Altro storico documento del Consiglio comunale
“Promuovere il turismo Lgbtqi a Reggio”
In arrivo bollino gay su hotel, ristoranti, musei e parcheggi?

8/4/2021 – Sotto il titolo generico di Città dell’attrattività e dell’Internazionalizzazione, ieri sera il Consiglio comunale di Reggio Emilia ha approvato un ordine del giorno sulla promozione del turismo Lgbtqi+* (acronimo inglese che identifica le categorie di cittadini Lesbiche-Gay-Bisex-Transgender-Intersex).

L’odg presentato dalla consigliera Fabiana Montanari del Pd, alla quale si è aggregato Dario De Lucia del Gruppo Misto, è stato approvato con18 voti favorevoli di Pd, Più Europa, Immagina Reggio, Reggio è, e dello stesso De Lucia del Gruppo misto. Nessuna notizia delle opposizioni, che evidentemente al momento della trattazione dell’argomento avevano lasciato la seduta on-line. E’ passato dopo un altro odg gayfriendly, votato dal Consiglio (in quel caso all’unanimità) per chiedere alle Farmacie Comunali di ridurre il prezzo degli assorbenti anche per i trans.

2017: il Remilia Pride a Reggio Emilia

Torniamo l’odg sulla promozione del turismo gay. Con esso il Consiglio invita il Sindaco e la Giunta a

  • “tenere in considerazione il turismo LGBTQI*+ nei vari tavoli di lavoro progettuali”;
  • “valutare la possibilità di svolgere una o più iniziative informative e formative sul turismo LGBTQI*+ rivolte al settore turistico”;
  • “attuare tutti gli impegni presi da parte dell’amministrazione nel Protocollo Operativo per il contrasto all’omo-lesbo-bi-transnegatività del medesimo Tavolo Interistituzionale”.

Nel testo viene citato ampiamente il rapporto di Lanfranchi Editore per il Gruppo Sonders & Beach, rilevando fra l’altro che gli Lgbtqi vanno in vacanza più della media degli italiani e che “l’Italia potrebbe essere la perfetta destinazione gay friendly (per il 90% sarebbe la prima scelta ) perché il 58% dei viaggiatori LGBTQI*+ ritiene una priorità di spesa il cibo e i ristoranti. Poi, il 31% spende il budget vacanza in visita a musei. Una gran parte della comunità arcobaleno del mondo è un frequentatore abituale di teatri e concerti”.

Fabiana Montanari (da DarioReggio)

In ragione di ciò, secondo Montanari, De Lucia e il consiglio comunale, “la provincia di Reggio Emilia ha un grande potenziale nell’enogastronomia con i suoi piatti e prodotti tipici unici al mondo. Pensiamo anche alle altre eccellenze del nostro territorio come i Teatri, la Fondazione nazionale della danza Aterballetto, Palazzo Magnani, i vari musei distribuiti su tutto il territorio e la nuova Rcf Arena (che peraltro deve essere ancora aperta, ndr.)”

La consigliera Pd e De Lucia sottolineano inoltre che “la nostra città e provincia è ricca di sagre e fiere enogastronomiche che ogni anno coinvolgono migliaia di persona provenienti da tutt’Italia, per citarne alcune: la sagra dello scarpasoun, cicciolo d’oro, sagra del lambrusco, arrogantsour festival. Nell’ambito culturale non possiamo non citare Fotografia Europea, Dinamico Festival, Reggionarra, i Giochi del tricolore e molti altri grandi eventi che in tempi pre-Covid riempivano la nostra città di persone e giovani”.

Senza dimenticare che “nel giugno del 2017 a Reggio Emilia si è svolto la prima grande manifestazione ed evento LGBTQI*+ della nostra provincia, il REmilia Pride, che ha visto la partecipazione di circa 15.000 persone”. A ciò bisogna aggiungere il vecchio impegno del sindaco di istituire in Comune i bagni per i trans.

