Bocconi avvelenati a Montericco
In azione il cane antiveleno Alma dei carabinieri Parco Appennino
Trovato cibo sospetto, continua la caccia ai bastardi

Intervento delle unità cinofile antiveleno in forza al Reparto Carabinieri Parco Nazionale Appennino Tosco Emiliano  dopo il sospetto avvelenamento di un cane a Montericco.

La specialità ha battuto la zona delle colline di Albinea: repertati tre pezzi di wurstel inviati per le analisi all’Istituto Zooprofilattico di Reggio Emilia

13/2/2021 – Per contrastare il criminale uso di bocconi avvelenati, pratica punita come reato dalla legge , nell’area collinare del comune di Albinea sono entrati Alma, uno splendido Labrador nero, ed il suo conduttore, entrambi in forza al Reparto Carabinieri Parco nazionale Tosco Emiliano, guidato dal Colonnello Giuseppe Piacentini, le cui unità antiveleno hanno competenza sull’intera Regione dell’Emilia Romagna.

L’allarme bocconi avvelenati in provincia di Reggio Emilia è stato registrato dai carabinieri forestali di Viano che a Mongtericco hanno rilevato il sospetto avvelenamento di un cane femmina di tre anni poi ricoverata in gravi condizioni in una clinica veterinaria di Parma. P

Nella mattinata di ieri l’unità cinofila antiveleno Reparto Carabinieri Parco Nazionale Appennino Tosco Emiliano. unitamente ai carabinieri forestali di Viano, hanno proceduto alla bonifica dell’area di Montericco, indicata dalla proprietaria del cane, e delle zone limitrofe. L’unità cinofila non ha rilevato altre esche e nemmeno carcasse di animali morti per avvelenamento. Tuttavia poco lontano, lungo via Michelangelo,  ai bordi della strada, sono stati rinvenuti dei pezzi di  wurstel e e di altro cibo, prelevati e consegnati al Servizio Veterinari dell’AUSL per le analisi. Nel contempo proseguono le indagini dei carabinieri forestali di Viano, volte a identificare i responsabili dell’avvelenamento del cane di 3 anni di proprietà della residente di Montericco.

Alma e il suo conduttore fanno parte delle squadre cinefile antiveleno costituite nell’ambito del progetto europeo “Life WolfAlps”, che vede operare cani addestrati alla ricerca di esche avvelenate e di carcasse di animali, che puntualmente segnalano in modo inequivocabile al proprio conduttore.

I Carabinieri Forestali reggiani ribadiscono che l’uso di bocconi avvelenati è reato, e sottolineano la necessità di segnalare con prontezza alle autorità competenti – che siano carabinieri forestali, la Asl o i sindaci del proprio territorio – il rinvenimento di bocconi sospetti e i casi di diagnosi di sospetto avvelenamento, affinché si possa intervenire immediatamente per porre in atto tutte le misure necessarie per individuare i responsabili e salvare gli animali intossicati.

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