Da oggi Mescolini non è più procuratore di Reggio e prepara il ricorso al Tar

3/3/2021 -Da oggi Marco Mescolini non è più, anche ufficialmente, Procuratore della Repubblica di Reggio Emilia. Nella giornata di ieri il Csm gli ha notificato la delibera, assunta all’unanimità dal plenum del Csm di mercoledì scorso, con cui ha ordinato il suo trasferimento da Reggio Emilia, per incompatibilità ambientale, alla funzione requirente fuori dal distretto dell’Emilia-Romagna.

La reggenza della Procura, in attesa della nomina del nuovo capo, è affidata al magistrato Isabella Chiesi, che peraltro ha una buona esperienza in materia, avendo ricoperto il ruolo di reggente altre tre volte prima di questa.

Il Csm è arrivato a questa grave decisione (che Mescolini ha bollato come “un confino“) sulla base di un’istruttoria condotta dalla Prima commissione,competente per i provvedimenti disciplinari e in particolare su una relazione del consigliere Nino Di Matteo, approvata sempre all’unanimità dalla Prima commissione.

MarcoMescolini

Per il Csm la credibilità del procuratore Mescolini è stata compromessa, e con essa la fiducia sulla effettiva terzietà della Procura reggiana, a causa di una serie di fatti concomitanti: le chat con Marco Palamara per ottenere la nomina a Reggio Emilia, ma anche l’aver negato tale circostanza, giurando sui suoi figli, ai sostituti della Procura; lo strepitus nei media e nell’opinione pubblica per la sua “contiguità”agli ambienti del P; , l’aver posticipato le perquisizioni in Comune per l’inchiesta su bandi e appalti pilotati a quattro giorni dopo le elezioni (determinando così un vantaggio oggettivo, poco o tanto che fosse, a favore del sindaco rieletto Luca Vecchi), l’aver imposto il rinvio delle notifiche di chiusura indagini di “Angeli e Demoni”a dopo le elezioni regionali. Non ultima, la richiesta insistente di non iscrivere il sindaco Luca Vecchi nel registro degli indagati per l’inchiesta bandi e appalti. tuttavia l’iscrizione, voluta dalle pm titolari dell’inchiesta, alla fine è avvenuto, ma è rimasta segreta sino a quando non lo si è appreso dalla relazione Di Matteo.

Determinanti, nel giudizio del plenum, le dichiarazioni rese dalle quattro sostitute – Maria Rita Pantani, Isabella Chiesi, Valentina Salvi e Giulia Stignani – firmatarie dell’esposto che aveva messo in moto il procedimento disciplinare.

Ora il dottor Mescolini, apparso visibilmente provato nel corso della sua ultima intervista a Telereggio, è a casa per qualche giorno, in attesa delle decisioni della Terza commissione di palazzo dei Marescialli che dovrà sottoporgli le proposte nuove sedi.

Il Csm ha deciso che non potrà svolgere funzioni “requirenti” nel distretto giudiziario di Bologna, tuttavia potrebbe esere destinato a funzioni giudicanti nei tribunali dello stesso distretto. Comunque il suo ricorso al Tar del Lazio entro 60 giorni dalla decisione del Csm, è quasi certo: “Gli ho consigliato di aspettare leproposte di sedi e funzioni che saranno formulate dalla Terza commissione prima di decidere se fare ricorso – ha precisato al Carlino Reggio l’avvocato Franco Gaetano Scoca, che lo ha difeso durante il procedimento – In pogni caso credo che luiboglia farlo, più sul profilo materiale che su quello materiale: le motivazioni del plenum, infatti, lo fanno apparire come un magistrato non indipendente e non imparziale”.

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