Le vedove inconsolabili di Giuseppi Conte

DI DARIO CASELLI

Dario Caselli

18/2/2021 – L’addio di Giuseppe Conte ha lasciato numerose vedove inconsolabili, soprattutto sui social è un grande decantare le qualità dell’uomo, che ci sono, e del suo operato politico, meno evidenti. Piange Casalino, applaudono i dipendenti di Palazzo Chigi, lo fanno sempre, visti i privilegi di cui godono, questa volta sono stati più calorosi, il che depone a favore dell’uomo.

Dato a Giuseppe Conte l’onore delle armi, cerchiamo di capire perché, avendo tutte le qualità che gli attribuiscono le sue inconsolabili vedove, sia caduto. Purtroppo quando perdi è perché hai giocato peggio dei tuoi avversari, e non è così rilevante se si sono rivelati un po’ fallosi.

Di certo Conte detiene il record italiano del trasformismo, è infatti l’unico premier che sia passato, senza soluzione di continuità, da un governo con la destra ad uno con la sinistra. Neppure Agostino Depretis riuscì a farlo, ma ha pure tentato il tris con il governo dei responsabili, meglio sarebbe dire voltagabbana.

Chi si straccia oggi le vesti per essere al governo con la Gelmini e la Carfagna, dovrebbe ricordarsi che il Conte ter si sarebbe retto col voto della “badante” di Berlusconi, Maria Rosaria Rossi, mai nome fu più ironico, ricevuta addirittura a Palazzo Chigi.

Questo sforzo di durare, aveva fatto perdere di vista il degrado del Paese: 160 tavoli di crisi, alcuni antecedenti il Conte uno, Alitalia, Ilva, Autostrade, da anni in attesa di soluzione; dal grido toninelliano abbiamo cacciato i Benetton, all’infinito mercanteggiamento con loro. Dopo il reddito di cittadinanza senza politiche attive e dopo quota cento, nessuna riforma strutturale, né della giustizia, né della burocrazia, né del codice degli appalti. Certo, è arrivata la pandemia e l’impegno del premier è stato encomiabile, ma i provvedimenti, una volta presi spesso poche ore prima, non venivano mai attuati con solerzia, con veri e propri errori: dai banchi a rotelle, alle primule, agli acquisti miliardari del commissario demiurgo Arcuri.

Volendo essere pignoli, dobbiamo ricordare alle nostre vedove inconsolabili che il governo Conte due ha votato la norma antiscalata, per salvare le aziende dello psiconano, lo stesso di cui oggi schifano l’alleanza, e l’oscura e pessima vicenda della mancata nomina di Di Matteo al Dap.

Però gli errori più grandi sono stati due: il primo l’aver tentato di costituire un proprio partito sull’onda di una popolarità evidente, anche se drogata dall’epidemia, il che ha lasciato indifferente l’evanescente Zingaretti, ma ha spaventato il gruppo dirigente dei 5 Stelle, Matteo Renzi e pure gli ex renziani del Pd.

L’idea di Conte leader di un nuovo centrosinistra piaceva solo a D’Alema e Zingaretti.

Il secondo errore è stata la disastrosa gestione del Recovery Plan e della sua governance, forse più per colpa dell’inconsistente ministro del Tesoro Gualtieri, ma questa confusione ha spaventato le cancellerie e ciò, unito ai dubbi dell’amministrazione Biden che ricordava i rapporti stretti con Trump e con la Cina dei governi Conte uno e due, ha acceso la miccia o meglio, ha armato la mano di Renzi e dei suoi alleati silenziosi, che oggi troviamo tutti nel governo Draghi.

Forse Conte avrebbe fatto di più e meglio se chi lo aveva portato al premierato, cioè i 5 Stelle, non ne avessero costantemente frenato l’azione con un certo velleitarismo e una forte mancanza di pragmatismo, per poi mollarlo rapidamente, ma l’aver gestito questo rapporto con superbia e ambiguità è stato, da parte di Conte e Casalino, uno sbaglio fatale.

Non sono mai gli altri che vincono, sei tu che perdi e dopo non resta che piangere, ma sul latte versato.

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2 risposte a Le vedove inconsolabili di Giuseppi Conte

  1. Fausto Poli Rispondi

    18/02/2021 alle 21:47

    Direi che chi piange sono le categorie di cittadini che si aspetterebbero novita’, nuove infrastrutture, la messa a frutto di moderne organizzazioni pubbliche, visti i decantati meriti delle app. (applicazioni). Sig. Caselli dovrebbe scrivere su quotidiani anche nazionali, visto il Suo grado di conoscenza politica. Io preferisco un esecutivo che sviluppi e ammoderni il Paese a favore di tutti. Pure delle banche. Draghi non credo porti con sé tecnici esperti. E l’agenda e’ fitta di impegni. Ma risolveranno ? Risolveranno i casi Ilva,Alitalia, le ferrovie e i vagoni obsoleti, il problema di investire in maniera produttiva e altro ? Risolveranno il miglioramento delle condizioni di lavoro in certe strutture con stipendi bassissimi, e poi le crisi sindacali, e poi tanto altro. I media stanno producendo una marea di materiale. Almeno fosse materiale propositivo. Siamo in una nuova fase elettorale. Le promesse arrivano copiose da ogni fazione politica. Sig. Caselli Lei e’ sempre aggiornato e me ne compiaccio. A me interessa che la macchina dello Stato funzioni. Ma credo che anche Lei si aspetti questo. Cordiali Saluti.

  2. giosuè Rispondi

    07/03/2021 alle 17:07

    In mezzo al marasma ed alla pochezza dei politici italiani dobbiamo riconoscere a Conte di aver salvato il nostro Paese dal caos e dalla fine, isolati dall’Europa ed indebitati fino ai capelli. Anzi è riuscito a crearci un po’ di dignità in Europa e nel mondo. Tutto il resto sono chiacchiere ed intrighi di politicanti di basso livello.
    Mi auguro che Conte dia un aiuto a 5 stelle, perché si organizzi, acquisti dignità e raccolga tutte quelle forze positive che l’Italia ancora ha. Abbiamo necessità di un movimento nuovo, non inquinato dagli intrallazzi e dai metodi che hanno formato la classe politica ancora in auge.
    Quanto al PD, giusto collaborare ma niente di più, perché è troppo inquinato da una classe di potere ex PCI ed ex DC, che porta i difetti ed i vizi della loro storia.

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