Tranvia Rivalta-Mancasale da 282 milioni
“Non è l’ora di opere faraoniche, ma di servizi immediati ed efficienti”

DI MARCO EBOLI*

13/1/2021 – Ieri la Giunta di Reggio Emilia ha approvato il progetto preliminare per la realizzazione di una tranvia da Rivalta a Mancasale, lunghezza 14,5 Km, costo 282 milioni, tutti da trovare, partecipando ad un bando pubblico del Ministero delle Infrastrutture.

La situazione del trasporto pubblico nella nostra città porta Fdi a non ritenere, ora, questa opera faraonica nell’investimento  risolutiva dei nodi che riguardano anche il traffico e la mobilità.

Chi dovrebbe finanziare la tranvia reggiana è il Ministro PD De Micheli responsabile di non aver saputo organizzare, sino ad oggi, i trasporti pubblici e consentire ai nostri ragazzi di tornare a scuola, obbligati ad una didattica a distanza che non è insegnamento ed un vero flagello per loro, insegnanti e famiglie.

La situazione infrastrutturale e dei trasporti nella nostra città è gravemente deficitaria. Basti pensare che, dopo 30 anni, non è stata ancora completata la tangenziale nord che impedisce di chiudere l’anello delle circonvallazione, con gravi problemi di viabilità e disagi ai cittadini.

Anche la bretella di Rivalta, nonostante se ne parti dal almeno 15 anni non è stata realizzata. Il parco mezzi di Seta è vecchio e inquinante e qui sarebbero necessarie risorse da investire.

La fermata Mediopadana è ancora priva di parcheggi adeguati che si avranno probabilmente solo grazie all’intervento dei privati di Terminal One. Anche le connessioni ferro-gomma sono inadeguate, cosi come quelle con l’area vasta, bacino potenziale per la nostra Av.

In questo quadro il Sindaco Vecchi e la sua Giunta di centrosinistra, che faranno fatica ad essere ricordati dalla cronaca, vorrebbero con la faraonica e costosa opera della tranvia, passare alla storia.

La città, i cittadini soprattutto in periodo di pandemia, hanno bisogno di servizi immediati ed efficienti non di progetti che forse faticheranno a vedere i nostri nipoti. Una cosa però Fdi chiede subito al Sindaco: quanto è costato il progetto preliminare, chi lo ha realizzato e se questi è stato selezionato con un bando pubblico, giusto per la trasparenza.

*Coordinamento comunale Fratelli d’Italia Comune di Reggio Emilia.

LA TRANVIA RIVALTA-MANCASALE: IL PROGETTO DEL COMUNE

DATI PRINCIPALI DEL T1 REGGIO EMILIA 

14,5 chilometri della Tranvia T1 sono previsti, nello studio di fattibilità, per il 73% in sede propria e per 27% in tracciato promiscuo. Le fermate previste sono 29, compresi i capolinea e il deposito dei mezzi a Mancasale. I mezzi-tram sono 16.

Il costo delle opere da realizzare e del parco rotabile è stimato in 282,3 milioni di euro Iva compresa.

Lo studio ha individuato alcuni nodi di scambio integrati con la linea tranviaria:

  • 2 nodi ferro-ferro alla Stazione ferroviaria centrale/Reggiane e alla Stazione Av Mediopadana. Sarà cioè possibile recarsi nelle due stazioni con il tram, evitando l’auto;
  • 3 nodi ferro-gomma ai terminali-capolinea, costituiti da due nuovi parcheggi scambiatori a sud di Rivalta da 117 posti auto ciascuno (per raccogliere le provenienze dalla montagna e dalla Val d’Enza) e un parcheggio scambiatore a nord di Mancasale (per raccogliere le provenienze dalla Bassa reggiana). Questi parcheggi potranno intercettare il traffico automobilistico diretto in città: chi proviene da fuori città, parcheggia e prende il tram per entrare nell’area urbana, percorrerla e giungere alla destinazione voluta. I capolinea forniti di parcheggi di interscambio offrono quindi un ulteriore vantaggio, indotto dalla linea tranviaria, all’intera provincia di Reggio Emilia. Per altro, alcuni dei Comuni limitrofi alla città capoluogo avevano chiesto esplicitamente questo servizio, da prevedere anche nel nuovo Pums.
La mappa della tranvia T1 di Reggio Emilia

