Aridatece Mescolini: nasce un movimento
Giovanardi: “Attaccano destra, Csm e il cittadino onorario Di Matteo : un capolavoro da trinariciuti

5/3/2021 – “Sbaglio o Nino Di Matteo è cittadino onorario di Reggio Emilia ?“. E’ quanto chiede l’ex senatore Carlo Giovanardi, rimasto colpito al pari di molte altre persone dalla lettera-appello lanciata da una cinquantina di esponenti della sinistra reggiana contro il trasferimento per incompatibilità ambientale dell’ex Procuratore Marco Mescolini, deciso all’unanimità dal plenum del Consiglio Superiore della Magistratura.

L’appello esprime solidarietà a Mescolini e attribuisce il trasferimento a una campagna della destra, che avrebbe usato come “pretesto” le chat tra Palamara e l’ex procuratore che nel 2018, mentre sosteneva l’accusa del maxiprocesso Aemilia contro la ndrangheta, premeva sull’ex boss di Unicost per ottenere la nomina a Reggio.

Inoltre i promotori sostengono che la rimozione di Mescolini mette in pericolo la lotta contro la ndrangheta.

Ora, la relazione al plenum del Csm – che ha messo fra l’altro in luce i “riguardi” usati da Mescolini nei confronti del sindaco Vecchi e verso il Pd (per quanto riguarda l’inchiesta Angeli e Demoni), e ha proposto il trasferimento in una sede requirente fuori dal distretto emiliano-romagnolo – è stata scritta dal consigliere Nino Di Matteo, uno dei magistrati più noti ed esposti sul fronte della lotta alle mafie. Proprio per il suo comportamento eroico, il consiglio comunale gli ha conferito la cittadinanza onoraria di Reggio Emilia, con delibera assunta all’unanimità il 12 dicembre 2016.

Questo aspetto ha colpito Giovanardi che, in una dichiarazione, ha rispolverato il termine “trinariciuti” (inventato negli anni 50 da Giovannino Guareschi) per attaccare i promotori della lettera pro-Mescolini.

“Complimenti ai firmatari dell’ appello- scrive l’ex senatore centrista – che in un solo documento hanno attaccato non soltanto la “destra” ma anche un concittadino illustre, premiato per il suo impegno contro la mafia, e con lui l’ intero CSM.

I trinariciuti del tempo di Peppone e Don Camillo, che  tutti pensavano estinti da tempo, non avrebbero potuto far di meglio contro ” la reazione sempre in agguato “. 

Antonino Di Matteo

LA MOTIVAZIONE DELLA CITTADINANZA ONORARIA DI REGGIO EMILIA A NINO DI MATTEO

“Un servitore dello stato che non arretra di fronte alle minacce delle cosche”

“Antonino Di Matteo è un servitore dello Stato che non arretra di fronte alle minacce delle cosche, che lo costringono a vivere sotto scorta da oltre vent’anni. Sostituto procuratore della Direzione Distrettuale Antimafia di Caltanissetta nel 1991, diviene pubblico ministero a Palermo nel 1999, e intraprende una serie di inchieste cruciali sulle stragi di mafia, ottenendo successi decisivi nelle indagini sull’uccisione di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e degli agenti delle rispettive scorte e sugli omicidi di Rocco Chinnici ed Antonino Saetta.

Più volte minacciato di morte anche dal boss Totò Riina di cui aveva ottenuto la condanna all’ergastolo, ha proseguito nel suo impegno di magistrato senza arretramenti, suscitando nella sua città e nel Paese un vasto movimento di consapevolezza civile contro le mafie. Reggio Emilia riconosce in lui la propria vocazione di città antimafia, come comunità civile che negli ultimi anni ha contrastato con forza e con determinazione l’infiltrazione delle cosche sul territorio.

Il conferimento della cittadinanza onoraria di Reggio Emilia ad Antonino Di Matteo è il sigillo civico posto su una comunanza di valori e di azione nella lotta contro l’oppressione mafiosa, per la libertà, la legalità, la Costituzione repubblicana e dell’Italia che non si arrende.”

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Una risposta a 1

  1. Beppe Parazzini Rispondi

    06/03/2021 alle 12:02

    Ulteriore dimostrazione di collusione degli orfani trinariciuti cuna certa indegna e faziosa magistratura.

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