Il caso Jolanda di Savoia
Pressioni sul sindaco, il governatore Bonaccini indagato per abuso d’ufficio
Lega: “Ora faccia bagno d’umiltà”

27/1/2021 – Il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, risulta indagato in un fascicolo per abuso d’ufficio, aperto dalla Procura di Ferrara sulla vicenda delle presunte pressioni denunciate un anno fa, con un esposto, dal sindaco di Jolanda di Savoia, in provincia di Ferrara, Paolo Pezzolato. All’esposto era allegato l’audio di una telefonata tra Bonaccini e il sindaco.

Il governatore della Regione, Stefano Bonaccini

La vicenda risale a prima delle ultime elezioni regionali e ruota attorno alla candidatura di Elisa Trombin, ex sindaco di Jolanda e vice dello stesso Pezzolato: Bonaccini la voleva nella sua lista, ma alla fine lei decise di correre con il centrodestra. Nell’audio della telefonata agli atti dell’inchiesta che è ancora in corso, Bonaccini esprime il suo disappunto per quel rifiuto: “Se poi vinco io, non mi cercate più” ha detto al primo cittadino. Che ha inteso queste parole come una pressione politica impropria nei confronti della sua amministrazione.

Da qui l’esposto, l’avvio delle indagini e, da ultimo, l’iscrizione nel registro degli indagati di Bonaccini che, nel frattempo, le elezioni le ha vinte. Il sindaco Pezzolato non aveva visto sbagliato. Dopo quelle parole di Bonaccini ai suoi occhi sono apparse sospette alcune decisioni assunte da altri municipi vicini a Jolanda di Savoia con cui si gestivano alcuni servizi in comune: il personale delle altre municipalità fu ritirato mettendo in difficoltà i servizi fino ad allora erogati ai cittadini. Quasi una ritorsione, secondo il sindaco Pezzolato, ma sta alle indagini verificare ora fino a che punto questa ricostruzione sia fondata. Di sicuro al momento c’è solo la telefonata di Bonaccini, che resta comunque un punto a favore del centrodestra.

Il capogruppo Lega, Matteo Rancan

“Come nella nostra tradizione – ha commentato il capogruppo della Lega in Emilia Romagna, Matteo Rancan – siamo garantisti e attendiamo che la magistratura faccia il proprio corso. Ma pur augurandoci che la vicenda giudiziaria possa avere un epilogo positivo per i protagonisti, invitiamo il Partito democratico e Bonaccini a raccogliere l’insegnamento che emerge da queste brutte pagine di fine campagna elettorale: sia lui che i dirigenti del suo partito facciano un bagno di umiltà e dismettano quei panni che trasudano un senso di onnipotenza figlio di decenni di governo del territorio. Il tempo dell’arroganza è finito, è venuto il momento che il Pd cominci a lavorare per il bene di tutti i cittadini a prescindere dalla loro appartenenza politica. Ci auguriamo che queste indagini – ha aggiunto Rancan – li richiamino al rispetto dei cittadini e, a questo punto, forse anche della legge”.

Più duro il commento del senatore della Lega e commissario del partito in Emilia, Andrea Ostellari: “Amministrando a simpatie, non si fa il bene dei cittadini. Per la Lega la politica è una cosa diversa: non temiamo il confronto sulle idee e sui progetti, e non festeggiamo se qualche avversario viene indagato. Tuttavia ora si faccia tutta la chiarezza che gli emiliani meritano”.

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