Sicrea risorge dal crac coop
Nuova società rileva i cantieri con capitali del gruppo romano Imaco

11/10/2021 – Sicrea, la società di costruzioni del mondo Legacoop finita in liquidazione coatta amministrativa, risorge dalle sue ceneri.

In questi giorni è stata costituita davanti al notaio la società Sicrea Cantieri, destinata a rilevare un ramo d’azienda attivo del gruppo reggiano guidato sino a un anno fa da Luca Bosi e che, dopo aver assorbito personale e cantieri delle cooperative di costruzioni in fallimento, è stato a sua volta travolto dai debiti.

Stefano Boccuccia

Presidente di Sicrea Cantieri è Stefano Boccuccia, imprenditore romano delle costruzioni. L’operazione, tessuta dal liquidatore di Sicrea Alfredo Medici – grazie anche a decenni di relazioni maturate a Roma – è resa possibile dalla ricapitalizzazione operata dal gruppo costruzioni Imaco, guidato dall’ex presidente nazionale dei Giovani di Confindustria, Alessio Rossi .

Alfredo Medici

Intanto Alfredo Medici, coadivato da un pool di avvocati, si appresta a depositare al Tribunale di Reggio Emilia il piano di concordato, comprensivo anche della proposta di riassetto. I termini per la presentazione del piano, prorogati con decreto de Tribunale del 10 novembre, sono in scadenza.

Alessio Rossi
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5 risposte a Sicrea risorge dal crac coop
Nuova società rileva i cantieri con capitali del gruppo romano Imaco

  1. giosué Rispondi

    11/02/2021 alle 16:03

    Povra me ! Altra invasione di cottimismo e di mano d’opera d’oltre mare. Ed i cooperatori emiliani dove sono finiti ?

    • Peppe Rispondi

      12/02/2021 alle 21:42

      Rilevare Sicrea ? Non sarebbe meglio ristrutturarla ?
      Unieco venne fatta crescere da dirigenti onesti ed esperti. Poi qualche personaggio fece deragliare tutto. Unieco con l’alta velocita’ insieme ad Unicall. Unieco strumentalizzata da politici di Modena. Poi non se ne fece nulla. Poi il tesoriere Medici, la liquidazione, qualche artigiano ex Unieco mi parlo’ dei contrasti in seno al con. Amministrativo. E poi le istruzioni al limite, soprattutto A Brescia, come se nessuno li potesse inquadrare . Sarebbe bastato un dirigente apolitico. Tante’ che la sezione infissi continua a lavorare nonostante le malgestioni. Parlare di fallimento di Unieco che fattura più di 700 milioni anno, mi sembra un incubo che i dipendenti e artigiani avvertirono e subirono. Nella regione Emilia Romagna quasi tutti i centri commerciali realizzati da Unieco. Ora un nuovo prenditore ?

  2. giosué Rispondi

    13/02/2021 alle 17:14

    Valeva per Sicrea ma ancor più per Tecton, finita anch’essa in malo modo(/liquidazione coatta) quando con un piccolo sforzo e cambiando la presidenza si poteva salvare ed oggi sarebbe stata l’unica impresa a Reggio e per di più cooperativa che opererebbe sul mercato, del quale tra l’altro Tecton era specializzata.
    Per UNieco e Coopsette e forse CMR di Reggiolo una pessima scelta( il concordato poi la liquidazione coatta) le ha affossate, quando il ricorso all’amministrazione straordinaria, come è avvenuto per altri medie e grandi imprese, poteva permettere il salvataggio. Oggi sarebbero state preziose per le grandi opere infrastrutturali. Hanno pagato il prezzo di responsabili provinciale coop. non all’altezza per non dire di più.

  3. gianni Rispondi

    13/02/2021 alle 17:18

    Il dott.Medici non era il funzionario del PCI che curava tutti gli interessi immobiliari del partito in Italia ?

    • Giorgio Rispondi

      17/02/2021 alle 17:22

      Evidente che si e’ curato i propri interessi. Mi spiace chi si e’ rovinato (imprese) a causa di cotal funzionari . Invano si troveranno soluzioni. Invano.Abbiam ben visto in epoca di covid le creste che si sono fatte le imprese politicizzate.Io invoco da anni una legge sulla responsabilita’. Invece qui grazie all iŕresponsabilita’ si fanno beffa dei cittadini elettori. E potrei andare Avanti per mesi e mesi.

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