Lettera aperta sul pestaggio della tredicenne
“Disagio giovanile alle stelle, la politica si svegli”

DI FEDERICA PRATI

28/2/2021 – L’aggressione ai danni della tredicenne, avvenuta in centro storico e alla luce del sole, deve servire da campanello d’allarme a tutta la politica reggiana.

E’ evidente ormai che esiste un serio problema in termini di disagio giovanile, e lo vediamo nel fenomeno delle baby gang, nei pestaggi fra adolescenti e alle notizie di cronaca che dimostrano chiaramente come i minorenni più fragili siano un target preciso della microcriminalità. Le parole del prefetto Rolli sono un chiaro monito alla politica della nostra città: è ora di prendere in mano la situazione e di agire tempestivamente prima che il problema diventi incontrollabile. 

Ci troviamo in un periodo storico molto difficile per le fasce adolescenziali che soffrono delle difficoltà sociali che il Covid ci ha lasciato, gli studenti di oggi soffrono enormemente la mancanza di socialità vera e propria che non sia quella sui social o comunque virtuale. Questi ultimi, spesso e volentieri, non fanno altro che amplificare le criticità dando ai ragazzi un vetro e una tastiera dietro i quali il cyberbullismo corre veloce, attraverso la condivisione di video violenti o di natura privata, che giorno dopo giorno educano gli adolescenti a un linguaggio di brutalità e ferocia.

Il pestaggio della tredicenne in via Secchi

L’agenda politica post Covid dovrà necessariamente tenere conto di questi disagi, già esistenti ma esacerbati dalla pandemia, che nel pieno dell’emergenza sanitaria stanno mostrano il loro volto più critico. Il disagio giovanile non potrà più costituire argomento di serie B per la classe politica di oggi, ma dovrà essere una priorità da destra a sinistra, nessuno escluso.

Sul tema sarà necessario per le forze di maggioranza e opposizione, tutte, offrire la più ampia collaborazione alle istituzioni e al contempo definire una strategia con la Giunta che sia di decisa repressione verso questi fenomeni, andando a intercettare e curare le difficoltà sul nascere, dalle scuole e dall’associazionismo in primis. Sono mamma di una bambina che ho deciso di far nascere e crescere a Reggio Emilia: mi auguro di lasciarle una città sicura e in grado di rispondere velocemente alle difficoltà.

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