Chiesti 24 rinvii a giudizio
“Bandi su misura, prassi radicata nel comune di Reggio”
Le indagini continuano per altri 21, compreso il sindaco Vecchi

31/3/2021 – Inchiesta appalti e nomine pilotate in comune a Reggio Emilia: la Procura della Repubblica ha chiesto il rinvio a giudizio per 24 delle 26 persone alle quali nel settembre 2020 era stato notificato l’avviso di fine indagini nei loro confronti, nell’ambito dell’inchiesta sulle
“gravi irregolarità ” riscontrate nella gestione di appalti pubblici indetti dal Comune di Reggio, e documentate anche con intercettazioni, soprattutto attraverso un trojan infilato nello smartphone dell’avvocato Santo Gnoni, all’epoca responsabile dell’ufficio legale di piazza Prampolini. La richiesta del processo riguarda soprattutto dirigenti ed ex dirigenti, funzionari, ex funzionari e consulenti del comune di Reggio, e investe in pieno il livello politico: fra gli indagati l’ex assessore Mirko Tutino, il presidente dell’Istituzione scuole de nidi dell’infanzia Nando Rinaldi (già presidente del consiglio comunale) l’ex presidente di Asp Raffaele Leoni e lo stesso sindaco Luca Vecchi, al quale solo di recente è stato notificato un avviso di proroga delle indagini risalente a un anno e mezzo fa. Vecchi, comunque, dovrebbe figurare nel gruppo di 21 indagati per i quali la posizione è in corso di definizione, e per i quali i p.m. Valentina Salvi e Giulia Stignani hanno chiesto e ottenuto una ulteriore proroga delle indagini di sei mesi.

Giugno 2029: il p.m. Valentina Salvi lascia il Municipio dopo le perquisizioni

A conti fatti, il totale degli indagati è di 47, mentre 26 sono le persone che in settembre avevano ricevuto l’avviso di fine indagini, 24 quelle per le quali la Procuradi Reggio Emilia ha chiesto il rinvio a giudizio, e 21 quelle per cui le indagini sono tuttora in corso. Tra queste anche il sindaco Luca Vecchi.

L’inchiesta era iniziata nel 2016 a seguito di alcune dichiarazioni fatte da privati e hanno visto
tra giugno 2017 e aprile 2019 il deposito di “plurime informative” della Guardia di Finanza, per i reati di turbata liberta’ degli incanti, falsità in atto pubblico, rivelazione di segreto d’ufficio e corruzione.

L’attività investigativa è culminata nel giugno di due anni fa quando le Fiamme
Gialle si sono presentate in Municipio a perquisire gli uffici di 14 indagati, sequestrando numerosi documenti. Perquisizioni autorizzate dall’ex procuratore Marco Mescolini solo 4 giorni dopo il ballottaggio che aveva decretato la vittoria di misura del sindaco Luca Vecchi. E ciò, precisò l’ex procuratore, per non inteferire nella campagna elettorale.

Una montagna di materiali in cui i finanzieri hanno scavato dal dicembre 2019 a luglio 2020, confermando secondo la Procura “quelle vistose e reiterate anomalie che gia’ ab origine erano emerse“.
Nello specifico, come riporta oggi una nota del Procuratore reggente Isabella Chiesi, si conferma nei fatti accertati “la sussistenza nell’amministrazione comunale di Reggio Emilia di una radicata prassi che coinvolgeva alcuni soggetti, apicali e non volta sia ad indicare nei bandi cui la stessa amministrazione risultava essere stazione appaltante requisiti per la partecipazione alle gare che sapevano in possesso soltanto di alcune persone (fisiche o giuridiche) e che
in tal modo si volevano favorire”. E sia “successivamente a gestire la gara in modo da far da far vincere quelle persone sin da principio individuate come aggiudicatarie”. In sostanza, “una radicata prassi volta a confezionare bandi su misura“.

Bandiere a mezz’astai n Comune

Alcuni indagati, riferisce l’agenzia Dire, hanno nel frattempo chiesto di poter essere interrogati, ed è in questo contesto che potrebbe essere maturata la decisione degli inquirenti di stralciare quindi due posizioni dalle richieste di rinvio a giudizio depositate oggi.

A marzo di quest’anno, come accennato, un’integrazione all’attivita’ investigativa ha portato a
iscrivere nel registro degli indagati altri 21 soggetti, tra cui il sindaco Luca Vecchi che alla fine lo ha ammesso.
In merito la Procura di Reggio precisa che “la posizione dei soggetti iscritti nel registro degli indagati e non destinatari dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari è stata separata ed e’ in corso di definizione”. Il valore degli appalti sotto la lente degli inquirenti si aggira intorno ai 27 milioni: l’appalto più cospicuo riguarda il trasporto scolastico e la gestione parcheggi.

Al centro dell’inchiesta c’è Santo Gnoni, all’epoca dei fatti non solo capo dell’ufficio legale, ma anche componente della commissione tributaria provinciale: è l’unico indagato, tra quelli la cui posizione è definita, al quale viene contestata l’accusa di corruzione.

Il sindaco Luca Vecchi

I NOMI DEGLI INDAGATI DELLA PRIMA TRANCHE

I 26 indagati (che hanno ricevuto l’avviso di fine indagini a metà settembre) sono Santo Gnoni, Stefano Poma, comandante della Municipale, Roberto Montagnani, dirigente comunale, l’ex assessore alla Mobilità Mirko Tutino e Nando Rinaldi, presidente dell’Istituzione Nidi e Scuole d’Infanzia di Reggio, l’ex dirigente dell’Istituzione, Paola Cagliari, il dirigente Alessandro Meggiato e Raffaele Leoni, ex presidente di Asp.

Oltre a questi figurano avvocati, consulenti e altre persoe: Giuseppe Altieri, Daniela Agosti, Anna Messina, Valeria Sborlino, Paolo Coli, Matteo Fortelli, Roberto Ugolotti, Anna Maria Mazzocchi, Tiziana Tondelli, Stefano Vaccari, Ivana Ceccardi, Alessandro Lucci Lorenzo Corradini, Vincenzo Corradini, Luigi Severi, Ermes Ruozzi e Maria Marzi.

LA GIUNTA: “SEMPRE TRASPARENTI”

“L’Amministrazione comunale di Reggio Emilia prende atto della comunicazione attraverso la quale la Procura ha annunciato la richiesta di 24 rinvii a giudizio in riferimento all’inchiesta sulle gare.

Il passaggio odierno si configura come compimento dell’attività d’indagine nota sin dal 2019 – scrive la Giunta di Reggio Emilia in una nota diffusa oggi – ed emersa con ulteriori passaggi pubblici anche nel 2020. In quella fase l’atto di chiusura indagini riguardava 26 persone, delle quali appartenenti alla pianta organica del Comune di Reggio Emilia risultavano essere 7.

Fin dalla prima ora l’Amministrazione si è comportata in modo responsabile, con trasparenza, assumendo tempestivamente decisioni coerenti e conseguenti, in base alle leggi vigenti e ai regolamenti Anac.

Nel ribadire fiducia nell’operato degli organi inquirenti e il rispetto per il procedimento in corso l’Amministrazione comunale di Reggio Emilia è fiduciosa che le persone in questione sappiano chiarire gli addebiti loro mossi e dimostrare estraneità ai rilievi avanzati; posizione – questa – espressa sin da allora”.

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