Parmigiano Reggiano: nove consiglieri a Caseifici in Centro
Le centrali coop festeggiano il “cappotto”
“No a forzature e manomissioni del Consorzio”

2/4/2021 – Tira aria di comprensibile soddisfazione, in Confcooperative Reggio Emilia e Legacoop Emilia Ovest, per l’esito dell’assemblea (on line) della sezione reggiana del Consorzio del Parmigiano Reggiano, conclusa con l’elezione dei nuovi consiglieri sezionali e l’affermazione della lista “Caseifici al Centro“.
Le votazioni hanno determinato l’elezione di Alessandro Bezzi, Giorgio Catellani, Giovanni Gobetti, Marco Prandi, Monica Rizza, Giuseppe Ruggi, Erika Sartori, Daniele Sfulcini e Giuseppe Sironi.

Le cenrali cooperative hanno così ribaltato il risultato delle precedenti elezioni quando, per la prima volta, furono scalzate dalla lista Caseifici Liberi che col suo successo aprì la stgrada alla presidenza Bertinelli. E oggipongono una seria ipoteca sulla futura presidenza (l’elezione a metà aprile). Ma oggi, nessuna polemica con i casdifici Liberi o nè con bertinelli: piuttostol. la riaffermazione vigorosa del ruolo del consorzio di organismo di tutela, vigilanza, promozione e informazione (come prevede la legge) senza slittamenti verso funzioni imprenditoriali improprie: trasparente il riferimento al tentativo di impegnare il consorzio nella realizzazione di un mega impianto di stagionatura, che comporterebbe la strasformazione della natura stessa dell’ente.
“I nove candidati in lista – affermano in una nota le due centrali cooperative – sono l’espressione della volontà espressa dai caseifici associati alle organizzazioni di rappresentanza della cooperazione nell’ambito delle consultazioni che hanno preceduto la composizione della stessa lista”.

La sede del Consorzio Parmigiano Reggiano di via Kennedy a Reggio

“Un percorso partecipato, trasparente e democratico – proseguono Confcooperative Reggio Emilia e Legacoop Emilia Ovest – che si è messo in atto nel momento in cui è risultato impossibile giungere alla composizione di una sola lista, alla quale avevamo comunque puntato”.
Caseifici al Centro“, spiegano le centrali cooperative, “è, peraltro, una  lista inclusiva e rappresentativa di tutti i soggetti che compongono il sistema Parmigiano Reggiano, essendo composta anche da esponenti  della componente privata e industriale con le quali la cooperazione condivide gli interessi generali relativi alla tutela del nostro prodotto, alla redditività che occorre assicurare ai caseifici e alle imprese agricole e un programma di lavoro che riguarda le funzioni del Consorzio e le azioni attese dai produttori”.
A proposito di programmi, il primo punto delle indicazioni messe a punto da “Caseifici al Centro” riguarda proprio le funzioni del Consorzio, tema sul quale – si legge nel documento – “non possono esservi dubbi né sono ammissibili forzature”.
“Il Consorzio è, per scelta e per legge, organismo di tutela, vigilanza, promozione e informazione. Tutti i contributi versati dai consorziati – sia quelli derivanti dall’aliquota ordinaria che quelli aggiuntivi – sono e debbono essere finalizzati esclusivamente a queste azioni”.
Non è pertanto accettabile – aggiungono i neo-amministratori della sezione reggiana – che periodicamente si parli di un Consorzio che si orienta verso ruoli imprenditoriali, usando a tal fine le risorse che i caseifici versano per altri obiettivi di comune interesse“.
Tra gli altri punti sui quali si sofferma il programma di “Caseifici al Centro” spiccano, poi, la governance del Consorzio (“che deve essere improntata alla collegialità, alla trasparenza nei processi decisionali, evitando fughe in avanti su decisioni che spettano esclusivamente ai consorziati”), il ruolo delle sezioni provinciali (“strumento essenziale ai fini della partecipazione dei consorziati alla vita e alle scelte strategiche del Consorzio e realtà da rafforzare”), la montagna ( per la quale “il Consorzio dovrà decisamente rafforzare l’elaborazione di politiche e proposte”) e poi, ancora, i rapporti di filiera, il disciplinare di produzione, il piano di regolazione dell’offerta (“puntando anche ad introdurre nuovi elementi di flessibilità che consentano adeguamenti più tempestivi al possibile mutare delle condizioni di mercato”) e le azioni di supporto al sistema in materia, ad esempio, di sostenibilità.
“Un “pacchetto” di proposte – concludono Confcooperative Reggio Emilia e Legacoop Emilia Ovest – pienamente condivisibile e assonante con quello a suo tempo predisposto dall’Alleanza Cooperative Italiane dell’Emilia-Romagna, con indicazioni attorno alle quali riteniamo assolutamente necessario, ma anche possibile, costruire nuove condizioni di unità e di condivisione”.

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