Dilaga il contagio nelle scuole: +70%
Chiusura in vista anche nel reggiano
Tra forse e non so, la provincia presto arancione scuro

2/3/2021 – Ma allora, l’Emilia-Romagna finirà tutta arancione scuro? Le voci in questo senso si moltiplicano, dopo l’ordinanza del governatore Bonaccini che ha decretato la “zona rossa” per tutta la città metropolitana di Bologna (sottoposta a una vera esplosione dei contagi) e quasi tutta la Romagna – con l’esclusione del distretto di Forlì – e soprattutto dopo i dati allarmanti sulla diffusione del coronavirus nelle scuole, forniti oggi in conferenza stampa dall’assessore regionale alla Salute Raffaele Donini.

Il fatto è che ancora una volta i responsabili istituzionali sottolineano, rilevano, commentano, esprimono preoccupazione, fanno trapelare decisini probabile in un bombardamento mediatico che comincia nelle trasmissioni tv del mattino, passa per i comunicati e le conferenze stampa di giornata e finisce verso sera nei comizi sui social, però non esprimono mai una certezza, se non all’ultimo momento quando il governatore ha già la penna in mano per firmare una nuova ordinaza.

In questo bailamme, che va di pari passo con la terza ondata del Covid (e questa volta con le sue varianti inglese, brasiliana etc.) è bene prepararsi al peggio, e cioè che le scuole verranno chiuse in tutta la regione, e dunque anche nel reggiano, almeno dalle elementari in su, e che si prepara a breve un nuovo minilockdown sociale con la riduzione al minimo indispensabile dei movimenti fuori casa.

Del resto, l’assessore Donini è stato chiaro: in febbraio oltre seimila bambini, ragazzi, insegnanti e personale delle scuole di ordine e grado dell’Emilia-romagna hanno contratto il coronavirus. Il totale preciso è di 6.080. Un dato senza precedenti, un aumento quasi del 70% rispetto alle quattro settimane piene di gennaio, quando i casi erano stati 3.614, e che equivale, in 28 giorni, a quasi un terzo dei casi dalla riapertura delle scuole a settembre: negli ultimi sei mesi, infatti, complessivamente risultano 18.197 positivi in età scolastica e 3.043 contagi tra insegnanti e personale.

I numeri indicano infatti nelle ultime due settimane – dal 15 al 21 e dal 22 al 28 febbraio – una incidenza superiore ai 350 casi ogni 100.000 persone per tutte le fasce d’età dai 6 ai 18 anni, mentre tra i bambini fino ai 5 anni l’incidenza è vicina ai 250 casi.

“Siamo in una situazione inedita, i dati parlano da soli- ha affermato Donini-: in un periodo di due settimane abbiamo avuto un picco di contagiati che non ha paragoni con i mesi precedenti. E secondo l’interpretazione unanime degli scienziati, compresi i nostri esperti, tutto questo è dovuto alla maggiore diffusività del virus a causa della predominanza della variante inglese.

Abbiamo agito tempestivamente, la prevenzione è stata massiccia sia con i test in farmacia che con il contact tracing, ma nonostante ciò la situazione è molto pesante per questa fascia di età. Ecco perché- ha aggiunto e – abbiamo guardato i territori con maggiore incidenza di contagio, insieme ai parametri ospedalieri, e abbiamo condiviso con tutti gli enti locali e le aziende sanitarie delle misure aggiuntive rispetto alla fascia arancione per ulteriori restrizioni che mettessero al riparo la fascia di età scolastica e riducessero la circolazione delle persone.

Per il futuro, per quanto riguarda le scuole – ha anticipato l’assessore – speriamo di poter sviluppare test di massa vicino agli istituti, non solo nelle farmacie, per alunni, professori e personale”.

Ieri, nel corso del consiglio comunale in remoto, il sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi ha anticipato la possibilita della chiusura delle scuole a Reggio, che potrebbe avvenire già in questa settimana.

“Non possiamo non vedere l’effetto che la variante inglese ha sulla popolazione sotto i 18 anni- ha detto – Per vincere occore avere la capacità di fare ritirate strategiche, anche se temporanee”.

E domenica nella sua visita a Scandiano per l’inaugurazione del vivaio comunale, il governatore Stefano Bonaccini aveva detto: “Siamo pronti a chiudere in altre province come a Bologna, se c’è aumento contagi e sindaci e Ausl lo riterranno necessario”.

Insomma, si continua a navigare a vista, forse che sì, forse che no: ma la rotta porta dritti verso la quarantena.

I DATI DEL CONTAGIO NELLE SCUOLE

Rispetto al totale dei positivi in età scolastica dal 14 settembre, data del primo giorno di apertura degli istituti, la diffusione maggiore si registra nelle scuole primarie (5.682 casi) e in quelle superiori di II grado (5.456 contagi), a seguire le secondarie di I grado (4.441 positivi), i servizi educativi 0-3 anni (1.919 casi) e infine le scuole per l’infanzia (699 contagi).

Tra gli insegnanti, il luogo dove ci sono stati più contagi sono le scuole elementari (975 casi), a seguire le superiori (654 positivi), poi gli asili nido (623 contagi), le medie (485 casi) e le materne (306 positivi).

Cifre che si fanno ancora più significative se si prende in esame il periodo dal 14 al 28 febbraio3.233 casi tra gli studenti (suddivisi tra 1.008 nelle primarie, 939 nelle secondarie di II grado, 723 nelle secondarie di I grado, 389 nei servizi 0-3 e 174 nelle scuole dell’infanzia) e 483 tra gli insegnanti (di cui 155 nelle primarie di I grado, 104 nei servizi 0-3 anni, 93 nelle secondarie di II grado, 69 nelle scuole per l’infanzia e 62 nelle secondarie di I grado).

focolai nati specificatamente in ambito scolastico, dal 7 gennaio all’1 marzo, sono stati in totale 408, e hanno coinvolto complessivamente 2.314 persone tra allievi, insegnanti e personale: 125 nelle scuole elementari, con 763 casi, 83 nelle scuole medie, che hanno comportato 474 positivi, sempre 83 anche alle superiori, dove si sono registrati 400 casi, 76 alle materne, per un totale di 435 contagi, 31 negli asili nido, relativi a 203 casi, e 10 in altri istituti di vario genere, per 39 casi complessivi.

E tutto questo è successo nonostante gli sforzi per il tracciamento e il contenimento del virus siano stati massici: solo per le indagini epidemiologiche relative ai casi in ambito scolastico, dall’inizio delle lezioni sono stati effettuati 226.978 tamponi molecolari e 65.373 tamponi antigenici, a cui si devono poi aggiungere le centinaia di migliaia di test rapidi messi a disposizione nelle farmacie per la campagna di screening volontaria rivolta a studenti, familiari e personale della scuola avviata a metà dicembre. /JF

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