Strage degli alberi e bavaglio a chi dissente
Ugo Pellini si dimette dalla Consulta verde

27/3/2021 – Ugo Pellini, storico difensore del verde a Reggio Emilia, si è dimesso dalla Consulta verde dopo aver scoperto che il Comune ha tagliato cinque tigli di viale Umberto ancora sani, ma condannati solo perchè qualche progettista, dirigente e assessore ha deciso che lì non stavano più bene. “Uno dei tigli abbattuti, come testimoniano i cerchi di accrescimento, aveva più di settanta anni – denuncia il famoso naturalista reggiano – Questi alberi furono acquistati dal Sindaco Cesare Campioli, per “l’ ordine e il decoro della città”. Pellini,in una dichiarazione diffusa questa mattina, denuncia anche il bavaglio della censura imposto con un regolamento ai membri delle Commissione ai quali verrebbe d’ora in poi impedito di intervenuire pubblicazioni sulle questioni trattate dall’organismo consultivo, che del resto si è riunita solo un paio di volte in due anni.

Ugo Pellini

“In seguito all ‘abbattimento di cinque alberi dichiarati “sufficienti”, con la precedenza su altri definiti pericolosi, solo perché “incongrui” con il progetto di riqualificazione di viale Umberto I°, ho deciso di dimettermi dalla Consulta del verde del Comune – annuncia Ugo Pellini –  Ne facevo parte come “esperto nominato dall’Assessorato” dalla sua istituzione del 2006.

Il giorno della presentazione del prospettato miglioramento del viale (8 marzo 2018), che prevedeva l’abbattimento di 130 alberi, in nome della trasparenza, avevo richiesto “di segnare le piante in abbattimento con il coinvolgimento della cittadinanza” . Altre perizie agronomiche sono state poi commissionate dal Comune solo per gli alberi che interferivano con la prima idea progettuale, che è rimasta invariata.

Un tiglio tagliato: sano, aveva piùdi 70 anni

Nel verde pubblico ci sono migliaia di alberi nelle stesse condizioni sanitarie di quelli eliminati sui quali (per fortuna) non si interverrà (speriamo) in modo così drastico; per questi cinque non è stata presa in considerazione un’ alternativa progettuale per salvarli”.
Del resto la Consulta del verde, che comunque reclama un aggiornamento di compiti e funzioni “in due anni si è riunita solo due volte e con un’ unica imbarazzante novità: l’ introduzione del “Disciplinare interno”, rivela Pellini.

“I componenti ora “sono tenuti al rispetto dei doveri di ufficio e in particolare del dovere della riservatezza“; di fatto si deve firmare, pena la sospensione e anche la decadenza, di non intervenire pubblicamente su ciò di cui si è discusso. Legalmente questo “rispetto”, vale per i dipendenti dell’Amministrazione o per chi svolge un incarico professionale, ma non per chi, come il sottoscritto, mette a disposizione le proprie competenze, lo fa in modo del tutto gratuito e quindi non accetta nessun tipo di censura”.

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4 risposte a Strage degli alberi e bavaglio a chi dissente
Ugo Pellini si dimette dalla Consulta verde

  1. Anna Rispondi

    27/03/2021 alle 11:49

    Il Prof Pellini, è un bravo botanico spiace che la giunta del Comune di Reggio Emilia non l’ascolti.E’ questa la svolta verde promessa in campagna elettorale da Vecchi ?

  2. Aguzzoli Fabrizio Rispondi

    27/03/2021 alle 16:34

    Questa vicenda è gravissima, perché esprime in pieno la qualità (o meglio il disvalore) delle relazioni fra Sindaco e Giunta con il Consiglio Comunale e più in generale con la città, ma prevedo che anche questa vicenda finirà nel dimenticatoio e la città non saprà trarne insegnamento per il futuro. Morfinizzazione dell’opinione pubblica? Disinteresse? O invece apprezzamento da parte dei cittadini per l’operato di Sindaco e Giunta? Ipotizzo le prime due ipotesi, ma non escludo ovviamente la terza. Rimane, indipendentemente dalla risposta al quesito sovraesposto, l’estrema preoccupazione per come questa città venga amministrata senza alcun rispetto per la parola data, non da ultimo in Commissione consiliare l’Assessore Bonvicini aveva garantito nella prima fase l’abbattimento solo degli alberi in categoria D cioè gravemente sofferenti e non recuperabili. Lo sbeffeggiamento degli impegni presi con il Consiglio Comunale e con la città, nella fattispecie con i Cittadini per Viale Umberto primo, lo svilimento della parola data, significano un impoverimento della qualità della politica in questa città e rappresentano un processo, un disvalore per l’appunto, da cui non vi è ritorno. Mi chiedo cosa rimanga in questa città della tempra e del valore di quegli uomini che, forse dotati di poca cultura accademica, ma ricchi di valori tradizionali, concludevano un contratto con una semplice stretta di mano ben sapendo anche che se uno dei due non l’avesse onorato la comunità non glielo avrebbe perdonato.
    Questo mi preoccupa, che la comunità dei cittadini non sia più capace di indignarsi per il disvalore della politica e quindi di controllare la politica con il premio e la punizione del voto, o forse gli va bene così e la città allora ha la classe dirigente che merita, con la quale più si identifica e che le sta bene.
    Fabrizio Aguzzoli. Consigliere comunale.

  3. Eros Becchi Rispondi

    28/03/2021 alle 16:31

    Solidarietà e condivisione alle motivazioni del Prof. Ugo Pellini per le dimissioni dalla Consulta verde.
    Episodio questo, che da parte dell’amministrazione della città, manifesta un sempre maggiore impoverimento di Cultura Civica

  4. Raffaele Fucili Rispondi

    28/03/2021 alle 19:14

    non si tratta di taglio o abbattimento ma uccisioni dato che gli alberi sono esseri viventi , al loro interno scorre la linfa , non dimentichiamolo. Dietro la parola RIQUALIFICAZIONE c’è un vero e proprio olocausto delle piante , dai 5 cedri di piazza della vittoria alle aiuole fiorite e colorate davanti al municipale ai platani di via Allegri alle quercie per la rotonda dell’indispensabile centro commerciale , i platani di via Matteotti di novellara , i tigli di fabbrico ecc.ecc.e adesso quelli viale Umberto .
    viviamo nella pianura piu’ inquinata d’Europa , le piante andrebbero salvaguardate tutte come bene fondamentale e primario.

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