Insomma, Reggio Emilia futura capitale del turismo gay-friendly, almeno nella speranze dei promotori, ampiamente condivise da Sala del Tricolore. Una città col bollino gay per alberghi, ristoranti, musei, sagre del salame e parcheggi? E’ possibile già in un futuro prossimo, secondo lo spirito del voto consiliare, anche se le obiezioni possibili sono numerose, e talune forse insuperabili. Però se mettessero quel bollino gay-friendly anche sugli asili di Reggio Children, per non dire del Duomo, di San Prospero e della magnifica Basilica della Ghiara, ecco, quello sì che sarebbe un exploit mediatico dalla sicura eco mondiale. Chissà se il vescovo sarebbe d’accordo…

Dileggio gay della Passione

DI SEGUITO IL TESTO DELL’ODG SUL TURISMO LGBTQI APPROVATO DAL CONSIGLIO COMUNALE DI REGGIO EMILIA

Reggio Emilia, 4 aprile 2021

All’attenzione del Sindaco Luca Vecchi

Alla Giunta del Comune di Reggio Emilia

Al Presidente del Consiglio Comunale

ORDINE DEL GIORNO AL DOCUMENTO UNICO DI PROGRAMMAZIONE 2021-2023

Indirizzo strategico 4 – CITTÀ DELL’ATTRATTIVITÀ E DELL’INTERNAZIONALIZZAZIONE

Premesso che:

Dal Rapporto a cura di Lanfranchi Editore per il Gruppo Sonders & Beach in collaborazione con l’Associazione Italiana Turismo Gay and Lesbian (anno 2018) emerge che sono 3 milioni le persone LGBTQ+ dichiarate in Italia e producono un fatturato turistico da 2,7 miliardi di euro.
Hanno un buon livello di istruzione e redditi mediamente alti che li spingono a viaggiare più volte l’anno. Tra le destinazioni è prediletta l’Italia, nel medio raggio Spagna, Grecia hanno un ruolo sempre predominante. Internet è preponderante sia per informarsi che per acquistare.

Nel mondo secondo l’OCSE sono 17 milioni le persone LGBTI*+ e producono 200 miliardi di dollari di fatturato turistico.

Valutato che:

I turisti LGBTQI*+ vanno in vacanza più della media degli italiani scegliendo le vacanze lunghe (oltre i 5 giorni nel 67% dei casi contro il 42% degli italiani) e a fronte di almeno 20 giorni di vacanza LGBTQI*+ il turista italiano ne fa 16. Inoltre, il 63% dei turisti LGBTQI*+ affronta anche short break e il 30% fa viaggi di lavoro.

L’Italia potrebbe essere la perfetta destinazione gay friendly (per il 90% sarebbe la prima scelta ) perché il 58% dei viaggiatori LGBTQI*+ ritiene una priorità di spesa il cibo e i ristoranti. Poi, il 31% spende il budget vacanza in visita a musei. Una gran parte della comunità arcobaleno del mondo è un frequentatore abituale di teatri e concerti.

La provincia di Reggio Emilia ha un grande potenziale nell’enogastronomia con i suoi piatti e prodotti tipici unici al mondo. Pensiamo anche alle altre eccellenze del nostro territorio come i Teatri, la Fondazione nazionale della danza Aterballetto, Palazzo Magnani, i vari musei districati su tutto il territorio e la nuova Rcf Arena.

Considerato che:

La motivazione che spinge alla vacanza è principalmente il benessere e l’accoglienza nel 41% dei casi. La cultura è un driver forte, al 32%, la natura segue al 25% (ma entrambi le motivazioni sono più interessanti per le donne). Divertimento e coolness, al 17% delle preferenze, sono invece più trainanti per gli uomini (25% contro il 9%).

Considerato inoltre che:

Il 76% degli appartenenti alla comunità LGBTQI*+ è orgoglioso di questa appartenenza e non lo nasconde a nessuno ma, ad esempio, solo il 47% legge regolarmente riviste dedicate. Questo dato della ricerca di marketing più importante al mondo su questo comparto di consumatori, svolta da Community Marketing ci indica che l’integrazione, dove c’è libertà di espressione, ormai è quasi totale e le persone LGBTQI*+ seguono le vicende che le riguardano, ma ormai non si vogliono distinguere in alcun modo dagli altri dal punto di vista sociale. Ma non vogliono nemmeno essere discriminati, e premiano chi si indirizza in modo specifico a loro con l’offerta grazie al loro alto potere di acquisto.

