Vecchi: “Sono indagato? Non lo so”
Nebbione sospetto sul comune di Reggio
Nessuna chiarezza dall’intervento del sindaco in consiglio

1/3/2021 – Il sindaco Luca Vecchi è indagato nell’inchiesta Re Cleaning in cui sono indagati almeno 23 fra dirigenti, funzionari ed ex dirigenti del Comune di Reggio per bandi e appalti pilotati (valore 27 milioni di euro), però lui non lo sa.

E’ la conclusione che si deve trarre dal breve intervento compiuto dal primo cittadino di Reggio Emilia, oggi pomeriggio in apertura della seduta del consiglio comunale (come sempre in remoto). Vecchi ha confermato ai consiglieri quanto sostenuto nei giorni scorsi, dopo le affermazioni del giudice Nino Di Matteo del procedimento che ha portato il plenum del Csm ha decidere all’unanimità il trasferimento del Procuratore di Reggio Emilia per incompatibilità ambientale.

Prima nella sua relazione approvata dalla Prima commissione, e poi nel corso del plenum del Csm di mercoledì scorso, il consigliere Di Matteo aveva affermato che Vecchi è “il principale indagato” nell’inchiesta Re Cleaning. Inchiesta nella quale l’ex procuratore Mescolini aveva ritardato le perquisizioni negli uffici comunali, sino ad autorizzarle quattro giorni dopo la rielezione di Vecchi al ballottaggio.

Oggi, dunque, il sindaco – pressato dalle opposizioni e in particolare dalla Lega, che ha anche tenuto un presidio davanti al Municipio – ha confermato al consiglio di non sapere niente: “Ad oggi non ho mai ricevuto nessuna formale comunicazione su un procedimento” giudiziario “con
riferimento alla mia persona. E’ noto d’altra parte che si possa
essere indagati senza saperlo, quindi in sé e per sé questo non è un fatto strano”.

Luca Vecchi

“Ho fiducia e l’ho sempre avuta nella magistratura e in tutti gli organi inquirenti – ha aggiunto che penso vadano tranquillamente lasciati lavorare nell’esercizio delle proprie autonome prerogative, se ci sono evoluzioni o informazioni nuove informerò il consiglio comunale”. Nell’indagine “Re Cleaning – ha ricordato ancora Vecchi – ci sono
stati due momenti ufficiali. Il primo a giugno del 2019 e il
secondo a settembre del 2020, con la conclusione delle indagini.
In entrambi i casi tra le persone indagate, 15 nel 2019 e 26 nel
2020 non risultava esserci il sottoscritto”.

Che il sindaco sia indagato, viene tuttavia confermato anche da fonti giudiziarie. Ed è altrettanto noto, perchè emerso nell’istruttoria del Csm su Mescolini, che l’ex Procuratore aveva chiesto di non iscriverlo nel registro degli indagati, come invece volevano le sostitute Valentina Salvi e Giulia Stignani, che alla fine si sarebbero imposte.

Al momento sulla vicenda permane una nebbia imbarazzante, alla luce dei rapporti più che cordiali tra l’ex procuratore e il sindaco, che non gli ha fatto mancare il suo sostegno anche dopo le rivelazioni sulle chat con Palamara. E’ la ragione per cui il capogruppo della Lega Matteo Melato (che da oggi non ha più in squadra il consigliere deputato Gianluca Vinci, passato a Fratelli d’Italia) si è dichiarato “del tutto insoddisfatto” dopo le dichiarazioni di Vecchi.

La deputata Benedetta Fiorini

“Sostiene di non aver ricevuto nulla rispetto alle indagini sugli appalti – ha detto – ma omette di specificare se abbia verificato o meno direttamente in Procura le parole dette dal Dott. Di Matteo. Perchè il Sindaco Luca Vecchi non chiede alla Procura se è iscritto o meno nel registro degli indagati? E’ un suo diritto, pertanto non capiamo come mai non voglia approfondire quanto sostenuto dal Dott. Di Matteo. Ogni cittadino, dopo aver letto il discorso del Dott. Di Matteo, si sarebbe attivato per verificare la propria posizione personale. Per il ruolo che ricopre Luca Vecchi – ha concluso Melato – noi crediamo che questa azione sia doverosa nel pieno rispetto dei cittadini e per il dovere di chiarezza verso tutti gli elettori. Auspichiamo che questo avvenga nel più breve tempo possibile”.

VOGLIAMO CHIAREZZA: IL PRESIDIO DELLA LEGA IN PIAZZA PRAMPOLINI

Poco prima della seduta “in remoto”, la Lega ha tenuto davanti a Palazzo Civico l’annunciato sit-in con militanti e dirigenti (ben distanziati) e uno striscione con scritto a caratteri cubitali Vogliamo chiarezza. In piazza c’erano la deputata Benedetta Fiorini, i consiglieri
regionali Gabriele Delmonte e Maura Catellani, fino a tutto il
gruppo consiliare e gli attivisti del movimento giovanile giovani. Presente
anche il consigliere del gruppo Misto Cristian Panarari.

“Le informazioni che sono emerse- ha commentato Fiorini- gettano ombre inquietanti sulla nostra città. Siamo qui per chiedere chiarezza al sindaco Vecchi. Le Istituzioni e la politica devono rappresentare tutti i cittadini e non solo una parte politica”.

Quindi, aggiunto la parlamentare, “è ora di togliere queste ombre e dare delle risposte. I cittadini devono sapere con esattezza cosa è avvenuto in questa vicenda. La città di Reggio e i cittadini meritano di meglio”.

Per Roberto Salati, il consigliere candidato sindaco che nel 2019 aveva portato Vecchi al ballottaggio “nessuno può dire con certezza quale sarebbe stato l’esito del voto se la notizia delle indagini fosse emersa. Ma sicuramente molti equilibri si sarebbero spostati”.

Be Sociable, Share!

Una risposta a 1

  1. Carlo Menozzi Rispondi

    02/03/2021 alle 14:22

    Una volta c’è stato uno che si è trovato proprietario di un appartamento a sua insaputa. Adesso c’è un altro che sembra indagato a sua insaputa… Non è che sono milionario a mia insaputa? qualcuno mi può aiutare ad informarmi? Magari gli lascio una percentuale…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *