Crepa poeta
In libreria l’ultima invettiva di Stefano Raspini
La parola creativa non sarà più la stessa

DI PIERLUIGI GHIGGINI

18/2/2021 – Oggi il Raspini-day, con l’uscita nelle librerie di tutta Italia di Crepa poeta, ultima raccolta, certo non definitiva, di Stefano Raspini, il poeta più richiesto nei reading e nelle performance nel nord Italia (e oltre, lockdown permettendo).

Neo futuristae performer impareggiabile, sempre dissacrante ma altrettanto interiormente combattuto, ironico e sarcastico eppure commosso di fronte al tragico dell’esistenza, mangiapreti immerso in una propria dimensione spirituale, Crepa poeta (testo critico di Rosaria Lo Russo, edizioni Argo, collana Fari diretta da Valerio Cuccaroni, 12 euro) attraverso 119 pagine di invettiva sulla vita corrente, in realtà proclama la fine della poesia come l’abbiamo conosciuta, per sciogliere gli ormeggi del vascello linguistico verso nuove e ignote destinazioni.

Dopo un centinaio d’anni insomma, si riapre la partita del futurismo morale e poetico che del resto Raspini, vero santo laico pur apparendo un rasputin, non ha mai abbandonato a costo di vivere di parole e di stenti, sempre controcorrente. Come si conviene a un poeta autentico.

Madamine dell’agiato baracco di ritorno, ritiratevi a sorseggiare il the di fronte a Loreto impagliato in forma di Instagram, ma prima inchinatevi di fronte al futuro che accorre.

Crepoeta si può acquistare anche online dal sito della casa editrice Argo

Oggi, giovedi 18 Febbraio, alle 18 l’autore sara alla Libreria del Teatro (via Crispi Reggio Emilia).

Stefano Raspini alla libreria del Teatro

Stefano Raspini — Crepa poeta

Crepa poeta, riecheggiando nel titolo il celeberrimo motto Crepino gli artisti del drammaturgo e regista polacco Tadeusz Kantor, riconferma e testimonia fedeltà al senso politico e etico dell’azione poetica, alla destinazione collettiva del gesto e della parola in versi, quindi alla performance. Nella poesia di Stefano Raspini, tramite parodie, distorsioni e stravolgimenti del linguaggio poetico tradizionale e del troppo poetese corrente, mentre divampa l’invettiva orale rabbiosa la metafora lirica e onirica fa da controcanto, con esiti sorprendenti, commoventi e esilaranti.

Prologo

Vi vedo cervelloni setacciare ogni parola

Trovarvi un senso un lato emozionale

confuso e rischioso sul fiume

che passa di traverso

al luogo deputato al suo passaggio

Così tutto è segnato

predisposto al poetico equilibrio

chiamami dopo lo studio

fotto l’autore lo brancolo nel buio

con nitrato di alzheimer e pupille

di alvaro vitali

che chiedono l’emeosina

in cinecittà

a scagliarsi contro i noi stessi padri

ogni soffitto ha una parola nascosta

il paeta laureato vive di espedienti

trasale se lo lasciano senza spiegazioni

il suo polpaccio non è gonfio di endecasillabi

e non contiamo più quanta musica

sprigiona la madonna di arezzo

chiusa nell’arazzo

caduto per terra

Kamerata di macerata

Eppure questa vita deve avere una luce dietro al quadro
ci sarà il modo
di vederci stimati
come fabbri d’urgenza al molo
senza intenzione si abbassa il cloro
il fondo non si vede anche se pulito
dammi una ragione
perchè spari a un nero
dammela vestita anche dalle nuvole d’alzheimer
dammela kamerata di macerata una ragione
folle
un’elica scentrata
una certezza flou
o solo una bigia chimera
non può questa vita sentire che si sfila la cornice
alzarsi un vento pesante che nessuno vuole
il contrario del contrario
di ogni cosa
non puoi ordinare il disordine kamerata di macerata
non vengono 2 koala a dirti il giudizio universale è in pericolo d’estinzione
non temere per la nazione
sveglia!
non esiste la nazione
nella gola roca il buco scuro dell’universo non ha bandiera
non assumere lucidità kamerata di macerata
non c’è buio nel fermo immagine della presunzione
non siamo esseri assoluti ma scaduti forse già estinti
i neri
sono gli ultimi a vederlo il giorno mai più spuntare
il nero è il colore che edifica il divenire
il tuo presente è un embolo fuggito dal sangue che non hai
riposa in pace kamerata di macerata il tuo perdono è una coperta antincendio.

L’Autore

Stefano Raspini è un poeta-performer, pioniere della scena italiana del Poetry Slam. Ha pubblicato Delirio (Baobab-Millelire, Reggio Emilia, 1993), AA. VV., Ipermarket Emilia Nord (Reggio Emilia, Baobab-Millelire, 1995), Antiretina (Reggio Emilia, Baobab-Millelire, 1998), Tramite inferriate (Torino, No Replay, 2015), L’uomo benzina (Torino, Miraggi, 2015).
Crepa poeta è un’opera nata dalla corrispondenza tra Raspini e la poeta-performer Rosaria Lo Russo, che ha selezionato e curato i testi, in collaborazione con l’autore.

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Una risposta a 1

  1. Mirco Rispondi

    18/02/2021 alle 10:34

    Divino

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