Scandaletto a Baggiovara: vaccinano i parenti per non buttare via le dosi
E postano le foto su Facebook

7/1/2021 – Alcune dosi del vaccino anti-Covid, avanzate a fine giornata, somministrate a figli e parenti dagli operatori che martedì sera erano di turno al centro unico vaccinale di Baggiovara, a Modena, dopo che gli stessi avevano tentato invano di contattare professionisti della sanità che, invece, ne avrebbero avuto diritto. A ricostruire l’episodio, che l’Ausl modenese definisce “un errore grave”, annunciando che aprirà un’istruttoria in merito, è la Gazzetta di Modena nell’edizione di oggi .

I carabinieri del Nas di Parma, secondo quanto riferito dall’ANSA, hanno avviato indagini sul caso.

Si tratta di accertamenti preliminari, finalizzati a capire come siano andate esattamente le cose. Solo in seguito si valuterà un eventuale rilievo penale.

Le dosi avanzate a quanto pare erano destinate ad essere buttate via se non fossero state somministrate entro fine giornata. Secondo la ricostruzione dell’accaduto, è per questo che gli operatori hanno deciso di ‘convocare’ i congiunti, non riuscendo a mettersi in contatto con altri sanitari. In particolare un volontario di un’associazione di pubblica assistenza che prestava servizio al centro vaccinale ha contattato le figlie, di cui una minore, per vaccinarle con le dosi avanzate, condividendo poi le foto sui social.

L’Ausl di Modena ha avviato “un’istruttoria urgente al fine di individuare tutte le persone responsabili di tale condotta, operatori sanitari o altre figure impegnate nel coadiuvare i team vaccinali in qualità di volontari”.

‘Falla’ nel sistema per evitare sprechi – Se, a fine serata, nel punto vaccinale, avanzano delle dosi, esiste una procedura ‘antispreco’ che l’Azienda Usl di Modena ha precisato dopo il caso di alcune vaccinazioni a parenti di un volontario della Pubblica Assistenza. Secondo l’esperienza dei primi giorni di campagna vaccinale è quasi fisiologico, infatti, che a fine serata rimangano alcune dosi “aperte” che, se non consumate, nel giro di poche ore perdono la loro efficacia. Questo avviene perché può capitare che qualcuno dei prenotati non si presenti, perché malato o per altri motivi.

Il caso, fa sapere l’Usl, è contemplato: se succede, per non sprecare dosi di vaccino, la procedura prevede di cercare rapidamente altro personale sanitario, già prenotato nei giorni successivi, che magari si trova già in ospedale, dove, a Modena, vengono fatti i vaccini. Il caso dei vaccinati ‘extra-lista‘ sarebbe nato dopo la mancata possibilità di trovare queste persone.

La vicenda è emersa perché il volontario della Pubblica Assistenza, che ha chiamato moglie e figli, convinto di non aver fatto niente di male, ma anzi di aver salvato alcune preziose dosi dalla spazzatura, ha postato le foto sui social.

Quando i vertici dell’azienda se ne sono accorti le persone in questione erano già state vaccinate. Per l’Usl si tratta di un “errore grave”, e ha ribadito a tutti l’assoluto divieto di iniziative autonome che escano da quelle previste per l’erogazione dei vaccini, scusandosi per quanto avvenuto.

(FONTE: ANSA.IT)

LEGA: “UNA FALLA CHE DIMOSTRA POCA SERIETA’ NEI CONTROLLI”

“Speriamo non sia una prassi consolidata quella della gestione delle dosi vaccinali nel modenese. Non esistono dosi ‘avanzate’, ma personale sanitario e operatori Cra prioritari in lista d’attesa da chiamare. Questa falla nel sistema di gestione delle somministrazioni dimostra come non ci sia un controllo dall’alto serio del corretto impiego di una risorsa così importante. Il fatto che grazie a Facebook si sia arrivati a scoprire questa grave mancanza di attenzione significa che manca un meticoloso controllo interno del numero di dosi in gestione ad ogni punto vaccinale. Eppure dovrebbe essere un banale conto matematico giornaliero seguito da serietà e trasparenza. Manca una seria programmazione nella preparazione delle dosi e nelle persone chiamate ogni giorno che dovrebbe chiudersi in pareggio senza ‘avanzi’. Lacune non tollerabili, soprattutto in una Regione che si ritiene il top. Se questa cosa fosse accaduta in Calabria si sarebbe gridato allo scandalo: invece è capitata nella rossa Emilia e ora non vogliamo giustificazioni ma provvedimenti e denunce. Da un lato presenteremo una interrogazione parlamentare, dall’altro chiederemo l’invio dei commissari da Roma per capire quante dosi siano state sottratte in questo modo a chi era in lista d’attesa con diritto di priorità”. Così il senatore Lega Stefano Corti e la consigliere provinciale Simona Magnani.

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