È considerato positivo che la destinazione sia apertamente accogliente per il segmento LGBTQI*+ al 60% delle motivazioni di scelta e per la struttura ricettiva gay friendly gradita per 52% delle persone. Prima ancora di partire il 48% delle persone sceglie una meta perché è gay friendly e questa maggioranza diventa assoluta in caso di uomini.

Tra gli uomini abbiamo il 39% dei single, le donne sono al 29%, le persone transgender al 39%, ma attenzione gli sposati sono il 28% tra gli uomini, il 37% tra le donne e il 29% tra i/le transgender. Oggi sono in aumento le famiglie arcobaleno, che vogliono, al pari delle altre famiglie, frequentare villaggi turistici indistinti, anzi, emergono i primi nonni gay che amano portare i nipotini in vacanza con loro nei villaggi e in crociera

Valutato inoltre che:

La nostra città e provincia è ricca di sagre e fiere enogastronomiche che ogni anno coinvolgono migliaia di persona provenienti da tutt’Italia, per citarne alcune: la sagra dello scarpasoun, cicciolo d’oro, sagra del lambrusco, arrogantsour festival. Nell’ambito culturale non possiamo non citare Fotografia Europea, Dinamico Festival, Reggionarra, i Giochi del tricolore e molti altri grandi eventi che in tempi pre-Covid riempivano la nostra città di persone e giovani. Nel giugno del 2017 a Reggio Emilia si è svolto la prima grande manifestazione ed evento LGBTQI*+ della nostra provincia, il REmilia Pride, che ha visto la partecipazione di circa 15.000 persone.

Si invita il Sindaco e la giunta:

A tenere in considerazione il turismo LGBTQI*+ nei vari tavoli di lavoro progettuali;

Valutare la possibilità di svolgere una o più iniziative informative e formative sul turismo LGBTQI*+ rivolte al settore turistico;

Ad attuare tutti gli impegni presi da parte dell’amministrazione nel Protocollo Operativo per il contrasto all’omo-lesbo-bi-transnegatività del medesimo Tavolo Interistituzionale;

i consiglieri comunali

Montanari Fabiana (PD)

De Lucia Dario (Gruppo misto)

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4 risposte a Altro storico documento del Consiglio comunale
“Promuovere il turismo Lgbtqi a Reggio”
In arrivo bollino gay su hotel, ristoranti, musei e parcheggi?

  1. Carlo Menozzi Rispondi

    08/04/2021 alle 14:12

    Non si può neanche mandarli a fare in ….. Ci vanno da soli e ben felici…. Povera Reggio Emilia….

  2. Gaspare Rispondi

    08/04/2021 alle 14:32

    Questa si che e’ eterofobia e familifobia allo stato puro. Siamo all’assurdo discriminante e-retto a pari opportunità. Certo che queste categorie discriminanti sono quelle che consumano e viaggiano di più, mica le povere famiglie tradizionali, specie le numerose, che non arrivano a fine mese e le vacanze se le possono sognare, abbandonate dalla politica politicante e dallo stato comandante. E le opposizioni, latitanti. Avanti tutta con l’autodistruzione di quello che rimane degli umani. Potere ai nuovi mostri.

  3. Gianni Vattani Rispondi

    08/04/2021 alle 19:04

    Dopo ‘Citta’ del tricolore’, Reggio ‘Citta’ dei culattini’…forse sarebbe il caso di aggiornare anche quel museo sfigato presente nell’edificio del comune con un nuovo tema e nuove coreografie… sai quanti turisti verrebbero cosi’ a visitare la ridente cittadina!

    Bravi, continuate cosi’!

  4. Precisino Rispondi

    09/04/2021 alle 09:01

    Partendo dal fatto che Reggio Emilia non è che abbia tutte queste attrattive dal punto di vista turistico, fa sicuramente sorridere che ci si preoccupi di intercettare una “nicchia” o una “fetta” più o meno grande dei turisti amanti delle città d’arte.
    Non credo che sia facile convincere un turista (gay o etero) a venire a visitare Reggio Emilia e non una città con maggiori attrattive (ce ne sono tante nelle vicinanze).
    Detto questo, trovo il livello dei commenti imbarazzante.

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