La guerra di Rivaltella
Unicredit pignora Ferrarini per 1,7 milioni

18/3/2021 – Nuovo colpo di scena nell’affaire Ferrarini su cui è in corso una battaglia senza esclusione di colpi per acquisire il controllo della società di Rivaltella, leader nel settore del prosciutto cotto e fra i brand più prestigiosi dell’agroalimentare italiano. Unicredit, uno dei principali creditori del gruppo, ha ottenuto il pignoramento di asset Ferrarini per 1,7 milioni di euro.

Milano, il grattacielo Unicredit

Lo scrive il giornale finanziario MF. Mentre “l’omonima famiglia industriale, gli alleati Gruppo Pini e Amco (finanziariapubblica del ministero dell’Economia, ndr.) e la cordata alternativa Gsi-Bonterre/Opas/Hp che, sostenuta da Intesa e Unicredit, attendono la decisione finale sulla competenza territoriale tra i tribunali di Bologna e Reggio Emilia per la definizione del concordato preventivo” – riferisce MF – “è di questi giorni la notizia che la banca milanese presieduta da Cesare Bisoni e che attende il nuovo ceo, Andrea Orcel, ha ottenuto una vittoria in sede giuridica”. I giudici di Reggio Emilia hanno accolto l”istanza presentata dall’istituto di piazza Aulenti “inerente a un reclamo di 1,7 milioni di euro rispetto a un mutuo erogato nel 2003 (importo iniziale di 18 milioni) dall’ allora Bipop-Carire a favore di Società Agricola Ferrarini (Saf)”, una delle tre aziende del perimetro industriale Ferrarini finite in concordato preventivo.

Luca Ferrarini

All’epoca, nel consiglio di amministrazione di Bipop-Carire – poi assorbita da Capitalia a causa degli squilibri finanziari- generati anche da una gestione all’epoca definita “scandalosa” che fecero crollare il valore del titolo e dei bond – sedeva anche Luca Ferrarini il , come tutti i membri bresciani e reggiani del cda, aveva ottenuto affidamenti milionari dalla banca.

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Una risposta a 1

  1. Matteo Rispondi

    18/03/2021 alle 16:14

    Complimenti ai due fratelli. Unico appunto all’articolo: manca la foto della “sorella” quando ganassava l’amicizia col bulletto di Rignano. Peccato

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