Arrestato Giorgio Pietrostefani condannato a 22 anni per il delitto Calabresi
Era latitante in Francia dal 1997

28/4/2021 – C’è anche Giorgio Pietrostefani, 78 anni, ex dirigente delle Officine Reggiane di Reggio Emilia, tra i sette ex-terroristi italiani rifugiati in Francia e arrestati questa mattina su richiesta dell’Italia, a seguito dell’incontro avvenuto on line l’8 aprile tra il ministro degli esteri Marta Catarbia e il suo omologo del governo Macron. Altri tre sono in fuga e attivamente ricercati.

Giorgio Pietrostefani

Pietrostefani, trai fondatori del movimento di Lotta Continua (a Pisa negli anni 70 lo chiamavano Pietrostalin per la sua proverbiale durezza politica) era stato fra i promotori dei fatti della Bussola del 31dicembre 1968, e nel 1997 è stato condannato a 22 anni di carcere per concorso morale in omicidio nel delitto del commissario di polizia Luigi Calabresi, avvenuto a Milano il 17 maggior 1972. Stessa pena anche per Adriano Sofri (leader di Lotta Continua) e per Ovidio Bompressi (poi graziato dal presidente Napolitano) quet’ultimo condannato come autore materiale del delitto insieme a Leonardo Marino, il pentito che con le sue rivelazioni mise in moto le indagini e il processo. Pietrostefani era direttore commerciale delle Officine Reggiane – sono in molti a ricordarlo – quando fu arrestato la prima volta nel 1988. Della pena ha scontato due anni: riparò definitivamente in Francia con la sentenza del 1997, ottenendo asilo sulla base della dottrina Mitterrand Oggi ha 78 anni: ammalato di cancro, ha subito un trapianto di fegato.

CHI SONO GLI ARRESTATI. TRE IN FUGA

I sette ex terroristi arrestati sono  in attesa di essere presentati al giudice per la comunicazione della richiesta di estradizione da parte dell’Italia. Sono gli ex- brigatisti Enzo Calvitti, Giovanni Alimonti, Roberta Cappelli, Marina Petrella e Sergio Tornaghi, Giorgio Pietrostefani di Lotta Continua, Narciso Manenti dei Nuclei Armati contro il Potere territoriale e, appunto, Giorgio Pietrostefani.

sono in fuga, invece, Luigi Bergamin, Maurizio Di Marzio e Raffaele Ventura. 

L’operazione, riferisce l’Ansa da fonti italiane, è stata condotta dall’Antiterrorismo della polizia nazionale francese (Sdat) in collaborazione con il Servizio di cooperazione internazionale della Criminalpol e con l’Antiterrorismo della Polizia italiana e con l’esperto per la sicurezza della polizia italiana nella capitale francese.

La questione degli ex terroristi italiani rifugiati Oltralpe si è sbloccata con l’incontro a distanza l’8 aprile scorso tra i ministri della Giustizia dei due Paesi. Quella degli Anni di Piombo è una ferita ancora aperta, l’Italia non può più aspettare, aveva detto la ministra Marta Cartabia, sottolineando l’urgenza di dare subito seguito alla richiesta di assicurare alla giustizia gli ex terroristi, prima che per alcuni scattasse la prescrizione. Un’ esigenza compresa da Eric Dupond-Moretti , che per la prima volta per il suo Paese aveva ammesso la necessità di “fare presto”.  La data cerchiata sul calendario quella del 10 maggio, data in cui scatta la tagliola della prescrizione per l’ex brigatista Maurizio Di Marzio, che è uno dei tre ex terroristi in fuga. Per tutti gli arrestati di oggi si ferma il corso della prescrizione. 

“Il governo esprime soddisfazione per la decisione della Francia di avviare le procedure giudiziarie, richieste da parte italiana, nei confronti dei responsabili di gravissimi crimini di terrorismo, che hanno lasciato una ferita ancora aperta. La memoria di quegli atti barbarici- afferma il premier Mario Draghi – è viva nella coscienza degli italiani”. “A nome mio e del governo, rinnovo la partecipazione al dolore dei familiari nel ricordo commosso del sacrificio delle vittime”.

AIMI (FI): BENE LA COLLABORAZIONE ITALIA-FRANCIA. CONTINUARE COSì

Sette membri delle ex brigate rosse sono stati arrestati oggi in Francia, su richiesta dell’Italia, nell’ambito dell’operazione “Ombre rosse“. Finalmente saranno consegnati alla giustizia italiana e sconteranno la loro pena per i gravissimi atti di terrorismo commessi tra gli anni ’70 e ’80. Atti vili che macchiarono di sangue il nostro Paese, gettando nel buio degli anni di Piombo un’intera Nazione.

Un segnale importante che auspichiamo possa aprire la strada a “collaborazioni” di questo tipo sempre più ampie. Esprimo tutto il mio apprezzamento per la decisione del presidente Macron di trasmettere alla Procura i nomi dei 10 condannati, nell’auspicio che presto possano essere catturati anche i tre che ancora mancano all’appello.

I miei ringraziamenti vanno agli investigatori, all’Antiterrorismo della polizia francese e italiana, al Servizio di cooperazione internazionale della Criminalpol: una collaborazione che ha reso possibile questa importantissima operazione, che finalmente rende – almeno in parte – giustizia ai familiari delle vittime. (Enrico Aimi, commissione affari esteri del Senato, coordinatore regionale di Forza Italia)

Be Sociable, Share!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *