“Esponente Pd spinse per Mescolini
alla procura di Reggio: presto saprete…
L’ex-assessore Bernini annuncia rivelazioni imminenti

DI PIERLUIGI GHIGGINI

1/2/2021 – “Presto, molto presto, conoscerete il nome dell’esponente del PD che fece le pressioni per avere Mescolini e non altri a ricoprire il delicatissimo ruolo di guidare la Procura che ha in carico importanti inchieste come Bibbiano e tante altre”.     Più che una previsione è proprio una promessa, quella messa nero su bianco da Giovanni Paolo Bernini, ex assessore e noto esponente di Forza Italia a Parma, finito nel tritacarne del processo Aemilia con le accuse di concorso esterno e di scambio politico mafioso, per il quale il il pm Marco Mescolini lo voleva condannato a sei anni di carcere, e invece assolto pienamente da accuse infamanti che lo hanno inseguito per anni, rovinandolo sul piano politico e personale. Una vicenda parallela a quella dell’avvocato di Arceto Giuseppe Pagliani, che fu anche arrestato per venti giorni e che è uscito dal girone infernale di Aemilia solo alla vigilia di Natale, dopo ben sei anni, con la sentenza di assoluzione definitiva in appello.

Giovanni Paolo Bernini

Dunque Bernini, che continua la propria battaglia politica su quello che è stato definito il “salvacondotto giudiziario” assicurato al Pd – pare da un certo punto in poi – nell’inchiesta Aemilia, oggi fa sapere che circola il nome di un Gran Suggeritore politico di alto livello targato Pd nella nomina del dottor Mescolini alla guida della Procura di Reggio Emilia.

E fornisce questa notizia clamorosa (molto presto saprete il nome…) nella chiusura ad effetto di un articolo di replica all’intervento dell’ex segretario della Cgil Gianfranco Riccò, pubblicato dalla Gazzetta di Reggio. Notizia rimasta tra le righe, evidentemente non colta in tutta la sua carica dirompente, ma che viene d’istinto collegare alla fresca uscita del libro “Il Sistema” scritto da Luca Palamara con Alessandro Sallusti. Nel libro-inervista, che sta andando letteralmente a ruba, Palamara afferma che la nomina del procuratore di Reggio Emilia Marco Mescolini era “fortemente sostenuta del Pd locale”. Una sola riga, ma sufficiente a scatenare una nuova tempesta a ridosso di quella in atto che vede il procuratore già alla Dda di Bologna (e collaboratore dell’ex viceministro Pinza nell’ultimo governo Prodi) sotto procedimento al Csm per incompatibilità ambientale. Una riga che reclama una continuazione e una conclusione adeguate.

Marco Mescolini

La domanda, dunque sorge spontanea: chi fu nel Pd a muoversi con Palamara – posto che l’ex magistrato abbia detto la verità a Sallusti – e forse altri per assicurare al dottor Mescolini il posto di procuratore a Reggio Emilia?

A questo punto entra in scena Giovanni Paolo Bernini. Nell’ultimo scorcio di gennaio, l’ex assessore è tornato per la seconda volta (dopo la prima deposizione di metà settembre 2020) dai pm di Perugia che indagano sul mercato delle nomine al Csm, la montagna di chat che affollava il cellulare di Palamara – saccheggiato da un trojan – e la famigerata cena all’hotel Champagne di Roma tra lo stesso Palamara, cinque magistrati membri del Csm (compreso il giudice reggiano Morlini, poi finito sotto inchiesta e costretto alle dimissioni) e i parlamentari del Pd Cosimo Ferri e Luca Lotti. Cosa abbia detto Bernini ai sostituti del dottor Cantone, e se sia stato lui a chiedere di essere ascoltato, se invece lo abbiano convocato, e quali documenti abbia portato, non è dato di sapere. Ma è evidente che in questi giorni l’esponente azzurro ha aggiunto un nuovo tassello alla propria indagine inaugurata nel 2019 con il libro “Storie di ordinaria ingiustizia“.

Bernini, lo abbiamo detto, rivela che circola il nome di un alto esponente del Pd in azione per “blindare” Mescolini a Reggio, nella replica pubblicata oggi a tutta pagina a precedente articolo di Riccò nella quale lo storico dirigente della Cgil ha scritt fra l’altro che “Bernini sa bene che è uscito dal suo processo non innocente“.

La replica, che pubblichiamo qui sotto, è definitiva e stroncatoria: un caldo invito a non scrivere più falsità, nel quale si rilancia l’appello per un nuovo filone di Aemilia sulle connessioni tra la ndrangheta e il potere politico che governa a Reggio Emilia da 75 anni. Buona lettura. E alla prossima, avvincente puntata.

