“State molto attenti”: di chi era quella voce?
Minacce in consiglio, la Lega chiede indagine informatica

11/3/2021 – Ma allora, chi ha detto quel “State molto attenti“, durante la seduta in remoto del comunale di Reggio Emilia? A chi appartiene la voce minacciosa che si è sovrapposta al volto di una consigliera, nel pieno della votazione sull’ordine del giorno della Lega relativo al sindaco Vecchi indagato?

Che fosse una minaccia, e fosse indirizzata alle opposizioni che da giorni reclamano chiarezza sulla situazione del primo cittadino in relazione all’inchiesta sugli appalti pilotati, i dubbi sono prossimi allo zero. Non si è ancora capito se la voce fose di un consigliere, o di un assessore o un funzionario interfacciato con la seduta on-line. E nemmeno se fosse un hacker intrufolatosi nel collegamento.

Matteo Melato con Salvini

Per questo, attesi un paio di giorni nell’eventualità di un chiarimento (che non è arrivato) il capigruppo della Lega Matteo Melato oggi ha chiesto al presidente di Sala del Tricolore, Matteo Iori , di ordinare “tutte le verifiche informatiche e tecniche del caso per capire di cosa si sia trattato“.

Melato, come si legge nella mail inviata al presidente, chiede “che venga verificato l’audio emerso nell’ultimo consiglio comunale; nella fattispecia una voce che dice “STATE MOLTO ATTENTI“, Questo fatto, esaminandolo, ci preoccupa sotto diversi aspetti”, soprattutto dal punto di vista politico, ma anche per il tipo “di strumento utilizzato”. Melato chiede pertanto “che vengano messe in campo tutte le verifiche informatiche e tecniche del caso”.

L’intrusione audio era avvenuto in un momento particolarmente delicato e imbarazzante, per il Pd, la giunta e ovviamente Vecchi. Era in votazione l’ammissibilità di un ordine del giorno presentato dal Carroccio proprio per impegnare il sindaco a informarsi presso la Procura di Reggio Emilia se fosse indagato o no. In proposito il primo cittadino ha detto, nella seduta precedente, di non aver ricevuto alcuna informazione di garanzia, ma a quanto pare non si è neppure attivato a palazzo di Giustizia – del resto è un suo diritto – per sapere come stanno le cose.

Alla fine l’ordine del giorno non è stato ammesso, col voto contrario della maggioranza in blocco. La Lega non si è data per vinta, e ha deciso di presentare l’ordine del giorno con la trafila ordinaria, perchè venga messo in discussione e votato in una delle prossime sedute.

La questione del resto è quanto mai attuale e la rimarrà per parecchio, visto che si è avuta una nuova conferma che l’indagine della Procura, prolungata per sei mesi ed estesa a ben 47 indagati tra cui diversi esponenti politici, al momento non conosciuti, coinvolgerebbe anche il sindaco Vecchi per un’ipotesi di turbata libertà degli incanti (art. 353 del codice penale).

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Una risposta a 1

  1. don Egizio Rispondi

    11/03/2021 alle 20:31

    Se la minaccia non viene identificata il consigliere deve fare un esposto in procura. Essendovi a Reggio presenze della ndrangheta, va verificato se non vi sia stata un’intrusione di un esterno al consiglio comunale. La minaccia è un reato, non folklore.
    La procura può anche procedere d’ufficio, una volta appresa dai media una possibile notizia di reato.
    E la stampa deve fare il proprio dovere – come in questo caso REP.

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