Coppia di imprenditori scoppia nell’anno della pandemia
Moglie violenta, il marito filma i maltrattamenti
blue>Il giudice allontana la donna da casa, dai figli e dalla ditta

23/2/2021 – Questa volta il violento in famiglia non è il marito, bensì la moglie. Davanti al Gip di Reggio Emilia Andrea Rat è approdata una storia davvero triste di maltrattamenti in famiglia verso il marito e i figlioletti in tenera età, che ha travolto una coppia di imprenditori di successo sulla cinquantina, sino a non molto tempo fa legatissimi nel menage famigliare come nella professione. Maltrattamenti documentati dallo stesso marito con dei video inequivocabili in base ai quali il sostituto procuratore Maria Rita Pantani ha chiesto e ottenuto l’allontanamento d’urgenza della donna dal marito, dai figli e dall’azienda. Lei, convocata davanti al giudice per l’interrogatorio di garanzia a porte chiuse, ha preferito rilasciare dichiarazioni spontanee: al suo fianco l’avvocato Roberto Chironi di Roma.

Il tribunale di Reggio Emilia

A quanto si è appreso le tensioni sarebbero letteralmente esplose nella coppia proprio nell’anno della pandemia che evidentemente ha prostrato la donna: il marito ha fra l’altro dichiarato che non poteva nepiure recarsi al lavoro in presenza, e le rare volte che andava in ufficio, lei chiamava dicendo di sentirsi male per costringerlo a tornare a casa. E lui non poteva fare diversamente, anche per tutelare i figlioletti che erano da soli con lei. Ma sono soprattutto i dei maltrattamenti verso l’uomo, e a quanto pare anche verso un figlio, preso a schiaffi almeno una volta, ad aver reso insostenibile la convivenza. Così il marito è riuscito a filmare di nascosto le violenze, e il materiale è presto finito sul tavolo del pm Pantani, che il 16 febbraio ha ordinato la misura cautelare dell’allontamento a carico della donna.

“Stavolta la vittima dei maltrattamenti in famiglia è il marito – commenta l’avvocata perugina Maria Cristina Ciace che assiste l’imprenditore e i due bimbi – e l’aver ottenuto dal gip l’applicazione della misura cautelare è un risultato importantissimo: è stato superato il pregiudizio diffuso secondo cui l’uomo è sempre il carnefice».

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