Impianti sci chiusi a tradimento
Sollevazione generale: “Così non va, ristori subito”
Bonaccini inferocito: “Stupore e sconcerto”


15/2/2021 – Sollevazione generale anche a Reggio contro la decisione del ministro Speranza, di rinviare all’ultimo momento l’apertura degli impianti delle stazioni sciistiche al 5 marzo. La decisione incide anche sulle tre stazioni sciistiche dell’Appennino reggiano: Cerreto Laghi, Febbio e Ventasso.

CONFCOMMERCIO: LAST MINUTE DISASTROSO, COSI’ NON VA

«Non si entra nel merito delle decisioni sulla salute pubblica – commenta in proposito il presidente di Confcommercio Reggio Emilia, Davide Massarini – ma sulla modalità con cui si continua, nonostante i nostri incessanti richiami al Governo, a trattare le imprese come se fossero un interruttore da accendere o spegnere all’occorrenza.

Davide Massarini

Bisogna che il ministro Speranza ci ascolti. Gestendo con queste tempistiche le decisioni sulle aperture e chiusure delle attività si crea un danno economico maggiore. Gli impianti sciistici hanno investito e assunto persone, così come gli alberghi. Stessa cosa che era avvenuta per i pubblici esercizi in occasione delle festività. No, così non va!», conclude Massarini: «Ci auguriamo davvero il nuovo Governo cambi passo nella gestione sia per la tenuta economica sia per quella sociale. Le scelte last minute non fanno che aggravare su tutti i fronti questa situazione».

FIORINI: CAMBIARE MARCIA E SUBITO, INDENNIZZI IMMEDIATI

La deputata reggiana della Lega Benedetta Fiorini, segretario della Commissione Attività produttive della Camera, reclama “indennizzi immediati ai gestori degli impianti sciistici. Rispetto per la montagna, per gli imprenditori, i lavoratori della filiera e per tutto l’indotto del turismo della neve devastati dalla pandemia prima e dal ‘metodo Conte‘ poi. Da mesi ribadiamo che ripartire in sicurezza si può, e dunque si deve. Richiudere ora, a distanza di poche ore dalla tanto sperata ripartenza, dopo aver sostenuto investimenti e stretto i denti fino all’inverosimile, significa non solo stagione finita ma anche chiusura definitiva delle attività. Uno scenario inaccettabile. La priorità è cambiare marcia e subito, non continuare a tirare il freno a mano con continui ‘stop and go’ tanto estenuanti quanto imbarazzanti”. 

5 STELLE: “RISTORI CELERI E ADEGUATI”

Benedetta Fiorini

“Ristori celeri e adeguati” vengono chiesti anche dai parlamentari M5S Davide Zanichelli, Maria Edera Spadoni, Maria Laura Mantovani e Gabriele Lanzi. “Con la chiusura degli impianti sciistici il turismo della montagna è uno dei settori maggiormente penalizzati dalla pandemia. A causa della decisione di posticipare la riapertura degli impianti, moltissime imprese che attendevano la data del 15 febbraio per riaprire le attività, dovranno attendere ancora, ed è quindi urgente un intervento tempestivo che garantisca loro dei ristori celeri e adeguati. Pensiamo per esempio a località della nostra provincia come Cerreto Laghi: il prolungarsi della chiusura degli impianti in assenza di aiuti sarebbe un dramma economico”,

BONACCINI: SIAMO SCONCERTATI, AIUTI SUBITO

Severa la reazione del presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, che guida la Conferenza Stato-Regioni: “Non posso non esprimere stupore e sconcerto, anche a nome delle altre Regioni, per la decisione di bloccare la riapertura degli impianti sciistici a poche ore dalla annunciata e condivisa ripartenza per domani”..

 “Solo una settimana fa – argomenta – il Cts aveva validato la riapertura di queste attività in zona gialla attraverso linee guida molto stringenti, formulate dalle Regioni in accordo coi gestori e secondo le indicazioni dei tecnici”.

Poi, sottolinea ancora Bonaccini, “in queste ore, abbiamo assistito ad un cambio repentino di orientamento da parte del Cts, che spiazza totalmente i gestori degli impianti e quanti avevano già prenotato”.
    In questi mesi, evidenzia Bonaccini, “non mi sono mai permesso di sindacare le misure per contenere i contagi, perché il contrasto dell’epidemia era e resta la priorità; ma cambiare le regole all’ultimo minuto è un danno enorme per gli operatori economici, che hanno già visto saltare il grosso della stagione invernale e si erano preparati con pazienza e sacrificio alla giornata di domani. Le regole si rispettano – ha concluso Bonaccini – ma ora servono subito aiuti economici concreti e immediati”.

Stefano Bonaccini

LAPAM: UN METODO OLTRAGGIOSO

Stupore e sconcerto da parte di Lapam-Confartigianato: “Francamente questo metodo di lavoro è inaccettabile e oltraggioso nei confronti di operatori che hanno fatto sacrifici enormi per poter riaprire, seguendo le norme molto stringenti dal punto di vista della sicurezza. Lapam interpreta l’ amarezza degli operatori del settore dello sci beffati dalla decisione di mantenere chiusi gli impianti, decisione arrivata a 12 ore dalla riapertura: “Stiamo ricevendo decine e decine di telefonate di operatori esasperati: noleggi, alberghi, ristoranti, esercenti che hanno aperto le strutture in previsione della partenza della stagione sciistica, con spese di riscaldamento, assunzioni di dipendenti e scorte di materiale deperibile che sarà inevitabilmente da buttare. Non crediamo che saranno sufficienti gli improbabili ristori a coprire anche queste spese, figuriamoci i mancati incassi. In Appennino, nelle zone degli impianti, il clima tra gli operatori è surriscaldato e, onestamente, non si può non dar loro ragione. Quest’ultimo stop, arrivato con queste modalità, è davvero troppo”.

“Il nuovo governo Draghi metta da parte le indecisioni e i dubbi sul ricorso ai ristori, che non può essere interpretato come assistenzialismo ma come sacrosanto aiuto in tempi di pandemia”, concludono gli esponenti pentastellati.

ARAGONA: SCELTA SCELLERATA E INCOMPRENSIBILE

Di scelta “scellerata e incomprensibile” parla il vice coordinare regionale di Fratelli d’Italia, Alessandro Aragona: “A 12 ore dalla riapertura degli impianti sciistici le piste sono state nuovamente chiuse, costringendo le categorie colpite a rinunciare definitivamente alla stagione più importante dell’anno. Inutile rimarcare come questa scelta assolutamente scellerata e incomprensibile metta in ginocchio tutta l’economia della montagna, non solo gli operatori che hanno investito negli adeguamenti degli impianti in vista delle riapertura e assunto personale che ora dovrà rimanere a casa, ma anche i proprietari di alberghi e strutture ricettive che dovranno cancellare last minute le prenotazioni ricevute. Economia della montagna che, fra l’altro, soffre un periodo storico di spopolamento e abbandono da ben prima dell’emergenza sanitaria: questo rischia di essere il colpo di grazia a un comparto già in crisi, specialmente per il nostro Appennino Reggiano le cui criticità sono note da anni. Oltre al danno la beffa: a queste attività, forse, arrivano ristori che saranno briciole neanche in grado di coprire le spese di chiusura. Fratelli d’Italia dice basta a queste decisioni inaccettabili e chiede subito un risarcimento danni per gli imprenditori della montagna”.

Be Sociable, Share!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *