La sera, e anche di giorno, andavamo da Nino
Un libro sulla libreria più amata e arcana di Reggio

31/3/2021 – Dopo un paio d’anni di gestazione è uscito il libro di Pierluigi Tedeschi “Un salto da Nino. Abbecedario della Libreria del Teatro” (ed. Consulta librieprogetti, 240 pagg., ill., 2021) che ripercorre nascita e vicende della storica Libreria del Teatro di Reggio Emilia fondata da Nino Nasi. Non una biografia in senso stretto, e nemmeno un saggio pedante, ma un racconto che sconfina nel sogno tra le nebbie di una città padana, di cui Nino Nasi e la sua libreria, concepita secondo l’alfabeto esoterico di un libraio di altri tempi, hanno rappresentato il paradigma controcorrente nel cuore della città comunista per eccellenza. Paradigma che resiste con le unghie e con i denti.

Il libraio Nino Nasi con il reprint della Nuova Penna,

Nel labirinto di Nino Nasi si trovavano,e sono ancora là, le pubblicazioni più interstiziali di ignoti movimenti politici come delle religioni dimenticate, le rarità bibliografiche che nemmeno Franco Maria Ricci aveva più, la più estesa raccolta, forse al mondo, delle traduzioni del Piccolo Principe. Una libreria da film, da Notte al museo, nella quale personaggi e situazioni dei libri prendono vita e cambiano la loro esistenza (basta avere occhi per vedere e orecchie per sentire), al tempo stesso sirena irresistibile per ogni intellettuale macro e micro della città, luogo di formazione delle idee e di parole perdute. C’è chi alla sera andava in via Veneto, chi a palazzo Masdoni, chi invece faceva un salto da Nino, e solo per questo si sentiva automaticamente innalzato in una elite di lettori, di critici, letterati e ideologi.

A sessant’anni dall’avvio della gestione di Nino Nasi della Libreria del Teatro, il libro di Pierluigi Tedeschi pone un punto fermo sul contributo che questa presenza ha offerto alla cultura e al prestigio di Reggio Emilia, allargandone i confini a tematiche, sensibilità e spinte rivoluzionarie che hanno investito un’epoca e che ancora riguardano la nostra contemporaneità. Tedeschi, dedicando brevi cenni al ruolo che ebbe la libreria nella precedente gestione di Nino Prandi e Arturo Nironi (cioè negli anni che vanno dal 1926 al 1960), “effettua un avventuroso percorso ricostruttivo con immagini, testimonianze, documenti, coinvolgendo nella sua ricerca nomi noti e meno noti della città che hanno frequentato e sono in debito verso la libreria, in un abbecedario che si snoda tra suggestioni letterarie riportando l’attenzione al valore delle piccole metrature
e dell’attività indipendente, come fautrici di rinnovati dialoghi e ricerche oltre stereotipi o massive forme di conoscenza”.
Il volume accoglie scritti di Massimo Zamboni, Camillo Galaverni, Nicola Fangareggi, Ivanna Rossi, Arturo Bertoldi, Giuseppe Caliceti, Michele Moramarco e di tanti altri, offrendo un caleidoscopio di sensazioni e di ricordi che risarciscono la memoria di Nino Nasi e costituiscono l’occasione per promuovere un’efficace tutela e valorizzazione dell’unica libreria storica di Reggio Emilia.

Inoltre accoglie citazioni e immagini sulle frequentazioni della libreria da parte di Corrado Costa e di Pier Vittorio Tondelli.
La prefazione è di Massimiliano Panarari, che individua gli aspetti singolari della ricerca, attribuendo alla presenza della Libreria del Teatro il merito di essere “un piccolo ma prezioso antidoto all’egemonia sottoculturale e allo strapotere acquisito dal capitalismo delle piattaforme”.
L’opera è corredata di numerose fotografie (dell’autore e di Elisa Pellacani, che firma la copertina)
che consentono al lettore di addentrarsi tra libri e scaffalature, appropriandosi del particolare effetto che il luogo detiene e proponendosi come riflessione sull’importanza che un luogo può rappresentare in un contesto sociale.

Il volume, arricchito da testimonianze, documenti, un ricco apparato di note e da un cortometraggio realizzato da Cinzia Pietribiasi, è disponibile nelle librerie e a richiesta all’editore ([email protected]).

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2 risposte a La sera, e anche di giorno, andavamo da Nino
Un libro sulla libreria più amata e arcana di Reggio

  1. GG Rispondi

    01/04/2021 alle 11:27

    Il ‘piccolo principe’ dei Librai della Reggio che fu…
    che nostalghia….

    Ciao Ninoooooo

  2. Remember Rispondi

    01/04/2021 alle 13:41

    Comunista ? E’ riduttivo per un folletto anarchico..

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