Luca Palamara ieri sera in tv da Nicola Porro

LA REPLICA DI BERNINI A RICCO’: “PRESTO SAPRETE…”

DI GIOVANNI PAOLO BERNINI

A Gian Franco Ricco’  farò dono di una copia del mio libro “Storie di ordinaria ingiustizia” in modo che approfondisca meglio la vicenda del mio assurdo coinvolgimento nel maxi Processo Aemilia e dell’operato di Mescolini, capo del pool che fece le indagini e che guido’ la pubblica accusa.Sono certo che, dopo la lettura del mio libro, Riccò si chiederà come mai non si è proceduto ad emettere avvisi di garanzia o richieste di arresto anche nei confronti di esponenti del PD nonostante il fiume di intercettazioni telefoniche e ambientali che li coinvolgevano nei rapporti con la cosca della ndrangheta che da decenni proprio a Reggio Emilia aveva il fulcro degli interessi malavitosi ed affaristici.” Vi era un legame presente e che durava nel tempo” scrive l’Arma dei Carabinieri a seguito di una delle tante intercettazioni telefoniche  depositata  agli atti della inchiesta e  che coinvolgevano esponenti del PD in Emilia Romagna. Ma questo ed altro, non bastarono nemmeno a spedire un semplice avviso di garanzia. Rispetto poi alla conduzione delle indagini, non è la “destra” cattiva che accusa Mescolini di aver graziato gli esponenti del PD ed aver perseguitato due innocenti della parte avversa ma è proprio un Magistrato che lavorò con Mescolini ma che poi se ne andò dal pool di magistrati guidati da Mescolini, sbattendo la porta perchè ostacolato proprio da Mescolini.
” Io e Mescolini eravamo in disaccordo sulle persone da colpire. Lavorammo su due diverse informative, ma dalla mia Mescolini prese solo pochi aspetti e fu la sua a finire al Gip, così me ne andai ”  dichiara in una intervista su un quotidiano nazionale il magistrato esperto di lotta alle mafie, Claudio Pennisi.

Per quanto mi riguarda, Le consiglio di attenersi agli atti giudiziari che mi riguardano al fine di evitare querele e mi permetto di consigliare a tutti di attendere i risultati delle indagini in corso da parte della Procura della Repubblica di Perugia, incaricata di indagare sul Sistema Palamara, e del CSM nei confronti del magistrato Mescolini, colluso con il sistema Palamara e premiato dallo stesso, in danno di altro collega con più meriti e titoli per ricoprire il ruolo di Procuratore a Reggio Emilia. 

Il sottoscritto è stato accusato da Mescolini di due reati: concorso esterno e voto di scambio politico mafioso con richiesta di arresto e sei anni di condanna. Entrambi le ipotesi di reato, come la richiesta di arresto, sono state demolite da tutti i giudizi dei Tribunali , perche’ non c’era alcuna prova, nè dazioni di denaro da parte mia, nessun contatto ne’ prima ne’ dopo la campagna elettorale, ne’ alcuna intercettazione a mio carico, come il dott.Riccò sa. Vi è solo una telefonata del boss Villirillo a suo suocero in cui parla di un bonifico  da parte mia poi smentito clamorosamente durante il Processo dallo stesso Villirillo. In  realtà, anche in questo Processo, rispetto al quale mi batterò per la riapertura del filone politico, con l’assoluzione di entrambi gli esponenti del centrodestra si è sconfitto il solito teorema di alcuni magistrati politicizzati: quando è il centrodestra a cercare i voti tra i residenti di origine meridionale, trattasi di mafia, quando invece è il centrosinistra, trattasi di legittima ricerca del consenso. La vicenda dell’ipotesi di reato di voto di scambio poi derubricata in corruzione elettorale dichiarata prescritta in sentenza e non in dibattimento, è già stata spiegata dal mio avvocato Carra sulle pagine della gazzetta di Reggio, ma vedo che non è sufficiente ad evitare diffamazione nei miei confronti. Le ricordo che il castello accusatorio rivoltomi contro dal capo del pool Mescolini erano concorso esterno e voto di scambio politico mafioso con richiesta di arresto e sei anni di condanna è crollato sotto tutti i giudizi espressi dai Tribunali. Infine desidero far rilevare che quando un partito (PD) ed un Sindacato (CGIL) si schierano a favore e per la permanenza di un Magistrato Mescolini colluso con Palamara, c’è da insospettirsi.  Quando poi si legge nero su bianco nel libro di Palamara che la nomina di Mescolini al vertice della Procura di reggio Emilia fu ” fortemente sostenuta dal PD locale…” c’è da avere paura.Desidero infine assicurare al dott. Riccò ed a tutti i cittadini reggiani desiderosi di verità e Giustizia che il corso della Giustizia non si ferma e che presto, molto presto, conoscerete il nome dell’esponente del PD che fece le pressioni per avere Mescolini e non altri a ricoprire il delicatissimo ruolo di guidare la Procura che ha in carico importanti inchieste come Bibbiano e tante altre”.  

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