Angeli e Demoni : i bambini di Bibbiano
sono tutti tornati dai loro genitori
Salvini: “Grazie a chi ha denunciato e combattuto”

26/2/2021 – I bambini di Bibbiano sono tutti tornati alle famiglie di origine. Lo si è appreso nel corso della quinta udienza preliminare dell’inchiesta Angeli e Demoni svolta ieri davanti al Gup di Reggio Emilia, Un’annotazione depositata dal sostituto procuratore Valentina Salvi, titolare dell’inchiesta sugli affidi illeciti in Val d’Enza, ha confermato che sono rientrati alle famiglie di orgine tutti i minori sottratti negli anni dai servizi sociali della Val d’Enza, le cui valutazioni tecniche e ideologiche cui cui bambine e bambini furono strappati ai genitori, sono state puntualmente riesaminate e ribaltate. La revisione di tutti i dossier e tutte le situazioni, una per una, ha confermato che nel giro dei servizi sociali e dei consulenti dei comuni della Val d’Enza, che hanno agito con poteri assoluti (come peraltro consente la legge, almeno sino aun certo punto) e fuori controllo, era accaduto per anni qualcosa di terribile.

Messaggio di esultanza è arrivato dal premier della Lega Matteo Salvini, che da ministro era andato a Bibbiano, nell’estate del 2019, a incontrare i genitori e i sindaci, e che ai bambini e le famiglie aveva dedicato (con una scelta controcorrente) la chiusura della campagna elettorale del gennaio 2020, proprio a Bibbiano.

“Tutti i bambini strappati alle famiglie dal “sistema Bibbiano” sono tornati a casa da mamma e papà: grazie! – ha scritto Salvini – Grazie a chi ha denunciato, grazie a chi a combattuto e non si è arresto. Giù le mani dai bambini!”.

Luglio 2019: Salvini a Bibbiano

Nel corso dell’udienza di ieri, il pm Salvi ha replicato puntualmente alla valanga di eccezioni presentate ‘inchiesta “Angeli e Demoni”, e ha fra l’altro voluto precisare che la maxi inchiesta sui minori dati in affidamento in provincia di Reggio Emilia, non ha un nome “suggestivo” e pregiudizievole per i 24 indagati che coinvolge.

Infatti, al contrario di quanto sostenuto dagli avvocati difensori, non associa gli “angeli” ai bambini e i “demoni” agli assistenti sociali che con presunte relazioni artefatte relative ad abusi li strappavano alle famiglie naturali, ma prende spunto da un preciso elemento di indagine. Durante le sedute di psicoterapia condotte da una delle indagate, Nadia Bolognini, “venivano infatti sventolate davanti ai bambini dei disegni di personaggi positivi e negativi, tra cui anche il diavolo, che i bambini ricordavano anche a casa, talvolta con incubi la notte“.

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Valentina Salvi

. A “questa Procura sono state mosse accuse molto pesanti e non voglio che in quest’aula rimanga alcun dubbio“, ha spiegato in premessa il pm, ribattendo poi punto per punto a tutte le critiche sollevate nel corso delle udienze.

Un panorama di eccesioni estremamente variegato che va dalla mancanza di atti nel fascicolo di indagine, alla loro notifica tardiva, ai criteri di ostica interpretazione per il loro accesso, a cominciare dall’indice. Fino a contestazioni più gravi come quella “infamante” di aver divulgato gli atti di indagine e alla richiesta, avanzata ieri al giudice De Luca, di dichiarare nulle alcune intercettazioni telefoniche e ambientali perche’ non sarebbero state autorizzate dal Gip, e si collocherebbero al di fuori dei casi in cui la legge ammette eccezioni. Richieste sostenute un po’ da tutti gli avvocati degli indagati alcuni dei quali, come il difensore del sindaco di Bibbiano Andrea Carletti, Giovanni Tarquini, hanno sostenuto “che gli stessi contenuti delle intercettazioni non dimostrano nulla circa la responsabilita’ del mio assistito”.

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L’avvocato Giovanni Tarquini e il sindaco Carletti

Nel suo vigoroso intervento, durato quasi un’ora, Salvi, ha ribattuto che tutto il materiale, trasposto anche in formato pdf (cosa non dovuta) è organizzato “secondo l’unico criterio possibile, cioe’ quello cronologico”, mentre a proposito di alcune intercettazioni mancanti che non assicurerebbero il diritto alla difesa, “si tratta di sette su oltre 200“.

Particolarmente sferzanti i passaggi del sostituto procuratore all’indirizzo dell’avvocato Nicola Canestrini, che rappresenta l’assistente sociale Francesco Monopoli. Il legale si era stupito che nel fascicolo di indagine non fosse presente il bando di gara d’appalto per le sedute di psicoterapia per i minori, e Salvi ha fatto notare che “proprio nell’assenza di una procedura ad evidenza pubblica sta la contestazione dell’ipotesi di reato”.

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Una risposta a 1

  1. il giudeo Rispondi

    26/02/2021 alle 10:37

    Drammatico ! Il merito va al coraggio dei familiari e dei giudici che giustamente hanno sollevato il problema di questi orrori, scoperchiando anche gli errori della giustizia.
    Basta con le “sparate” di Salvini

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