DATI TRASPORTISTICI – Lo studio ha definito i seguenti vantaggi in termini di trasporto urbano:

  • 22mila passeggeri giornalieri nel breve periodo dall’entrata in esercizio;
  • 30mila passeggeri giornalieri, una volta realizzate tutte le opere e gli interventi previsti dal Pums;
  • 6,5 milioni di passeggeri l’anno, di cui 1,4 milioni sottratti al trasporto privato.

In questa prima fase di progettazione, la frequenza del tram a ogni fermata è stata calcolata ogni 7,5 minuti da Rivalta alla Mediopadana nelle ore di punta (ogni 15 minuti dalla Stazione Av Mediopadana a Mancasale); il periodo giornaliero di funzionamento possibile dalle ore 5,3 alle 24; il tempo di percorrenza tra la Stazione Av Mediopadana e il Centro storico: circa 15 minuti.

Il tempo di percorrenza tra Rivalta-Scuole e il Centro storico: circa 15 minuti.

Il trasporto pubblico locale, che oggi intercetta l’11% degli spostamenti urbani, passerebbe al 18% con l’introduzione della Tranvia e al 25% con la messa a regime del sistema previsto dal Pums, che fra l’altro comprende, oltre alla Tranvia, il rinnovamento e il rafforzamento del trasporto pubblico sulla “linea di forza” est-ovest.

Qualora il ministero recepisse lo studio di fattibilità ed erogasse il finanziamento, una volta approvati progetto esecutivo e progetto definitivo, la gara di appalto potrebbe essere indetta entro il 31 dicembre 2022 con realizzazione delle opere entro il 2026.

Rendering del tram velocealla Mediopadana

LE FERMATE 

E’ stata individuata una prima – indicativa, non definitiva e migliorabile in corso di progettazione esecutiva – serie di fermate, in considerazione della densità di popolazione, dei potenziali utenti extraurbani e dei luoghi attrattori di persone:

  1. Rivalta sud- Sant’Ambrogio, Rivalta-Peep, Rivalta-Corbelli, Rivalta-Scuole, Rivalta-Reggia di Rivalta, il Casale presso Rivalta, Baragalla–via Inghilterra, Baragalla–via Fogazzaro, Baragalla–Canalina sud, Baragalla–Osea, Belvedere, Crostolo–via Bismantova, Zona ospedaliera, viale Umberto I–ex Seminario, Centro storico–viale Monte Grappa presso piazza Fontanesi, Centro storico–viale Mote Grappa presso la chiesa di San Girolamo, Stazione Fs centrale/Reggiane, viale Piave presso la Questura, Centro storico-Teatri, Tribunale–Polo scolastico, via Gramsci sede Inps, via Gramsci incrocio con via Duo, via Gramsci presso lo Stadio Città del Tricolore, Mancasale-chiesa, Stazione Av Mediopadana, via Filangieri, Mancasale, Mancasale-Mensa, Mancasale nord-Capolinea.
Rendering del tram veloce in piazzal eMarconi

DESCRIZIONE GENERALE DEL PROGETTO 

Il progetto prevede che la nuova linea tranviaria di Reggio Emilia si collochi nel tessuto urbano centrale della città con gli obiettivi, da un lato, di offrire un’alternativa alla motorizzazione privata e ridurre l’inquinamento atmosferico da congestionamento del traffico e, dall’altro, di collegare in maniera efficace ed efficiente le zone produttive a nord, in particolare il Parco industriale di Mancasale, la Stazione Av Mediopadana, il Parco Innovazione e il quarto Polo universitario previsto nello stesso Parco Innovazione, il Centro internazionale Loris Malaguzzi, l’area di sosta e Terminal bus nel Centro intermodale della mobilità (Cim) di piazzale Europa, la Cittadella giudiziaria e il Polo scolastico di via Makallé, con i popolosi quartieri e le frazioni a sud della città.

