Una targa e un albero per Palatucci
questore martire Giusto tra le Nazioni

11/2/2021 – Il 10 febbraio 1945 il Questore reggente di Fiume Giovanni Palatucci moriva di stenti, a soli 36 anni, nel campo di concentramento nazista di Dachau. I tedeschi lo avevano catturato nel settembre 1944, accusandolo di intelligenza col nemico, a seguito delle sue azioni che avevano permesso di salvare dalla deportazione un grande numero di ebrei , e per il suo progetto di costituzione di uno “Stato Libero di Fiume“. Giovanni Palatucci è Medaglia d’Oro al Merito Civile, conferita nel 1995, ma prima ancora – il 12 settembre 1990 – lo Yad Vashem lo aveva riconosciuto Giusto tra le nazioni.

Nell’anniversario della morte, avvenuta due mesi prima della liberazione del campo di Dachau, la Questura di Reggio Emilia – con il sostegno del Comune – rendeì onore al martire con lo scoprimento di una targa e la piantumazione di un albero, un esemplare di storace americano ( “Liquidambar Styraciflua”).

La commemorazione è in programma questa mattina, giovedì 11, alle ore 11,30 nel Parco Santa Maria attiguo al complesso della Questura di Reggio Emilia, alla presenza delle autorità civili emilitari.

Giovanni Palatucci
  • Il 17 aprile 1955 fu concessa a Palatucci la Medaglia d’Oro alla memoria dall’Unione delle Comunità Israelitiche d’Italia con la seguente motivazione: «Commissario all’Ufficio stranieri della Questura di Fiume, tanto operò in favore degli ebrei e di altri perseguitati, che venne arrestato dai nazisti nel settembre 1944 e deportato in Germania. Le sevizie e le privazioni del campo di sterminio, a Dachau, ne troncarono, alla vigilia della liberazione, la mirabile esistenza. Se al suo nome nello Stato d’Israele sono state dedicate una via e una foresta, gli ebrei d’Italia vogliono anch’essi onorarne il ricordo».
  • Questa invece la motivazione della Medaglia d’Oro conferita dalla Repubblica Italiana:
«Funzionario di Polizia, reggente la Questura di Fiume, si prodigava in aiuto di migliaia di ebrei e di cittadini perseguitati, riuscendo ad impedirne l’arresto e la deportazione. Fedele all’impegno assunto e pur consapevole dei gravissimi rischi personali continuava, malgrado l’occupazione tedesca e le incalzanti incursioni dei partigiani slavi, la propria opera di dirigente, di patriota e di cristiano, fino all’arresto da parte della Gestapo e alla sua deportazione in un campo di sterminio, dove sacrificava la giovane vita.»

GIOVANNI PALATUCCI SERVO DI DIO

Su Giovanni Palatucci è in corso da anni la causa di canponizzazione, aperta dal Vicariato di Roma nel 2002. Nel 2004 è stato proclamato Servo di Dio. Per lungo tempo il vice postulatore della causa era stato il reggiano monsignor Pietro Iotti, recentemente scomparsoa 97 anni, che aveva fondato e presieduto l’associazione nazionale intitolata al questore martire.

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