato substrato edafico della zona
“.

Conclude l’architetto Cervi: “La recente delibera del Parco nazionale rivolta a regolamentare la pratica dei cosiddette pratiche estreme a Bismantova unitamente ad altre attività che incidono negativamente sulla conservazione del contesto ambientale della Pietra, costituiscono un atto dovuto non soltanto ai sensi di quanto stipulato con i Benedettini di Parma, ma innanzitutto per trasmettere un forte segnale di impegno nel perseguire gli intenti di diffusione del messaggio riguardante la custodia del Creato che sono alla base di quanto si intende attuare nell‘ex eremo“.

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