Caso Mescolini, effetti collaterali
Vecchi è indagato nell’inchiesta bandi e appalti
“Se il sindaco ha mentito deve dimettersi”

DOCUMENTO: SEDUTA DEL PLENUM DEL CSM (24 FEBBRAIO 2021) – REGISTRAZIONE AUDIO INTEGRALE SU WWW.RADIORADICALE. IT

https://www.radioradicale.it/scheda/629843/consiglio-superiore-della-magistratura-plenum

Sediuta del Csm

25/2/2021 – La decisione assunta all’unanimità dal plenum del Consiglio Superiore della Magistratura di trasferire d’ufficio il Procuratore di Reggio Emilia Marco Mescolini, ha generato quasi in automatico un ramo secondario, ma altrettanto rilevante, che riguarda la posizione del sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi. E non soltanto per un contesto generale di “riguardi” giudiziari nei confronti del Partito Democratico e di suoi amministratori, ma con un riferimento preciso all’inchiesta su bandi e appalti del comune di Reggio (26 indagati e imputati fra dirigenti, funzionari e politici) di cui Mescolini fece ritardare le perquisizioni a palazzo Civico al fine di non “disturbare” le elezioni comunali del 2019, autorizzandole quattro giorni dopo il ballottaggio quando ormai il sindaco Vecchi era stato rieletto. Il consigliere Nino di Matteo, estensore della delibera approvato dal Cism ha scritto che anche il sindaco è indagato in quel procedimento, e lo ha confermatonel corso della la seduta del plenum di ieri: “Il sindaco di Reggio Emilia indagato e ora credo imputato, visto che l’avviso di conclusione indagini è stato sottoscritto ad agosto e quindi sappiamo che prelude a una richiesta di rinvio a giudizio, si è sentito in dovere di manifestare pubblicamente la sua solidarietà al procuratore”.

Marco Mescolini

Sempre Di Matteo, che è anche cittadino onorario di Reggio Emilia, ha aggiunto: “Molti articoli di stampa hanno ipotizzato un collegamento, che poi è stato sospettato dagli attuali sostituti procuratori, fra la nomina del dottor Mescolini e una ritenuta vicinanza al Pd alimentata dal fatto che, nel 2006, aveva svolto un incarico fuori ruolo come capoufficio del vice ministro dell’Economia che apparteneva quel partito. Tutti questi avvenimenti hanno determinato, non solo nei quattro sostituti procuratori (formatari dell’esposto che ha messo in moto ilprocedimento su Mescolini, ndr.), ma all’interno della procura, come tutti hanno riferito, un sentimento di disagio e di compromissione del loro lavoro”.

Luca Vecchi

Ieri il sindaco Vecchi ha negato di aver ricevuto l’informazione di garanzia, e durante la seduta del plenum la stessa difesa di Mescolini ha contestato Di Matteo, parlando di “inesattezza”. Nondimeno, secondo quando appreso questa mattina dall’agenzia Dire da “fonti giudiziarie qualificate”, il sindaco Luca Vecchi resta
indagato
nell’inchiesta della Procura sui bandi “pilotati” delle
gare d’appalto in Comune, partita nel 2016 e chiusa la scorsa
estate.
Le quattro sostitute firmatarie dell’esposto – Maria Rita Pantani, Isabella Chiesi (che diventa reggente della Procura come sostituta più anziana) , Valentina Salvi e Giulia Stignani – avevano accusato il loro capo, ormai ex, di aver ritardato quell’indagine, rimandando le perquisizioni in municipio per non “turbare” il voto delle comunali. Oggi invece è per molti evidente che quelle decisioni hanno giocato a favore di Vecchi: molti si chiedono come sarebbero andate le elezioni se leperquisizioni negli uffici comunali fossero avvenuteprima del voto.

Sempre secondo l’esposto, inoltre, Mescolini avrebbe
indicato a chi svolgeva le indagini di stralciare le posizioni
indiziarie piu’ deboli, tra cui quella del sindaco, redigendo un
“provvedimento motivato”.

In proposito, nelcorso del plenum Csm di Matteo ha affermato che “vere imposto la postiticipazione delle perquisizioni nelle indagini sui bandi è stato visto come un tentativo di non pregiudicare la candidatura del sindaco uscente del Pd. Avere fatto una conferenza stampa, in cui si dava atto della scelta investigativa del rinvio della misura per non influenzare il ballottaggio, è stata vista come una sorta di captatio benevolentiae nei confronti del Pd e del sindaco”.

Nino Di Matteo


Infine, quando ad agosto dell’anno scorso le chat intercettate
tra Mescolini e Luca Palamara (in cui il primo pressava il
secondo per avere notizie sulla sua nomina a capo della Procura)
furono rese pubbliche, “il sindaco di Reggio Emilia indagato e
ora credo imputato, visto che l’avviso di conclusione indagini e’
stato sottoscritto ad agosto e quindi sappiamo che prelude a una
richiesta di rinvio a giudizio, non so se e’ intervenuta (non lo
è) si è sentito in dovere di manifestare pubblicamente la
sua solidarieta’ al procuratore”, ha affermato Di Matteo.

Di tale notifica, seompre secondo l’agenzia Dire, non ci sono riscontri a Reggio Emilia, mentre dallo staff del primo cittadino tornano ad assicurare che Vecchi non ha mai ricevuto nessuna formale comunicazione sul
procedimento giudiziario che lo riguarda.
Il gruppo della Lega in sala del Tricolore chiede pero’ che
non ci siano ombre. “Noi siamo garantisti sempre e comunque.
Detto questo, qualcuno ha mentito. E se a farlo e’ stato il
sindaco di Reggio Emilia, i cittadini hanno il diritto di
saperlo”, afferma ilcapogruppo del Carroccio Matteo Melato. “Secondo Di
Matteo
, il sindaco Luca Vecchi risulterebbe indagato. Ora, o Di
Matteo si sbaglia, o Vecchi ha mentito
, negando ripetutamente
ogni coinvolgimento diretto nella vicenda sugli appalti del
capoluogo reggiano e, soprattutto, di comparire nel registro
degli indagati, insieme ai funzionari coinvolti nell’inchiesta”.
Dunque, “per non lasciare spazio a dubbi e insinuazioni,
chiediamo al sindaco di riferire in Consiglio comunale su quanto
emerso, per la rilevanza politica dei fatti. La giustizia, nel
frattempo, fara’ serenamente il suo corso ma se dovesse emergere
che ha mentito, chiederemo formalmente le sue dimissioni“.

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Una risposta a 1

  1. Alessandro Raniero Davoli Rispondi

    25/02/2021 alle 19:23

    Sono sempre più convinto che le facce parlino, a chi sa guardare. L’espressione di Luca Vecchi è simile a quella dell’ex Procuratore Capo Marco Mescolini. Quasi uguale. Spero vivamente, per il bene della città di Reggio Emilia e dei reggiani tutti che anche il destino di Vecchi sia il medesimo. Allontanato sine die da ogni incarico amministrativo, al più presto.
    Danni ne ha fatti già a sufficienza. (Immigrazione, ordine pubblico, degrado sociale ed economico del centro storico, ecc)
    Saluti,
    Alessandro Raniero Davoli

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