Trasferimento di Mescolini, imbarazzo a 5 Stelle
“Chiarezza su fatti e persone, in attesa delle motivazioni del Csm”

25/2/2021 “Il Procuratore di Reggio Emilia, dott. Mescolini, verrà trasferito per incompatibilità ambientale, questa è stata la decisione presa dal plenum del Consiglio Superiore della Magistratura. Questo rappresenta un fatto molto grave; abbiamo massima fiducia nella Procura ma quanto è successo deve essere chiarito quanto prima”.

Lo dichiarano in una nota i parlamentari emiliano-romagnoli del Movimento 5 Stelle, Maria Edera Spadoni, Sabrina Pignedoli, Davide Zanichelli, Stefania Ascari, Maria Laura Mantovani, Gabriele Lanzi, Alessandra Carbonaro, Michela Monteveccchi, Marco Croatti e Giulia Sarti.

Si tratta di una presa di posizione allì’insegna della cautela, che nella sostanza si limita a chiedere trasparenza e sospende il giudizio “in attesa delle motivazioni della sentenza del Csm”. Evidente l’imbarazzo di fronte a una decisione unanime dell’organo di autogoverno della magistratura che – sulla base delle motivazioni contenute proposta di delibera redatta del consigliere Nino Di Matteo – allontana dagli uffici giudiziari dell’Emilia-Romagna un magistrato osannato per anni dai pentastellati, e non solo, come grande accusatore del processo Aemilia contro la ndrangheta. ù

Nella loro nota, gli onorevoli M5S silimitano a ricapitolare la vicenda, dalle chat tra Mescolini e Palamara sino al trattamento di favore di cui ha oggettivamente goduto il sindaco Luca Vecchi.

LE CHAT CON PALAMARA   

“Mescolini: “Su Reggio Fai di tutto per chiudere se puoi. È importante per tutto. Marco”. Palamara: “Grande Marco faremo il possibile ma tutto sotto controllo anche se non votiamo oggi”. Questo un estratto delle chat intercorse il 21 febbraio 2018 tra il dott. Palamara, all’epoca consigliere del CSM e presidente della Quinta Commissione, e il dott. Mescolini pubblicate a mezzo stampa nel mese di agosto 2020″.

Come si legge dal testo del provvedimento deliberato dalla Prima Commissione del CSM in data 17 novembre 2020, “la vicenda trae origine da una nota trasmessa da quattro sostituti procuratori di Reggio Emilia, dott.sse Pantani, Chiesi, Salvi e Stignani le quali lamentavano di non sentirsi nelle condizioni di svolgere il proprio lavoro con la serenità necessaria”.

La situazione di generale malcontento dell’ufficio sarebbe esplosa all’indomani delle pubblicazioni delle chat tra Mescolini e il dott. Palamara e dell’insistente campagna mediatica che ha investito la Procura di Reggio Emilia. Nel suddetto provvedimento, si legge: “Tra le citate chat alcune sembrano evidenziare indebite e pressanti richieste al dottor Palamara finalizzate alla nomina di Mescolini come Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Emilia”.

“Chiediamo chiarezza inoltre sul presunto intervento del Procuratore Mescolini volto a ritardare le perquisizioni relative alle indagini sui bandi del Comune e sulle case di riposo di Reggio Emilia. Secondo quanto dichiarato dai sostituti procuratori auditi, in particolare dalla dott.ssa Maria Rita Pantani, le colleghe Stignani e Salvi, “si erano lamentate del fatto che, nel corso dell’indagine sui bandi del Comune, avevano subito pressioni dal dott. Mescolini il quale, in particolare, per come le era stato raccontato, aveva preteso la posticipazione di già programmate perquisizioni negli uffici comunali a una data successiva allo svolgimento delle consultazioni elettorali per l’elezione del Sindaco”. Inoltre dalla audizione della dott.ssa Salvi emerge che “lo stesso Mescolini avrebbe chiesto, a fronte di una precisa denuncia della Polizia Giudiziaria, di non iscrivere tra gli indagati i soggetti la cui posizione giudiziaria appariva debole, fra cui il Sindaco Vecchi”.”

Aggiungono i pentastellati: “Lo stesso Sindaco Vecchi, indagato dalla Procura di Reggio Emilia proprio nell’ambito delle indagini riguardanti i Bandi, ha pubblicamente esternato la sua solidarietà al Procuratore Mescolini quando veniva attaccato dalla stampa locale”.

“Nel testo del provvedimento del relatore Consigliere Di Matteo c’è posto anche per l’indagine che ha scosso il sistema dei servizi sociali in provincia di Reggio Emilia. Si legge infatti, dall’audizione della dott.ssa Chiesi, che a gennaio dovevano essere notificati gli avvisi di conclusione delle indagini ma “il dott. Mescolini non voleva perché c’erano le elezioni regionali. La collega Salvi, in tale occasione, si impose ma poi venne lasciata sola nella conduzione delle indagini senza neanche un coassegnatario.”

“Aspettiamo le motivazioni della sentenza del CSM e chiediamo chiarezza e trasparenza sui fatti accaduti e sulle persone coinvolte.” conclude la dichiarazione collettiva dei dieci parlamentari 5 Stelle,

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