Si prevede a Rivalta la realizzazione di un doppio parcheggio scambiatore così da incentivare l’interscambio modale di tutta la fascia di comuni situati ai piedi dell’Appennino, che contano una popolazione di circa 30.000 abitanti.

Lungo il percorso la linea tranviaria permetterà di raggiungere altri importanti punti di interesse e fonte di traffico privato quali: il Parco e la Reggia di Rivalta, l’area industriale di Baragalla, la Zona ospedaliera di Reggio Emilia, il Parco del popolo, gli uffici della sede Inps, lo Stadio Città del Tricolore, il parco Aquatico.

La stazione di capolinea a Rivalta sud sarà provvista di due parcheggi scambiatori di circa 110 stalli, più almeno 7 stalli per disabili, e accoglierà i flussi veicolari provenienti dalla strada provinciale 13 (per intercettare le provenienze dalla Val d’Enza), mentre un secondo parcheggio scambiatore con il medesimo numero di stalli sarà posizionato a ridosso della fermata Rivalta–Corbelli, presso lo snodo nevralgico dell’innesto della Bretella di Rivalta, e intercetterà l’utenza proveniente dalla strada statale 63 e cioè dalla montagna.

Le moderne tranvie in sede riservata, come quella prevista a Reggio Emilia, sono infatti pensate in un’ottica di integrazione intermodale, svolgendo la duplice funzione di garantire una grande capacità di trasporto di passeggeri e di distribuire gli utenti sulle varie altre modalità di trasporto.

Il sistema di mobilità tranviaria, separata dall’intralcio del traffico, comporta inoltre, quale ulteriore effetto migliorativo, la riprogettazione delle aree limitrofe nell’ottica di una riqualificazione estetica e funzionale, con la finalità di incentivare la fruizione grazie anche alla dotazione percorsi ciclo-pedonali connessi e aree verdi e al tempo stesso disincentivare, senza ostacolarlo, il traffico privato.

Il tram correrà lungo una sede che per la maggior parte del suo sviluppo sarà ‘propria’, riservata: i veicoli tranviari si muoveranno liberamente senza rischio di casuali rallentamenti legati alla presenza di altro mezzo di trasporto pubblico o privato.

In caso di ottenimento del finanziamento si aprirà dunque una nuova e importante opportunità per rivoluzionare completamente il sistema del trasporto pubblico a scala locale e provinciale, necessariamente in dialogo con la Regione, le Ferrovie Emilia-Romagna (Fer) e le aziende di trasporto pubblico locale.

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3 risposte a Tranvia Rivalta-Mancasale da 282 milioni
“Non è l’ora di opere faraoniche, ma di servizi immediati ed efficienti”

  1. carlo baldi Rispondi

    14/01/2021 alle 11:34

    vedo con piacere questa iniziativa, anche se prevedo che la vedranno realizzata i mie nipoti. Cercherei anche di dare attuazione tempestiva alla elettrificazione del ferrovie locali e studiare con le FFSS il collegamento ferroviario col Nord. Parlo del Brennero, dal quale AV da Reggio è esclusa( per andare a Trento ed al Brennero, quindi Austria e Germania ecc. si deve ancora andare a Bologna!)

  2. Fausto Poli Rispondi

    14/01/2021 alle 16:34

    Buonasera Dr. BALDI. Condivido che questo progetto vedra’la luce nel 2050. Perche’ non prima?

  3. Dario Andreoli Rispondi

    15/01/2021 alle 22:30

    È una follia pura investire una cifra simile su una tecnologia del secolo scorso. Quando sarà terminata sarà inutile perché ci saranno gli autobus elettrici a guida autonoma e a chiamata col cellulare. E intanto staremo ancora cercando i soldi per il tecnopolo e per il polo del digitale, se già qualcuno più svelto di noi non ce l’avrà gia tolto

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